Il campo boe si farà» Nonostante le rassicurazioni, evidentemente vane, di una sospensione, il 18 marzo è arrivata l’autorizzazione definitiva della Regione e l’ordinanza della Capitaneria per il posizionamento di 61 boe in tutta la rada di Alghero, e non solo nell’ambito dell’Area Marina Protetta. In particolare: 13 boe alla Dragunara, 5 a Porto Conte, 17 a Capo Galera (olandese), 16 al Lazzaretto e 10 a Punta Negra- il Rosso. Da segnalare che nei campi boa è interdetta la balneazione e la possibilità di ancoraggio libero. Non sono pregiudizialmente contro le boe, che possono attrarre nautica di alta qualità (peraltro espressamente escluse da questo progetto). Ma ritengo opportuno la realizzazione di uno studio maggiormente approfondito, di carattere economico e ambientale, per contemperare le necessarie ragioni di tutela, con gli interessi dei diportisti e della nautica che rischiano di subire un colpo ferale. Continuerò a battermi per una soluzione di buon senso. Sono le parole di Michele Pais consigliere Comunale ed ex Presidente del Consiglio Regionale della Sardegna contenute in un post sulla sua pagina social. E non si può che concordare su tutto, virgole comprese, ma.
Sono parole che suonano come una presa di posizione fuori tempo massimo. Il progetto, è noto, prende corpo e viene approvato dall’Assemblea del Parco, coincidente con il Consiglio Comunale, dalla precedente amministrazione di centro destra al governo della città, che annoverava anche esponenti della Lega.
Ma siccome siamo davvero convinti della bontà dell’azione intrapresa, vorremo che qualcuno spiegasse, se del caso, come si possa bloccare un progetto che procede da tempo, con progettualità avvenuta, commesse, e fornitori da pagare, su un finanziamento avvenuto da 1,7 Mln di Euro(LEGGI).
Del campo boe ad Alghero si parla da anni, ma chi lo ha fatto con puntualità è stato persino sbeffeggiato (LEGGI).
Un progetto ad Alghero contestato da tutti, dalla comunità scientifica, dagli esperti di tutela ambientale, dalle associazioni ambientaliste, dagli imprenditori del settore nautico e dai pescatori (LEGGI). Non dai politici pro tempore. Nonostante tutto, il progetto voluto dal management di Cdx del Parco di Porto Conte, ha continuato a tappe forzate.
Se le boe servono a tutelare il fondale e le praterie di Posidonia, e non se ne dubita, nel progetto iniziale di oltre 250 boe ( ed erano poche a detta del Parco ) si trasformava l’area marina protetta in un porto galleggiante diffuso. Quindi un’area Marina Protetta dai non abbienti.
Ancora ieri l’altro la V^ Commissione ha chiamato alle 8,30 del mattino, al Quarter, tutti per sentire dalla bocca del Presidente del Parco Emiliano Orrù, e dal Direttore Mariano Mariani lo stato dell’arte. 15 persone in platea, delle quali 8 Commissari, 7 fra il pubblico, testimoniano della frattura che si è creata fra città, e Parco, dove da tempo ci si è rassegnati a una sconfitta della democrazia partecipativa, relegata a mera ginnastica oratoria, che non ha portato nessun vantaggio alla collettività, se non riuscire nella “limatura” di un mega progetto, dove, il modello Costa Smeralda approdava nella Riviera del Corallo pesantemente. Il massimo risultato conseguito dalla spinta degli oppositori, con il Sindaco Cacciotto e il Presidente del Parco Orrù propensi a mediare (LEGGI), è stato tentare una mediazione per il progetto ereditato, è stato vedere la Determina del Servizio di Valutazione di Incidenza Ambientale (V.Inc.A.) della Regione Sardegna che prevedeva niente boe per maxi yacht, dimezzamento del numero delle boe richieste e prescrizioni rigorose per tutto il resto del progetto. Ora sentire che c’è chi si oppone per opporsi, testimonia che il problema, se del caso, si doveva affrontare per tempo. Oggi in presenza di progettualità, assegnazioni, ordini e commesse, chi può permettersi di bloccare il progetto senza incorrere in pesanti conseguenze, derivate da contenziosi di rivalsa economica?
Sono i danni causati dai politici pro tempore, che hanno deciso e avvallato un progetto nefasto, e oggi, timidamente, si ha vergogna persino a riconoscere chi sono i veri padri di tutto questo. Ora che il danno è fatto.








