All’indomani della consultazione referendaria del 22 e 23 marzo 2026, la città di Alghero emerge come un esempio significativo di partecipazione democratica. I dati definitivi dell’affluenza delineano come la comunità algherese si senta particolarmente coinvolta nella vita istituzionale del Paese.
Il dato statistico che emerge dalle urne è inequivocabile. Vede infatti Alghero superare la media dei precedenti appuntamenti referendari. Rispetto alla consultazione costituzionale del 2020 e alle medie dell’ultimo decennio, si è registrato un incremento di quasi 20 punti percentuali dell’affluenza che testimonia una ritrovata fiducia negli strumenti della democrazia diretta.
Quello che ci preme segnalare è la partecipazione dei giovani al voto che ha toccato vette che non si registravano da anni, segnando un’inversione di tendenza rispetto al fenomeno dell’astensionismo. Vedere così tanti giovani affollare i seggi fino a tarda sera è la prova che, quando i temi toccano le fondamenta del nostro vivere civile e la nostra costituzione, le nuove generazioni sanno e vogliono essere protagoniste del proprio futuro.
Questo risultato non nasce nel vuoto, ma è il frutto di un intenso fermento culturale che ha attraversato la città nelle settimane precedenti il voto. Alghero si è trasformata in un laboratorio di idee grazie ai numerosi convegni e incontri che hanno permesso ai cittadini di arrivare alle urne con una consapevolezza critica e informata.
Dalle sedi di partito sino al dibattito promosso dal Comitato del NO in Piazza Porta Terra, il confronto è stato vivace, democratico e trasversale, dimostrando che lo spazio pubblico di Alghero è ancora luogo privilegiato dove la politica incontra le persone.
“Oltre l’esito delle urne, ciò che oggi celebriamo è la vittoria della partecipazione e in particola quella dei giovani,” dichiara la Capogruppo AVS di Alghero Anna Arca Sedda.
Firmato: Gruppo Consiliare AVS di Alghero , Anna Arca Sedda e Gianpiero Occhioni ( in foto).








