Scintille… rinnovabili, sono quelle andate in scena ieri a Villa Maria Pia
In scena, come facilmente intuibile, è andato un pò di caos nella riunione congiunta delle commissioni V e II presieduta da Christian Mulas ed Emiliano Piras sul tema delle rinnovabili e nello specifico del progetto eolico offshore al largo di Capo Caccia. Erano presenti il sindaco Raimondo Cacciotto, con gli assessori all’Urbanistica e all’Ambiente Roberto Corbia e Raniero Selva, l’assessore regionale dell’Urbanistica Francesco Spanedda, il Consigliere regionale On. Valdo Di Nolfo, il presidente dell’Area Marina e Parco di Porto Conte Emiliano Orrù, il direttore dello stesse ente Mariano Mariani e il comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Alghero Gianluca De Luca.
Ha partecipato un folto pubblico, a tratti rumoroso, che ha manifestato dissenso aperto verso gli amministratori locali e molta preoccupazione per l’invasione di pale eoliche in terra e in mare.
Voci che evidenziano come in Sardegna e dalle nostre parti, il tema sia seguito con passione, e crei tensione che talvolta è difficile persino da stemperare. Ma emerge ancora ed evidente, che troppe voci si muovono in maniera non univoca, ognuno ha il personale approccio, condito con convinzioni che spaziano nell’economia, nella scienza sino ad incunearsi in Europa, nella follia green evocata, che foraggia poteri occulti e finanziamenti sospetti. Un mix come si vede, difficilmente gestibile in un normale consesso istituzionale, dove alla politica si punta il dito, a prescindere.
Notevole preoccupazione è stata espressa dal Sindaco Cacciotto, dagli assessori e dai consiglieri comunali. Particolarmente significativo è stato il contributo del direttore dell’AMP Mariano Mariani che ha spiegato che si devono trovare strategie giuridiche mirate per fronteggiare i diversi progetti, almeno tre, che sono in ballo nel mare intorno a noi, che sono esempi di speculazione che nulla hanno di ecologico. ( Si ascolti la registrazione di seguito). Il problema- è stato detto – è che si tratta di concessioni demaniali, ovvero in capo al demanio statale, pertanto è fondamentale che nella commissione marittima che sta definendo gli spazi marittimi, il rappresentante della Sardegna esprima una decisa contrarietà a concessioni di spazio marittimo per gli impianti.
Di particolare interesse sono state le risposte alle domande che abbiamo posto all’assessore regionale dell’Urbanistica Francesco Spanedda. In Sardegna sono oltre 1000 le proposte progettuali di rinnovabili in mare e soprattutto sulla terra ferma che corrisponderebbero a ben 60 Gw, mentre per la nostra isola ne sono previsti soli 6.2 Gw quale condivisione degli oneri ( burden sharing nel contesto del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, il PNIEC), di produzione da fonte rinnovabile per abbandonare entro il 2030 le fonti fossili.
Infatti in Sardegna attualmente circa il 75% dell’energia elettrica prodotta è da fonte fossile comprese due centrali a carbone. Ciò posto l’assessore dell’Urbanistica Francesco Spanedda afferma che l’assalto è stato fermato dalla legge regionale n.20. Le sue dichiarazioni sono interessanti e sono contenute per intero nell’intervista che vi proponiamo.
Secondo l’assessore regionale i 6.2 Gw si possono realizzare nelle aree dismesse e in quelle aree idonee individuate. Anche la produzione di energia da fonte rinnovabile è un fenomeno che deve essere governato.
Non è accettabile che alcune attività siano sottoposte a precise regole e vincoli mentre altre possano essere realizzate senza nessun controllo.
Infine, va dato conto dell’intervento del rappresentante dell’associazione sarda per le rinnovabili che ha espresso parere favorevole agli impianti eolici in mare necessari per la chiusura delle centrali a carbone. E rivolgendosi al sindaco ha chiesto perché non ha voluto incontrare i rappresentanti della società Mistral che avrebbero voluto illustrare all’amministrazione il progetto. Netta è stata la risposta del sindaco Raimondo Cacciotto. La società avrebbe dovuto fare questo passo negli anni precedenti e non dopo averlo “calato dall’alto”. Chiedano scusa per prima cosa ai cittadini che rappresento, poi si può anche programmare un incontro pubblico”.
Ieri Alghero, per il tramite dei suoi rappresentanti ha assunto una posizione chiara, netta, in linea come procede da anni. Non c’è alcuna inversione, nessun cedimento. Le comunità vanno informate, a priori, non quando il gioco ha avuto inizio.








