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Eolico Off Shore, Marco Colledanchise contro il mega parco eolico: “Capo Caccia non si tocca”

Eolico Off Shore, Marco Colledanchise contro il mega parco eolico: “Capo Caccia non si tocca”

Marco Colledanchise: “CAPO CACCIA NON SI TOCCA”, inzia così una nota stampa del Consigliere Comunale, che interviene sul tema del progetto di un parco eolico offshore nel mare di fronte a Capo Caccia, territorio di Alghero, da noi trattato a commento dell’Ordinanza della Capinaeria di Porto di Alghero (LEGGI), che ha avuto il merito di  riaccendere il dibattito. Per il momento l’Ammnistrazione Comunale , con i suoi canali ufficiali, assume un atteggiamento attendista, non commenta, mentre gli indugi sono stati rotti ieri da Valdo Di Nolfo, consigliere regionale unico rappresentante di Alghero in Regione Sardegna, che ha dichiarato con fermezza che “Capo Caccia non si tocca” (LEGGI) e ha attaccato il Governo Meloni per aver avviato le attività senza coinvolgere le istituzioni locali e senza rispetto per la tutela del territori. Oggi è la volta di Marco Colledanchise, che divulga la sua opinione nella quale si legge:

Stanno preparando uno sfregio senza precedenti: un mega parco eolico davanti a Capo Caccia. Non parliamo di sostenibilità.
Parliamo di 54 pale alte più della Torre Eiffel conficcate davanti a una delle coste più belle e fragili del Mediterraneo. Parliamo di cavi sottomarini chilometrici, cantieri, navi, trivellazioni. Parliamo di un colpo diretto alla nostra biodiversità, al turismo, alla pesca, al paesaggio.

Non è fantasia: è realtà.
La Capitaneria ha già chiuso il mare davanti a Capo Caccia per fare rilievi geologici. Si muovono in fretta e in silenzio, sperando che nessuno alzi la voce.

Ma noi dobbiamo dirlo forte:
– uccelli migratori rischiano collisioni mortali sulle rotte mediterranee.
– cetacei e delfini disturbati da rumori e vibrazioni che li disorientano.
– tartarughe e fondali devastati da cavi e infrastrutture.
– turismo compromesso: addio orizzonte incontaminato, benvenuti mostri industriali.

Il 12 agosto 2024 avevo già denunciato tutto questo in Consiglio Comunale.  In quella sede ho detto chiaramente: non possiamo sacrificare Capo Caccia in nome di un falso progresso. L’articolo 9 della Costituzione ci obbliga a difendere l’ambiente, la biodiversità e il paesaggio.

È un dovere morale, prima ancora che politico. E allora lo ripeto oggi, più forte di ieri:
– Non siamo contro le rinnovabili.
– Siamo contro la speculazione che devasta i nostri tesori naturali.
– Siamo contro chi vuole trasformare il mare di Alghero in un cantiere industriale.

So che questa denuncia forse non fermerà il progetto. Ma so anche che il silenzio sarebbe complicità. E io non starò zitto.

Il grido che ho lanciato allora, “Capo Caccia non si tocca”, oggi viene ripreso da altri. Sono contento che tanti politici si stiano muovendo, e sono orgoglioso di leggere che anche il consigliere regionale Valdo Di Nolfo abbia scelto di condividere le mie parole.

Capo Caccia non si tocca. Se ami questo territorio, condividi. Facciamolo arrivare ovunque. Questo, è urgente.

 

Una presa di posizione chiara, sunza dubbio alcuno, ma con un punto da evidenziare per non generare falsa informazione. Capo Caccia, per come lo conosciamo, per come è apprezzato nel mondo, con le celebri falesie a picco sul mare, è interesssato nella parte prospicente, a una distanza di circa 14 miglia dalla costa. Ne risultarebbe alterato l’orizzonte,  lo skyline,  dalle sommità dei nostri Belvedere che si affacciano proprio sul quel tratto di mare. Ma si evidenzia ancora una volta, come al di là della corretta critica, di sussulti di orgoglio a difesa della nostra terra e del nostro mare, non ci sia, da parte di chi dovrebbe, la spiegazione di una via d’uscita, che evidenzi come la politica, sia locale che regionale, possa contrastare questo tipo di intrapresa, in maniera decisa e soprattutto vincente.

Oggi trasversalmente si  rivendica il rispetto dei vincoli ambientali, la tutela del paesaggio e la partecipazione delle comunità alla pianificazione, ci si  oppone a un’imposizione calata dall’alto da parte del Governo nazionale e del Ministero senza un reale dialogo con i territori interessati.
E’ certo che siamo all’inizio di una battaglia legale e politica, che continuerà nei prossimi mesi, dove lo Stato centrale non può autorizzare la nascita  di impianti, persino proposti  in zona marina protetta o entro le distanze vietate da norme regionali. Ma lo sta autorizzando.
Nella foto di copertina Marco Colledanchiese e il Belvedere di Capo Caccia

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