Sabato 28 Gennaio, aggiornato alle 22:50

Carlo Vulpio in Sardegna per il CorSera sul business delle rinnovabili: potenza installata per 25 milioni di persone. Ad Alghero torri da 332 metri ben visibili

Carlo Vulpio in Sardegna per il CorSera sul business delle rinnovabili: potenza installata per 25 milioni di persone. Ad Alghero torri da 332 metri ben visibili

Sugli imponenti progetti dell’energia Green previsti in Sardegna, ieri se ne è occupato in maniera approfondita il Corriere della Sera, che con il suo inviato Carlo Vulpio, da ampio risalto a quello che da tempo è stato catalogata come una pianificazione per rendere la Sardegna una piattaforma energetica.

Carlo Vulpio un grande giornalista del «Corriere della Sera», si è occupato di grandi casi di cronaca – come la guerra nella ex Jugoslavia – e di inchieste sia all’estero sia in Italia. Ha insegnato Informazione, media e cittadinanza all’Università di Bologna, non poteva non trattare il tema che da mesi agita  le coscienze degli ambientalisti e dei politici sardi. Tratta il tema su un paginone, con foto,  particolari e persone coinvolte di grande autorevolezza.

La transizione ecologica voluta dal governo Draghi rischia di diventare per la Sardegna una autentica sciagura, e l’impianto di Sos Ennatos, nel cuore della Barbagia, avversato da tutti, è emblematico. Dovrebbe prevedere la realizzazione da parte  della Sardeolica srl di sei torri eoliche alte quanto palazzi di 70 piani. Sardeolica srl 100% della Saras della famiglia Moratti, in Sardegna proprietaria anche della raffineria petrolifera di Sarroch- ci ricorda Vulpio).

Un’autentica sciagure che cancellerebbe il progetto che riguarda l’Einstein Telescope, un centro di ricerca tra i più importanti del pianeta che creerà 35.000 posti di lavoro. Ma di questo il decreto Draghi non si è preoccupato, in Sardegna c’è fretta di fare, imponendo una transizione che non vede i territori partecipi. Tanto i sardi  la nomea di essere pocos, locos y mal unidos, ce l’hanno afibbiata addosso da una vita.

Così tedeschi olandesi belgi si sono consorziati e puntano in Sardegna. Ma non solo progetti per l’eolico, c’è anche il fotovoltaico e quelli presentati in Sardegna sono circa 100. Se si sommano alle 1509 pale eoliche, significa che in Sardegna verrà prodotta una potenza complessiva installata, che non è energia prodotta, per un fabbisogno di 25 milioni di abitanti. Un numero spropositato, e come detto sopra è la trasformazione della Sardegna in piattaforma energetica.

Si tenga nella debita considerazione che la Sardegna ha 1.600.000 abitanti. Gi  interventi creeranno danni enormi al turismo, e alla nostra attività di pesca, compresa la navigazione,  con un paesaggio che ne uscirà devastato. Ma di questo, a chi ha deciso, poco importa. Tanto i sardi……

Peccato che di traverso si stiamo mettendo tutti i sardi che hanno a cuore la loro terra e il suo futuro, che non può essere sacrificato nel nome della transizione ecologica, che da qui non passa, ma  travolge. E non sono ne  pocos, ne locos e tantomeno  mal unidos, c’è un moto di ribellione, vasto, concorde e motivato. Analizza numeri, riscontri scientifici, costi e benefici, e il saldo finale è terribilmete sbilanciato contro i sardi

Il reportage di Carlo Vulpio è possibile leggerlo non solo sulle pagine del Corriere della Sera, ma persino sul suo blog, e contiene delle belle foto tematiche, di luoghi che rischiano davvero la compromissione per sempre (LEGGI)

Nell’analisi di Carlo Vulpio , in giro per la Sardegna per una settimana, la tappa ad Alghero è stata obbligatoria. Qui trovano persino spazio le affermazioni dell’ex Sindaco di Alghero Mario Bruno da lui contattato . Bruno  ricorda che anche ad Alghero, a largo di Capo Caccia è prevista l’installazione di 54 pale eoliche ognuna di 332 m di altezza,  come dire 30 volte in più della torre Eiffel. Ricorda Mario Bruno che ad Alghero  sulla Riviera del Corallo ci sarà una selva di pale eoliche per 1350 Megawatt di potenza genearata, il più grande Parco eolico del mondo. E’ contrario Mario Bruno a tale progetto perchè manca di elementi fondamentali come la valutazione di impatto ambientale e strategica. La sua posizione era stata esternata mesi fa: la comunità in questo tipo di progettualità deve avere un ruolo centrale da protagonista – aveva affermato l’ex primo ittadino.

Vulpio certifica l’impatto visivo reale dal belvedere di Capo Caccia:   le torri verrebbero innalzate entro 12 miglia dalla costa, il limite delle acque territoriali. Ebbene, se si vedono agevolmente le navi da crociera, alte 70 metri dalla linea di galleggiamento, perché non dovrebbe vedersi una foresta di cemento e acciaio i cui «alberi» sono cinque volte più alti? E come non essere d’accordo?

 

La Sardegna ha impugnato il decreto energia del governo Draghi poiché è una Regione a Statuto Speciale e ha competenza primaria in materia di energia e paesaggio e su questo si pronuncerà a febbraio prossimo il Consiglio di Stato.

Le grandi Multinazionali puntano la Sardegna, sono rappresentate in loco da piccole società con poche migliaia di euro di capitale. Ed è proprio per questo che Mauro Pili ex presidente della regione e Deputato ora giornalista per Unione Sarda,  afferma che questo business è più remunerativo del narcotraffico.

Ecco il faro riacceso sulla Sardegna, su cosa sta per planargli addosso induce una considerazione finale:  non è il caso di abbassare la guardia anzi, proprio in questo momento c’è da tenere altissima l’attenzione approfittando persino del fatto che un inviato speciale, un grande giornalista,  come Carlo Vulpio  abbia dedicato al business della transizione ecologica in Sardegna uno spazio di grande impatto mediatico.

Ad onor del vero ci preme ricordare che Alghero si è pronunciata senza dubbio alcuno rigettando il progetto del parco eolico fronte Capo Caccia (LEGGI), c’è tutto un movimento di opinione e ambientale (LEGGI) che non smette di denunciare un progetto nefasto per l’isola e per i sardi. Va bene la transizione cologica, ma la Sardegna non può diventare la “pompa della benzina” da destinare ad altri, estero compreso, e lo sventare questo piano scellerato per molti sta diventando la nuova missione.

“Nessuno può essere disposto a vedere la propria città e il proprio territorio trattato come una colonia della quale disporre a proprio piacimento. Per noi si prospettano solo vincoli e servitù. Soprattutto, è inalienabile il nostro diritto di essere attori protagonisti di scelte che riguardano la nostra terra”, questo si ripete da mesi in maniera univoca ad Alghero.

La Sardegna in termini di territorio asservito, devastato e depauperato ha già dato tanto, ora non è più tempo di accettare a capo chino progetti che non vedano coinvolte le comunità, sino a farle diventare protagoniste – si è detto univocamente da parte dei Sindaci dell’Area metropolitana di Sassari (LEGGI)


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