l mondo della ristorazione deve con- siderare il pane non un elemento di decorazione della tavola, alla stregua di un qualsiasi vasettino di fiori o del portacenere, ma uno dei principali
componenti dell’intero pasto.
A tal fine i ristoratori, o chi per loro, devono saper proporre, in relazione al menù e ai gusti dei clienti, diver- si tipi di pane, saperli presentare e raccontare sotto l’aspetto culturale e sensoriale (pane di farina o di semola, pane a mollica o biscottato, pan tipico o anonimo, ecc.).
Il pane, alla pari delle regole che ac- compagnano la scelta di una bottiglia di vino che viene stappata in presen- za di chi l’ha ordinata, non va mai tagliato in assenza del cliente, il quale, tra l’altro, deve essere informato sulle diverse opzioni di scelta, anche il relazione al menu. Tutto questo richiede da parte dei ri- storatori informazione e preparazione nella consapevolezza che il pane è sicuramente uno degli attori principali della tavola!
A tale scopo LA CARTA DEI PANI rap- presenta un ulteriore strumento di consapevolezza alimentare” concludel il Prof G. Antonio Farris Presidente Accademia Sarda Del Lievito Madre








