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Lettera di un pittore – Non ambientalista integralista, ma amante di PUNTA GIGLIO e… non toglietemi lo stupore che provo salendo

Lettera di un pittore – Non ambientalista integralista, ma amante di PUNTA GIGLIO e… non toglietemi lo stupore che provo salendo

Quella che vi proponiamo non è la solita lettera che perviene in redazione, questa è la nota che scrive un Algherese, pittore, scrittore, che si stupisce nel vedere gli scorci della nostra costa, e prova emozione nel sentire il silenzio, verso la salita di Punta Giglio, rotto dal calpestio di un sentiero sconnesso. E la testimonianza di chi sta soffrendo nel vedere che un pezzo della sua terra cambierà per sempre. Come non vorrebbe. Perchè lui Punta Giglio la ama così: silente, selvaggia, misteriosa, inquietante.

Con un occhio sentimentale – scrive Carlo Ibba “Carlinc”

“per dirvi che non sono un ambientalista integralista né persona che difende a spada tratta un luogo per partito preso, faccio l’imbratatele e scrivo scrivo in maniera quasi maniacale, intervengo con questo scritto con un approccio sentimentale un atto d’amore  amante della mia terra. Parlo di PUNTA GIGLIO e tutto il territorio che va da Bantine Sale fino a Pollina, un territorio quello della nurra algherese e la sua costa risonante prezios silenziosa e gelosa  dei suoi averi, averi che sono riconoscibili nei suoi siti e  luoghi che in silenzio, parlano di storia, l’età del bronzo, il nuragico romano,genovese, arborense, catalano-aragonese.
Un viaggiatore che avesse voglia come me di curiosare tra le cose algheresi, scoprirebbe il patrimonio immenso che culla questa terra, e sicuramente se ne innamorerebbe alla follia, racconterebbe ai propri nipoti di un fantastico piccolo mondo ancora intatto, dove fauna e flora insieme agli uomini nascono crescono e muoiono: giglio, mirto pino, cisto ed altro ancora, sono casa per cervi, asini, grifoni, berte, gabbiani , aquile, falchi ed altro ancora.
Aggiungo io l’incommensurabile emozione di guardare un piccolo cervo intento a succhiare il latte dalla mammella della  madre, “amici” emozione pura!
Questo è il vivere  nelle coste  della nurra algherese, un incredibile incrocio che la natura ha voluto regalare agli algheresi e non solo, una amante da tenere sempre in considerazione che ci chiede solo di lasciarla in silenzio accogliente così come è.
Un amore struggente, che consiglia di sdraiarsi in uno dei suoi promontori e vedere come le stelle accarezzando questi luoghi ,si soffermino a contemplare sognare.
Non sono avvezzo a epiteti, invece  mi rivolgo a chi oggi esercita il potere, a richiamarsi  ai grandi poeti che con i loro versi descrivono e raccontano  la natura che li circonda,  come anche io descrivo nelle mie tele e miei scritti Capo Caccia, Punta Giglio, Cala Inferno , Pollina o La vasca de xiu Pepì o Grotta di Costa, Valverde, Sant’Anna o la spiaggia della Speranza, luoghi dove la gioventù  ci portava per ammirare l’infinito nel mare e della terra fin giù all’orizzonte.
Oggi per punta del Giglio umilmente sogniamo che tutto rimanga come è, silenzi, ascolto, odori. Rimane unico il calpestio di scarpe che risalgono con stupore quei luoghi.
Mi rivolgo a tutti quelli italiani inglesi spagnoli cittadini del mondo  che arrivando ad Alghero per curiosità o volutamente percoreranno  questi luoghi, e per fortuna  ameranno segretamente questa natura  intatta e ne faranno loro cittadinanza per sempre.

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