Giovedì 13 Maggio, aggiornato alle 10:47

Meteo ad Alghero: Meteo Alghero

L’opinione di Giovanni Spano su Sanità sarda e emergenza pandemica.

L’opinione di Giovanni Spano su Sanità sarda e emergenza pandemica.

“La situazione attuale, legata all’aumento progressivo dei casi censiti di infezioni da Covid-19, vissuta dall’Isola
in questo momento, merita qualche e doverosa considerazione. La prima di esse fa riferimento alle
ripercussioni dirette che questo incremento può arrecare all’ordinaria attività sanitaria, già pesantemente
colpita. Ad oggi infatti si riscontrano sempre più testimonianze di tempistiche di attesa assolutamente
snervati per l’utenza, che spesso, visto il bene in ballo, decide obtorto collo di rivolgersi ai più celeri
professionisti privati, con consistenti ripercussioni nel bilancio familiare. Come rilevato in più occasioni lo
status quo non è stato causato unicamente dal passato periodo di lockdown, ma da un lento progressivo
diradamento delle risorse a disposizione del sistema sanitario, portando l’offerta a livelli appena sufficienti
rispetto alla domanda. Ora urge un’assoluta rapidità nell’invertire la rotta. A riguardo le risorse sono
disponibili e anche le procedure specifiche sono state semplificate da recenti interventi legislativi nazionali e
determinazioni regionali. Tuttavia i tempi tra il disposto ed il realizzato sono ancora drammaticamente lunghi.
Resta comunque un danno non facilmente recuperabile, anzi direi impossibile: la mancanza cronica di
specialisti e professionisti sanitari in genere. Assumere queste figure, carenti nel loro numero, non è come
acquistare materiali, poiché la formazione di uno specialista è un lento percorso che non può essere fatto su
due piedi.
Ulteriori considerazioni vanno espresse in merito alla forse eccessiva sottovalutazione della dinamica
pandemica fatta da taluna politica sino ad almeno alla metà di agosto scorso. La Sardegna ha vissuto in tempi
precedenti la presenza di pochi casi, fino a far risuonare troppo spesso lo slogan Covid free, usato anche nella
nostra Alghero. Forse questa eccessiva certezza ha danneggiato, a personale avviso, il sistema di prevenzione,
abbassando irragionevolmente la guardia, mentre 7 milioni di visitatori, incontrollati e che per via del numero
sarebbero stati comunque incontrollabili, circolavano nel nostro territorio. All’insegna del “dobbiamo vivere
e lavorare”, troppe leggerezze hanno avuto luogo, immortalate senza ritegno e pubblicate sui social di ogni
tipo. In questo ha inciso anche taluna politica che per interesse elettorale ha cercato sin da subito dopo la
fine del lockdown di vanificare qualunque sacrificio posto in essere, arrivando a legittimare anche il
negazionismo. Ora però facciamo i conti con tutto questo, ma la filosofia del dopo non ha usi pratici se non
rilevare i propri errori. Purtroppo so di non essere popolare o apprezzato da molti per queste considerazioni,
ma il contrasto dell’emergenza pandemica è un dovere che ricade su ogni individuo al fine di tutelare la
società, specie i soggetti più deboli che in essa confidano. C’è veramente tanto in gioco come vite umane,
funzionamento del sistema sanitario, tenuta del tessuto economico e tutela delle attività produttive, ecc. È
difficile? Si ovviamente, poiché esige comportamenti prudenti e disciplinati, che tuttavia per quanto
insignificanti vengono ad essere considerati insopportabili da molti. Taluni reclamano misure ferree verso chi
viola le disposizioni o le cautele da tenere. Personalmente sostengo che questa non sia la vera soluzione. La
repressione sistematica oltre che essere impossibile rischia di creare problemi di ordine pubblico, considerato
ormai il danno fatto dai cattivi maestri che hanno convinto molti a disconoscere l’importanza stessa delle
misure anti pandemiche. Queste ultime per essere efficaci devono essere interiorizzate e ritenute necessarie,
poiché assistiamo a quali siano gli effetti nel resto del mondo e d’Europa del non fatto al momento
opportuno.
Termino queste riflessioni trattando un ulteriore aspetto in merito alla gestione pandemica nel territorio
isolano. La strada da intraprendere dovrebbe essere quella di intensificare massicciamente le misure di
ricerca del virus in modo da anticiparlo e creare per quanto possibile delle condizioni idonee a rallentarlo.
Attuare questo dovrebbe essere la priorità al fine di garantire la tenuta del sistema sanitario sardo, poiché
un’escalation dei casi non sarebbe sostenibile in quanto non possediamo le risorse delle regioni del nord
Italia.

Dott. SPANO Giovanni Baldassarre, portavoce del comitato Uniti contro la chiusura
dell’Ospedale Marino e del gruppo Poder Popular per Alghero.


Condividi:


Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi