La Lega senza Consiglieri, città spaccata: “se ne devono andare o ad Alghero decidono gli algheresi?” Sui social volano gli stracci

La Lega senza Consiglieri, città spaccata: “se ne devono andare o ad Alghero decidono gli algheresi?” e sui social è una battaglia a colpi di post taluni al limite del consentito.

Lasciata l’iniziale onda emotiva, oggi, a botta ancora calda si cerca di analizzare il perché, da un partito, tre consiglieri se ne vanno.  Prima Leonardo Polo, poi Monica Pulina e Giovanni Monti. Tutti della Lega. Il partito arrivato dal Nord, in Sardegna, aveva consenso, ed è indubbio, c’èra  il vento,  ma è anche vero che forse, nella  scelta delle persone, sulle quali investire ad Alghero, non c’è stata selezione. O forse, le persone che hanno aderito al progetto Leghista, pensavano che sarebbe stato più facile condividere il percorso politico. A leggere fra le righe della nota di Monica Pulina e Giovanni Monti, di ieri, proprio su questo sono cominciate da subito le frizioni. Appena cercato di trovare il nome di un rappresentante in Giunta, sono scoppiati i dissensi. Loro li definiscono “scriteriati comportamenti, da taluni adottati, privi  delle minime regole del confronto democratico”. E giova ricordare che dopo la salita sull’Aventino di Pulina e Monti, e si parla di cinque giorni fa, nessuno ha tentato con loro un aggancio e un tentativo di riannodare i fili di un discorso possibile. Si è materializzata la rottura. O ora si registra la durissima presa di posizione di Giovanni Monti che si difende attaccando. Ce n’è per tutti, e per capire il livello dell’attacco dell’ex leghista si interpreti la frase quando dice “Il giorno successivo alla mia elezione sono stato affrontato in modo quanto meno discutibile. La mia libertà, dignità e soprattutto identità personale è stata gravemente lesa”

Da una parte le ragioni di partito, forse decise fuori, dall’altra le ragioni di chi ha portato in dote al partito il suo consenso personale. Per una volta, ma forse non ultima, le decisioni dei tre ribelli hanno diviso la città, spaccata in due. Sul nostro sito sono  migliaia le visualizzazioni, centinaia di commenti, e sono il termometro del caso Alghero. Da una parte i tifosi del “se ne devono andare”, dall’altra quelli che apprendendo i dettagli del motivo della rottura, affermano senza tentennare che “hanno fatto bene”. Per sottolineare che “ad Alghero decidono gli algheresi”. Compresi soprattutto quelli che hanno preso i voti della gente, perché è inutile negarlo, alle elezioni comunali, il voto alla persona spesso si svincola dal voto al partito. Un errore? un limite? tutto discutibile!

E la ribellione di Monica Pulina e Giovanni Monti, è apprezzata da tanta gente, soprattutto da quelli che la Lega non la amano. Una specie di altolà a futura memoria. Perché il caso Alghero, è uscito dalle mura cittadine, e pervade la Sardegna, quasi a rimarcare l’orgoglio di non accettare supinamente le decisioni imposte. Anche se sono ragioni di partito.

La storia, seppur breve della Lega ad Alghero, città catalana di Sardegna, non verrà ricordata evidenziandola di giallo, ma verrà ricordata per lo strappo sofferto di chi ha scelto di uscire, sfidando il pubblico ludibrio, l’insulto gratuito, la lapidazione mediatica. Ma ha avuto il merito di far riflettere, sui motivi reali che hanno portato alla dipartita di queste persone. La politica è cosa semplicissima da vivere, solo se si condivide, le rotture avvengono quando non ci si incontra, e allora, forse, a malincuore è meglio separarsi. Come è avvenuto.