Il Centro Studi Agricoli denuncia con la massima durezza quanto accaduto oggi, 24 aprile 2026: con Determina n. 1473, Argea Sardegna ha annullato il pagamento della PAC – misura Benessere Animale SRA 30, per un importo complessivo di 6,5 milioni di euro, già decretato e annunciato venerdì 17 aprile.
Un fatto senza precedenti negli ultimi anni. Una scelta assurda, priva di spiegazioni pubbliche, che getta nel caos migliaia di aziende agricole e allevamenti già allo stremo. Prima si decreta il pagamento, poi lo si cancella. Così non si governa un comparto strategico: così lo si distrugge.
Rivolgiamo un appello pubblico e formale all’Assessore regionale all’Agricoltura:
venga immediatamente a riferire ai sardi e dica esattamente che cosa sta accadendo oggi dentro Argea. Basta silenzi, basta retroscena, basta scaricabarile. Gli agricoltori hanno diritto alla verità, non a voci e indiscrezioni.
Perché, nel frattempo, circolano voci insistenti negli ambienti agricoli secondo cui il saldo della PAC slitterebbe addirittura a fine giugno. Se così fosse, sarebbe l’ennesimo schiaffo a chi lavora, investe, produce e garantisce cibo e presidio del territorio.
Chiediamo con forza:
questa decisione è stata discussa al cosiddetto “tavolo verde” con le associazioni agricole?
Se sì, chi sapeva e ha taciuto? Perché il silenzio sarebbe un fatto gravissimo, politicamente e giuridicamente, e chiameremmo tutti alle proprie responsabilità.
La politica regionale e la Regione Autonoma della Sardegna non possono continuare a trattare l’agricoltura come un dossier secondario, né usare i pagamenti come un elastico da tirare e mollare a piacimento. Quell’elastico si sta rompendo.
Gli agricoltori e gli allevatori sono stanchi. Sono stufi. Sono arrabbiati.
Non accetteranno più una gestione opaca, lenta e politicamente condizionata del comparto agricolo.
Il Centro Studi Agricoli non resterà a guardare: ci porremo alla testa di una mobilitazione ferma, determinata e legittima per difendere i diritti di chi lavora la terra e alleva il bestiame.
I pagamenti dovuti non sono una concessione: sono un obbligo.








