Venerdì 9 Ottobre, aggiornato alle 18:47

Argea blocca pagamenti “benessere animale”: proteste di agricoltori e allevatori

Argea blocca pagamenti “benessere animale”: proteste di agricoltori e allevatori

Il Centro Studi Agricoli denuncia con la massima durezza quanto accaduto oggi, 24 aprile 2026: con Determina n. 1473, Argea Sardegna ha annullato il pagamento della PAC – misura Benessere Animale SRA 30, per un importo complessivo di 6,5 milioni di euro, già decretato e annunciato venerdì 17 aprile.

Un fatto senza precedenti negli ultimi anni. Una scelta assurda, priva di spiegazioni pubbliche, che getta nel caos migliaia di aziende agricole e allevamenti già allo stremo. Prima si decreta il pagamento, poi lo si cancella. Così non si governa un comparto strategico: così lo si distrugge.

Rivolgiamo un appello pubblico e formale all’Assessore regionale all’Agricoltura:

venga immediatamente a riferire ai sardi e dica esattamente che cosa sta accadendo oggi dentro Argea. Basta silenzi, basta retroscena, basta scaricabarile. Gli agricoltori hanno diritto alla verità, non a voci e indiscrezioni.

Perché, nel frattempo, circolano voci insistenti negli ambienti agricoli secondo cui il saldo della PAC slitterebbe addirittura a fine giugno. Se così fosse, sarebbe l’ennesimo schiaffo a chi lavora, investe, produce e garantisce cibo e presidio del territorio.

Chiediamo con forza:

questa decisione è stata discussa al cosiddetto “tavolo verde” con le associazioni agricole?

Se sì, chi sapeva e ha taciuto? Perché il silenzio sarebbe un fatto gravissimo, politicamente e giuridicamente, e chiameremmo tutti alle proprie responsabilità.

La politica regionale e la Regione Autonoma della Sardegna non possono continuare a trattare l’agricoltura come un dossier secondario, né usare i pagamenti come un elastico da tirare e mollare a piacimento. Quell’elastico si sta rompendo.

Gli agricoltori e gli allevatori sono stanchi. Sono stufi. Sono arrabbiati.

Non accetteranno più una gestione opaca, lenta e politicamente condizionata del comparto agricolo.

Il Centro Studi Agricoli non resterà a guardare: ci porremo alla testa di una mobilitazione ferma, determinata e legittima per difendere i diritti di chi lavora la terra e alleva il bestiame.

I pagamenti dovuti non sono una concessione: sono un obbligo.


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