Venerdì 9 Ottobre, aggiornato alle 15:14

Pronto soccorso di Sassari: “venite solo per le urgenze”. Ma chi decide cos’è un’emergenza? Interrogazione di FdI

Pronto soccorso di Sassari: “venite solo per le urgenze”. Ma chi decide cos’è un’emergenza? Interrogazione di FdI

INTERROGAZIONE GRUPPO FRATELLI D’ITALIA, a prima firma Masala, sui lavori al Pronto Soccorso dell’Ospedale Santissima Annunziata di Sassari
Da molto tempo si parla del necessario rifacimento del Pronto Soccorso dell’Ospedale Santissima Annunziata di Sassari, ma solo ora prendono avvio i lavori, con uno stanziamento di 850 mila euro di fondi PNRR.
È difficile comprendere le ragioni di un avvio così tardivo, a soli quattro mesi dalla scadenza del 30 giugno, data oltre la quale, in caso di mancata conclusione dei lavori, si rischierebbe la perdita del finanziamento.
Un’operazione ad alto rischio, anche perché i lavori avviati in fretta e furia spesso lasciano molte cose a metà.
I titoli di stampa invitano la popolazione a recarsi al Pronto Soccorso solo in caso di urgenza, rinviando i casi non urgenti ai medici di medicina generale, alla guardia medica e ai servizi territoriali.
Un messaggio che appare contraddittorio, dal momento che per definizione il Pronto Soccorso rappresenta l’ultima spiaggia e il primo approdo per chi ha un problema di salute urgente, fermo restando che la valutazione del grado di gravità delle condizioni cliniche può essere effettuata esclusivamente da un medico.
Una comunicazione formulata in questi termini rischia di scaricare su cittadini e medici di base una responsabilità che non può essere lasciata all’improvvisazione.
Il Pronto Soccorso di Sassari opera da tempo in una condizione di sovraffollamento cronico, con carenze di personale, riduzione dei posti letto e un carico assistenziale già al limite. La temporanea sottrazione di circa un terzo degli spazi rischia di aggravare una situazione già critica, con un aumento dei tempi di attesa, una maggiore pressione sugli operatori sanitari e un incremento dei rischi clinici.
Ancora più preoccupante è il contesto territoriale: la medicina generale e la continuità assistenziale sono da tempo in forte sofferenza, con carenze di organico, ambulatori saturi e servizi non sempre garantiti nelle 24 ore. In questo scenario, chiedere al territorio di assorbire una quota maggiore di domanda sanitaria senza un piano straordinario visibile appare quantomeno azzardato.
La distinzione tra “urgenza reale” e “caso non urgente” non è sempre immediata né evidente, soprattutto in presenza di sintomi iniziali, atipici o subdoli.
Il rischio concreto è che il messaggio “venite solo per le urgenze” produca ritardi nell’accesso alle cure, con conseguenze potenzialmente gravi per la salute dei cittadini.
Per queste ragioni ho deciso di presentare un’interrogazione a risposta scritta e orale alla Presidente della Regione, investendo anche l’Assessorato regionale alla Sanità (ad interim), per ottenere risposte chiare ad alcuni punti fondamentali:
1. chi stabilisca concretamente, durante il periodo dei lavori, cosa debba intendersi per “emergenza reale” e su chi ricada la responsabilità della valutazione nei casi di accesso o mancato accesso al Pronto Soccorso;
2. se siano state valutate e stimate le ricadute cliniche e organizzative della riduzione degli spazi del Pronto Soccorso in un contesto già caratterizzato da sovraffollamento cronico;
3. quali azioni siano previste per tutelare i cittadini dal rischio di diagnosi tardive e gli operatori sanitari da un ulteriore aggravio delle condizioni di lavoro;
4. se non si ritenga opportuno rivedere la comunicazione istituzionale adottata, affinché non si traduca in un messaggio dissuasivo all’accesso alle cure, potenzialmente pericoloso.
Non si tratta di mettere in discussione l’importanza dei lavori, ma di chiedere come la Regione intenda governare questa fase delicatissima, evitando che un intervento necessario si trasformi in un ulteriore fattore di rischio per il sistema sanitario e per la
popolazione.
On. Francesca Masala, Consigliera Regionale – Gruppo Fratelli d’Italia


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