Sabato 10 Ottobre, aggiornato alle 23:09

Le Domus de Janas della Sardegna iscritte nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO

Le Domus de Janas della Sardegna iscritte nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO

“La tradizione funeraria nella preistoria della Sardegna. Le domus de janas” Riconoscimento ufficiale UNESCO

Parigi, 12 Luglio 2025 – Un riconoscimento storico per l’Italia e la Sardegna. Il Comitato del Patrimonio mondiale accoglie la candidatura e premia l’unicità del patrimonio ipogeico preistorico sardo.
Nella giornata di oggi, 12 luglio 2025, a Parigi, nella sede dell’UNESCO, durante la 47ª sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale, è stato deliberata ufficialmente l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO del sito seriale “La tradizione funeraria nella preistoria della Sardegna. Le domus de janas”, riconosciuto per il suo Eccezionale Valore Universale sulla base del criterio (III).
Il Comitato ha deliberato favorevolmente sull’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale di 17 necropoli preistoriche della Sardegna:
1. Necropoli di Anghelu Ruju – Alghero (SS)
2. Necropoli di Puttu Codinu – Villanova Monteleone (SS)
3. Necropoli di Monte Siseri (o S’Incantu) – Putifigari (SS)
4. Necropoli di Mesu ‘e Montes – Ossi (SS)
5. Necropoli di Su Crucifissu Mannu – Porto Torres (SS)
6. Domus de janas dell’Orto del Beneficio Parrocchiale – Sennori (SS)
7. Domus de janas della Roccia dell’Elefante – Castelsardo (SS)
8. Parco dei Petroglifi – Cheremule (SS)
9. Necropoli di Sant’Andrea Priu – Bonorva (SS)
10. Necropoli di Sa Pala Larga – Bonorva (SS)
11. Necropoli di Sos Furrighesos – Anela (SS)
12. Necropoli di Ispiluncas – Sedilo (OR)
13. Necropoli di Mandras – Ardauli (OR)
14. Necropoli di Brodu – Oniferi (OR)
15. Necropoli di Istevéne – Mamoiada (OR)
16. Tomba II della necropoli di Pranu Mutteddu – Goni (SU)
17. Necropoli di Montessu – Villaperuccio (SU)

Le domus de janas sono state definite dal Comitato come “una testimonianza unica ed eccezionale dell’evoluzione delle pratiche funerarie preistoriche e delle credenze spirituali delle comunità neolitiche e dell’età del rame della Sardegna”, rappresentando il più ampio e articolato corpus di tombe ipogeiche collettive del Mediterraneo occidentale.
Le domus de janas, scavate nella roccia tra il V e il III millennio a.C., testimoniano un sistema culturale complesso che univa insediamenti abitativi e necropoli in un unico paesaggio integrato, e documentano un repertorio simbolico che rivela interscambi culturali tra la Sardegna e il resto dell’Europa neolitica e dell’età del rame.
L’esito odierno rappresenta una pietra miliare per la Sardegna, per l’Italia e per la comunità internazionale, che vede riconosciuta l’importanza straordinaria della civiltà preistorica sarda.
Il risultato conseguito consolida un percorso avviato oltre sei anni fa, destinato a proseguire con nuovi traguardi e, chissà, possibili integrazioni future.
La decisione del Comitato, che ha apprezzato la qualità scientifica del dossier, la coerenza della governance proposta e l’impegno dimostrato dall’Italia, rappresenta una base solida su cui costruire nuove strategie di tutela, ricerca e valorizzazione dell’intero patrimonio preistorico sardo.
Un ringraziamento condiviso
Un riconoscimento così importante non sarebbe stato possibile senza l’impegno, la competenza e la passione di chi ha lavorato per oltre sei anni alla costruzione di questo percorso: in primo luogo la professoressa Giuseppa Tanda, pilastro del progetto, il Centro Studi Identità e Memoria, le due Università sarde, il team di professionisti, i Sindaci e gli Assessori dei Comuni coinvolti, ad iniziare dal Comune capofila di Alghero, la Regione Autonoma della Sardegna con la precedente Giunta Regionale guidata da Christian Solinas e, in continuità, la Presidente Alessandra Todde, gli Assessori regionali Ilaria Portas (Cultura) e Franco Cuccureddu (Turismo), il Ministero della Cultura e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale che hanno guidato il processo con competenza e determinazione anche mediante l’attribuzione delle risorse economiche necessarie.
Un sentito ringraziamento va inoltre, al Servizio UNESCO presso il Ministero della Cultura, alle Soprintendenza archeologica di Sassari e Cagliari, ai dirigenti e funzionari del MAECI, della Regione Autonoma della Sardegna, che, con grande professionalità, hanno profuso tutto il proprio impegno per conseguire questo straordinario risultato, rappresentando l’Italia e la Sardegna con autorevolezza e visione nel contesto del Comitato del Patrimonio Mondiale.
Grazie al Rappresentante Permanente d’Italia presso l’UNESCO, l’Ambasciatore Liborio Stellino e a. Paolo Andrea Bartorelli del MAECI che hanno svolto un ruolo determinante nella fase finale della candidatura.
Grazie anche a tutti coloro che, a vario titolo, hanno creduto e sostenuto il progetto.
Il lavoro continua: la Sardegna guarda oggi al futuro con una nuova consapevolezza del valore del proprio passato, e con la responsabilità di custodirlo, valorizzarlo e condividerlo con il mondo.

Courtesy CESIM Sardegna, Centro Studi Identità e Memoria

Condividi: