“Ciaciarradas e àteras cosas – Come ogni martedì”
Cagliari, 11 febbraio 2025 (ma non solo) – In un contesto che vede sempre più il sardo messo da parte, considerata come una lingua del passato o relegata a contesti ristretti, “Ciaciarradas e àteras cosas” si propone come uno spazio dove il sardo non è solo una lingua da salvaguardare, ma una lingua da vivere, da utilizzare quotidianamente per affrontare le tematiche del nostro tempo. Questo progetto, nato sa Assemblea Natzionale Sarda (Ans) e Spaciada sa Bregùngia, mira a contrastare il pregiudizio che il sardo sia una lingua da “seconda classe” e a restituirgli il suo valore di lingua piena, capace di esprimere tutto ciò che riguarda l’identità, la cultura, le battaglie sociali.
L’appuntamento aperto a tutti
Ogni martedì, a partire da ottobre 2024, Su Tzirculu di via Molise a Cagliari diventa il punto di ritrovo per chi vuole parlare sardo in un ambiente libero da giudizi, dove l’obiettivo non è solo imparare la lingua, ma anche utilizzarla per raccontare storie, per riflettere su tematiche sociali, politiche e culturali. Gli incontri, sempre gratuiti, sono pensati per essere accessibili a chiunque, dai principianti a chi già parla sardo ma vuole perfezionare l’uso della lingua, passando per chi non è sardo e vuole avvicinarsi alla cultura e alla lingua dell’isola. L’idea è quella di rendere il sardo uno strumento di comunicazione quotidiana, utile per parlare del mondo e, soprattutto, per creare una comunità che non solo custodisce la lingua ma la usa in modo attivo.
L’evento di questo martedì
Martedì 11 febbraio: testimonianze e dialogo
L’incontro di martedì 11 febbraio delle 18:00, che vedrà protagonista l’iniziativa “A presìdiu parau”, è l’occasione per parlare in sardo di un tema di grande rilevanza sociale: la lotta contro lo sfruttamento energetico a Selargius, un esempio di resistenza che, purtroppo, è ancora necessario portare avanti oggi.
La serata avrà un doppio focus: da un lato, Ivan Monni, giornalista di S’Indipendente, offrirà una panoramica sulla transizione energetica e sugli impatti dello sfruttamento delle risorse in Sardegna e oltre. Con l’ausilio di diapositive, Monni condurrà i partecipanti in una riflessione critica sui temi della sostenibilità, dell’energia e delle scelte politiche ed economiche che incidono profondamente sul nostro territorio. Dall’altro lato, la testimonianza diretta dei presidianti – che per motivi di privacy chiameremo “gruppo impegnato” – ci immergerà nel vissuto di chi sta affrontando ogni giorno le difficoltà della lotta. Racconteranno la cronistoria di come si sono mossi e cosa accade ancora oggi, nei presidi, nelle piazze e nei momenti di resistenza collettiva. Sarà un racconto vivo, autentico e ricco di esperienze personali che ci aiuterà a comprendere come una lotta, seppur piccola e locale, possa diventare un simbolo di difesa dei diritti e del territorio.
Gli incontri, ogni martedì
“Ciaciarradas e Àteras cosas” non è solo un ciclo di incontri, ma un’opportunità per dare visibilità a esperienze come quella di Selargius, che si inserisce all’interno di una rete di resistenze locali, che vanno dalla difesa dell’ambiente alla rivendicazione di diritti fondamentali, senza dimenticare mai l’importanza di parlare sardo.
Sebbene l’evento di martedì 11 febbraio abbia un contenuto specifico e denso, l’obiettivo principale di ogni incontro è sempre quello di rendere il sardo una lingua viva. Questo incontro sarà infatti solo l’ennesima occasione per ribadire un concetto fondamentale: parlare sardo è un atto di resistenza culturale. È la volontà di superare il pregiudizio che associa il sardo alla rusticità, alla limitazione, alla marginalità. Parlando sardo, si vuole dimostrare che la lingua è cultura, è strumento di analisi, di riflessione, di comunicazione per affrontare temi importanti.
Non è un caso che il titolo dell’incontro, “Ciaciarradas e àteras cosas“, che in sardo significa “Chiacchierate e altre cose”, racchiuda in sé l’essenza di questi incontri: un dialogo informale che può trattare qualsiasi argomento, senza vincoli, senza formalismi, ma con il sardo come strumento centrale per affrontare e raccontare qualsiasi tema. Invitiamo tutti, sardi e non, a partecipare a questa serata di riflessione, per praticare il sardo, per ascoltare storie di lotta, ma soprattutto per vivere insieme un momento di riappropriazione culturale e linguistica, dove il sardo non è una lingua da imparare per forza, ma un mezzo per rendere ogni discussione più ricca e viva.








