Il Comitato Suolo Pubblico Bene Comune, partendo dalle recenti caduta di due esemplari di Phytolacche sul lungomare Dante, pone all’attenzione pubblica la necessità di un piano e regolamento per la gestione del verde pubblico nella città di Alghero nell’era del cambiamento climatico in cui le città sono sempre più esposte ad alte temperature e afa che le fanno diventare “isole di calore”. Il Piano per la gestione del Verde urbano dovrà essere uno strumento strategico di pianificazione urbanistica e dovrà considerare il verde non solo come elemento estetico, ma come una precisa strategia di adattamento ai cambiamenti climatici per abbassare le temperature, depurare l’aria e gestire le acque meteoriche sul modello delle “città spugna”.
Il Comitato Suolo Pubblico Bene Comune ritiene che, insieme alle scelta delle essenze capaci di produrre ombra nei vari contesti predeterminati dalla larghezza dei marciapiedi e dalla prossimità degli edifici, tenga conto degli apparati radicali con la progettazione di aiuole adeguate e sistemi di illuminazione che non influiscono negativamente nei cicli vitali delle piante e della fotosintesi. Infatti le illuminazioni pubbliche con luci led che emettono grandi quantità di luce blu stimolano l’attività vegetativa e impediscono alle
piante di distinguere il giorno dalla notte o quando cambia la stagione. Nell’attuazione di tale piano strategico è necessario il lavoro preliminare di censimento del verde con la conseguente analisi fitosanitaria; piani di potatura delle alberate che escludano sistematiche capitozzature; si dovrà effettuare il bilancio arboreo programmando sostituzioni e rinnovi di alberate orami giunte a fine ciclo. Scelte che dovranno essere attuate attraverso procedimenti partecipati di istruttoria pubblica con il coinvolgimento dei cittadini e dei comitati di quartiere per individuare le giuste essenze negli specifici contesti pur mantenendo una visione d’insieme del verde pubblico urbano. Nel rinnovare le alberate giunte a fine ciclo si potranno anche realizzare marciapiedi asimmetrici prevedendo piantumazione sul solo lato con profondità maggiore, sull’esempio di via Napoli nel quartiere della Pietraia nella quale, anni fa, l’alberata ad ulmus pumila (olmo
siberiano) è stata rinnovata con altre essenze con apparati radicali con sviluppo verticale e realizzando aiuole con casseforme in calcestruzzo. Il piano dovrà anche regolamentare i lavori pubblici futuri stabilendo che gli scavi per i sottoservizi andranno eseguiti ad una congrua distanza dagli apparati ipogei delle piante.
Si auspica, per contrastare le temperature estive proibitive, la realizzazione di pergolati che accompagnino le vie ciclo-pedonali al fine di rendere confortevole l’attraversamento della città. Nella logica di un piano del verde pubblico, integrato con la mobilita urbana sostenibile, si dovrà realizzazione una rete di piste ciclabili che dalla periferia si addentri nel centro urbano con specifici percorsi che raggiungano tutte le scuole cittadine e i principali servizi pubblici; si dovrà dare nuovo vigore anche alla linea pedibus con vie alberate o pergolati al fine di proteggere dal sole diretto e dalle radiazioni UV gli utenti, cioè i piccoli scolari della scuola primaria. Si dovrà contenere, per quanto possibile attraverso il PUT (piano urbano del traffico), l’ingresso delle auto nel centro urbano e limitare la velocità nelle strade cittadine a 30 km orari. Una città vivibile, anche nell’era del cambiamento climatico, è possibile se si elabora una adeguata strategia di
adattamento. Il Comitato Suolo Pubblico Bene Comune, in questa prospettiva, propone una specifica azione in piazza Sulis, nell’area pavimentata adiacente l’istituto Alberghiero, con la realizzazione di ampie aiuole che rendano permeabile il suolo, mettere a dimora alberi e piante nettarifere fondamentali per creare corridoi verdi urbani per attirare e proteggere gli insetti impollinatori in città. Si auspica, altresì, il posizionamento di pali per realizzare pergolati arborei o con teli sul modello di città come Siviglia, trasformando questo spazio pavimentato in un’area di biodiversità adatta anche ad attività culturali”.








