Sabato 10 Ottobre, aggiornato alle 23:09

Confindustria Centro Nord Sardegna e Adecco focus su Trasparenza salariale e mercato del lavoro, cambiano le regole

Confindustria Centro Nord Sardegna e Adecco  focus su Trasparenza salariale e mercato del lavoro, cambiano le regole

Confindustria Centro Nord Sardegna e Adecco hanno promosso un focus sul D.Lgs. 96/2026 e sul D.L. 1° Maggio: dall’obbligo di indicare la Retribuzione Annua Lorda negli annunci di lavoro al divieto di chiedere lo stipendio delle precedenti esperienze lavorative ai candidati

 

Sassari. Villa Mimosa, sede di Confindustria Centro Nord Sardegna, ha ospitato nei giorni scorsi un partecipato incontro di approfondimento dedicato alle novità introdotte in tema di trasparenza salariale e gestione del personale. L’evento, organizzato da Confindustria CNS in sinergia con Adecco Italia, ha offerto alle aziende del territorio una lettura operativa del nuovo scenario normativo delineato dal D.Lgs. 7 maggio 2026, n. 96, che recepisce la Direttiva Europea 2023/970, e dal D.L. 1° Maggio, n. 62/2026. Le nuove regole ridefiniscono i modelli organizzativi pubblici e privati, incidendo sia sulla fase di pre-assunzione sia sulla gestione ordinaria dei rapporti di lavoro.

In apertura, il presidente di Confindustria Centro Nord Sardegna, Achille Carlini, ha sottolineato come le nuove disposizioni sulla trasparenza salariale non rappresentino soltanto un adempimento burocratico, ma una vera e propria svolta culturale per il tessuto imprenditoriale. Carlini ha evidenziato che «il legislatore ha posto al centro il concetto di salario giusto, ancorandolo fermamente alla contrattazione collettiva per difendere il valore dei CCNL e contrastare il dumping salariale, inteso come concorrenza sleale. La nostra Associazione ha il dovere di accompagnare le imprese in questa transizione per trasformare gli obblighi in opportunità per valorizzare il merito e attrarre i migliori talenti». All’incontro ha preso parte anche Rita Lai, direttrice di filiale Adecco, che si è detta orgogliosa della grande partecipazione delle aziende a un appuntamento incentrato su un argomento così cruciale e vissuto con forte interesse dal territorio.

L’avvocato Chiara Zinno, intervenuta a nome di Confindustria nazionale, ha successivamente evidenziato come l’obiettivo principale sia stata la valorizzazione della contrattazione collettiva di qualità, siglata dalle associazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative.

Sul piano pratico, i nuovi obblighi informativi sul Trattamento Economico Complessivo cambiano radicalmente le regole della selezione dei dipendenti. I datori di lavoro sono infatti tenuti a indicare la fascia retributiva iniziale o la RAL (Retribuzione Annua Lorda) direttamente nei bandi o negli annunci di lavoro, mentre viene vietato tassativamente di chiedere ai candidati l’ultimo stipendio percepito nelle precedenti esperienze, scardinando una prassi consolidata per garantire trattamenti basati esclusivamente sul valore della posizione.

Emanuela Voltini, Permanent Placement Director e Diversity & Inclusion HUB Manager di Adecco, ha commentato che questo cambio di paradigma richiede alle aziende un’attenta pianificazione delle politiche retributive e una totale trasparenza fin dal primo contatto.

Il professor Arturo Maresca, docente ordinario emerito di Diritto del Lavoro all’Università La Sapienza di Roma, ha offerto una dettagliata analisi tecnica della normativa, soffermandosi in primo luogo sui sistemi di inquadramento. Il legislatore stabilisce infatti che i sistemi di classificazione dei CCNL siano gli strumenti di riferimento per la comparazione, poiché i criteri di equità sono già intrinseci nei contratti collettivi principali, mentre seguire vie alternative creando sistemi aziendali personalizzati risulterebbe eccessivamente complesso per i datori di lavoro. Maresca ha tuttavia smentito alcune indiscrezioni di stampa, precisando che un lavoratore non potrà conoscere lo stipendio esatto di un singolo collega e che resta fermo il diritto alla privacy, le cui tutele specifiche sul trattamento dei dati sensibili saranno declinate dai prossimi decreti ministeriali.

Il professor Maresca ha poi concluso evidenziando la portata storica della riforma sul salario giusto, ricordando che se fino al 30 aprile 2026 i giudici si limitavano a garantire i minimi tabellari, dal 1° maggio la retribuzione minima coincide con il Trattamento Economico Complessivo estratto direttamente dai CCNL leader censiti dal CNEL. Questa mossa affida alle parti sociali più rappresentative il monopolio della definizione salariale, impedendo alle aziende di fare concorrenza al ribasso sulle retribuzioni.

Durante i lavori è emerso anche l’impatto di questi temi sull’ingaggio delle persone attraverso un’analisi interna di Adecco, illustrata da Federico Ferri, CEO di Jobpricing, che evidenzia che, su un livello di soddisfazione complessiva di 4,2, l’equità percepita dai lavoratori si attesta a 4,9 e la competitività a 5,1, mentre permangono ampi margini di miglioramento sul fronte della trasparenza gestionale, elemento che incide direttamente sulla motivazione quotidiana e sulla disponibilità a mettersi in gioco.

A chiudere l’incontro è stata Giulia Maniscalco, Legal Consultant di Adecco Group, che ha analizzato i percorsi legali legati alla somministrazione di lavoro a tempo determinato e i vantaggi della stabilizzazione a tempo indeterminato tramite lo Staff Leasing.


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