È un tema caldissimo e molto sentito. Ad Alghero, come in molte altre mete turistiche di punta in Sardegna, il delicato equilibrio tra l’accoglienza del turismo itinerante (i camperisti) e il rispetto del decoro urbano e dell’ambiente è spesso al centro del dibattito politico e sociale.
Ieri in Commissione tre congiunte nella sala conferenze del Quarter erano presenti autorevoli personalità. I Presidenti Mulas, Piras e Occhioni, gli Assessori Ornella Piras, Raniero Selva, Roberto Corbia, l’Ufficiale di Polizia Locale Michela Cadau, il Comandante del Porto di Alghero GiannLuca De Luca, il Presidente del Consorzio del Porto Giancarlo Piras, i Dirigenti del settore Ambiente e Urbanistica Massimo Canu e iuliano Cosseddu, il Rappresentante della Faita Lorenzo Carboni, e il Prof Emanuele Farris dell’Università di Sassari
La commissione consiliare che ha affronta questo nodo, si è mossa su due binari paralleli: da un lato l’applicazione rigida della normativa nazionale e locale, dall’altro la necessità di creare infrastrutture adeguate per non perdere una fetta importante di mercato turistico. Lo si è ribadito, che Alghero non vuol fare a meno di questo importante segmento turistico, non vuole scatenare una caccia al camperista ad ogni costo, ma piuttosto incanalarlo verso il rispetto di principi e nome fondamentali.
E’ merso che il nodo normativo riguarda la sosta vs campeggio abusivo
La distinzione legale è stato il punto di partenza della discussione in commissione. Secondo il Codice della Strada (Art. 185), i camper hanno gli stessi diritti degli altri veicoli circolanti:
Se il camper poggia solo sulle ruote (senza piedini di stazionamento abbassati), non occupa più spazio del volume proprio del veicolo e non scarica nulla, è considerata una normale “sosta” e non può essere vietata in modo discriminatorio rispetto alle auto.
Se si aprono tendalini, si posizionano tavoli e sedie all’esterno o si abbassano i piedini, scatta il “campeggio”. Nei centri urbani e nelle aree protette (si pensi alla zona di Porto Conte o a ridosso delle spiagge di Alghero, nella costa di Calabona e al Porto), questo è vietato e sanzionabile se non ci si trova in un’area apposita.
La commissione analizza l’esigenza di creare “condizioni favorevoli” proprio perché l’unico modo per contrastare la sosta selvaggia non è vietare, ma regolamentare e offrire servizi. Creare campi sosta attrezzati (comunali o in regime di micro-ricettività) perché porta tre grandi vantaggi:
Evita gli scarichi abusivi di acque nere e grigie nei canali o nella macchia mediterranea, offrendo colonnine di ricarica elettrica e sistemi di smaltimento a norma.
Toglie i mezzi di grandi dimensioni dalle strade del centro o dai parcheggi costieri più congestionati (come Maria Pia o Calabona, Porto), spostandoli in aree dedicate
Il turismo in camper non è più un turismo “povero”. Chi viaggia in camper spende nei supermercati locali, nei ristoranti e nei servizi. Creare aree attrezzate vicine alla città attira un flusso turistico destagionalizzato,attivo anche in primavera e autunno, ha ribadito l’Assessora alle attività produttive Ornella Piras.
Bisogna trasformare un “problema” di gestione urbana in una “opportunità” di sviluppo turistico sostenibile, integrando queste aree nel Piano Urbanistico Comunale (PUC) in osservanza del PPR Regionale, per certi versi limitativo.
Ed è emerso persino che i camping cittadini attrezzati per accogliere i camperisti, e fornire loro i servizi necessari, hanno un limite insormontabile nella gestione e pagamento della TARI Comunale che non può avvenire con le attuali tariffe, ma solo con sgravi di proporzioni tali che consentano la sostenibilità dell’apertura proprio fuori stagione.
Ieri nella sala conferenze del Quarter si è assistito a un dibattito molto puntuale, gli interventi sono stati molto qualificati, e se per il porto di Alghero la soluzione potrebbe essere il posizionamento di ingressi controllati, con sbarre, fermo restando che la capitaneria esegue controlli e sanziona pesantemente, per le altre zone il limite è davvero di grosse proporzioni. Se si interviene sui camper in sosta, adducendo come buona motivazione il divieto alla sosta, questo si deve estendere a tutti, anche ai residenti proprietari di autoveicoli.
Insomma ieri si è squarciato un mondo, molto spesso disegnato e raccontato senza conoscere le norme che lo regolamentano. Un mondo, quello dei camper, o autocaravan, che si muove e ha diritto alla pari delle autovetture










