Venerdì 17 Aprile, aggiornato alle 11:43

Sanità, Masala (FDL): “Rischio collasso finanziario per il Gesù Nazareno di Sassari”

Sanità, Masala (FDL): “Rischio collasso finanziario per il Gesù Nazareno di Sassari”

Comunicato Stampa dell On. Francesca Masala, Consigliera regionale Gruppo Fratelli d’Italia Sardegna

“Un presidio storico per la disabilità psichica e l’autismo nel Nord Sardegna rischia il collasso finanziario entro due mesi.”  A denunciarlo è l’on. Francesca Masala di Fratelli d’Italia, presentando un’interrogazione urgente alla Presidente della Regione e all’Assessore alla Sanità cui hanno partecipato anche gli altri consiglieri del Gruppo. Masala punta un faro sulle gravi criticità nei tetti di spesa che minacciano la sopravvivenza della storica struttura sassarese Ge.Na. (Gesù Nazareno).

Al centro della crisi vi è un evidente squilibrio nel sistema di finanziamento che sarà la ragione della chiusura del centro e comporterà la dimissione di oltre 69 pazienti e un sistema collaudato di servizi giornalieri diurni.

E’ una di quelle notizie che lasciano chiunque senza parole: un centro di eccellenza nel campo dei servizi alla persona e alle famiglie privato delle risorse necessarie al quotidiano funzionamento.

“Nel corso dell’audizione del 7 aprile 2026 in Sesta Commissione è emersa una verità che non lascia spazio a interpretazioni: la responsabilità delle criticità nei tetti di spesa e nella sostenibilità del sistema è interamente politica”.

Il Direttore Generale di ARES Sardegna ha infatti chiarito che la competenza sull’accreditamento e sulla definizione dei tetti di spesa è in capo all’Assessorato regionale, confermando che la nuova ripartizione tariffaria ha generato un grave squilibrio economico-finanziario.

Non si tratta quindi di un problema tecnico o gestionale, ma della conseguenza diretta di scelte adottate senza adeguata copertura, che oggi rischiano di mettere in ginocchio le strutture accreditate e, con esse, l’intero sistema di assistenza.

I numeri sono inequivocabili: ARES ha stimato un fabbisogno aggiuntivo tra i 4,5 e i 5 milioni di euro per il solo livello riabilitativo “tre” nel 2026, certificando l’insufficienza delle risorse attualmente previste.
Nel frattempo, le stesse strutture sono chiamate a rispettare rigidamente i limiti imposti, con il rischio di dover restituire risorse per prestazioni già erogate, aggravando ulteriormente una situazione già insostenibile.

Il punto è chiaro: senza un intervento immediato della Regione e una scelta politica netta per garantire le necessarie risorse, il sistema non regge.

“Non è solo una questione di numeri: qui si rischia di mandare a casa 69 pazienti fragili, affidandoli alle famiglie che non hanno gli strumenti per assisterli. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: li ritroveremo davanti ai pronto soccorso, disperati, in cerca di aiuto. Questo non è un risparmio: è scaricare il problema sui più deboli e su un sistema sanitario già in difficoltà. Errori di programmazione non possono tradursi in tagli ai servizi essenziali. La Regione intervenga subito: sulla fragilità non si può aspettare.” L’interrogazione – chiude Masala – punta a ottenere risposte scritte e immediate per scongiurare un danno umano e sociale che i consiglieri definiscono gravissimo per il già agonizzante sistema sanitario regionale.


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