Benvenuti in questa solenne circostanza, saluto la Ministra Marina Calderone, la dottoressa GRAZIA la fauci perfetta, l’onorevole Desire’ Manca, assessora regionale in rappresentanza della presidente della regione Alessandra Todde sua eccellenza Mauro Maria Morfino, i sindaci della Sardegna ma anche quelli che arrivano dalla penisola da tante città gemellate con Fertilia. Saluti agli onorevoli parlamentari ai consiglieri regionali, unità civili e militari, in questa importante ricorrenza in cui celebriamo i novant’anni dalla fondazione di Fertilia. Raggiungiamo un traguardo che appartiene alla storia ma soprattutto al cuore di una comunità, una anniversario come questo non è una semplice data da ricordare, è il frutto della memoria dell’identità e soprattutto di un cammino condiviso nel quale si intrecciano storie personali e relazioni sociali e si costruiscono i valori fondanti di una comunità in una ruota del tempo che passa il testimone da generazione in generazione in un affidamento reciproco e comunitario”.
E’ l’inizio del discorso pronunciato dal Sindaco di Alghero Raimondo Cacciotto, ieri in teatro, davanti a una platea attenta e partecipativa. Un discorso che è di rottura rispetto a tanti, che in passato abbiamo sentito. Un discorso che fonda le radici nella convinzione che c’è bisogno di andare oltre le semplici ricorrenze, fatte di rivendicazioni, ripicche brandendo il dito accusatore. Ieri niente di tutto questo, ma la ricerca voluta, di riposizionare storia e avvenimenti, senza toni alterati, senza rancore, senza mai pronunciare parole che rievocano e feriscono allo stesso tempo. Ha proseguito il Sindaco Cacciotto:
Quando celebriamo una storia così profonda, i valori diventano fondamentali, perché custodiscono ciò che siamo stati, ma indicano soprattutto quello che vogliamo diventare, a volte entrano così profondamente negli usi comuni da diventare invisibili, e smettiamo di interrogarci sul loro significato. Quando pronunciamo il nome della nostra Alghero, chiaramente pensiamo alle praterie di Poseidonia che caratterizzano il nostro mare, quella pianta silenziosa che protegge le coste dalle erosione e custodisce la vita nel Mediterraneo, e quando diciamo Fertilia forse non ci soffermiamo abbastanza sul suo significato, che parla di fertilità, di abbondanza, di promessa. Racconta di una terra dalla naturale vocazione agricola, che novant’anni fa dalla posa della prima pietra, una città di fondazione destinata a diventare nel tempo una comunità straordinaria. Quando se supera il piano letterale e ci si sposta sul quello simbolico Fertilia diventa molto più di un progetto urbanistico, è la terra in cui è stato piantato un seme. Il seme della speranza.
Non è stato un cammino semplice, le opere di bonifica, il lavoro dei coloni ferraresi e veneti, la costruzione di un nuovo assetto urbano e sociale, segnalano il cammino della storia ambiziosa interrotta bruscamente dalla guerra. Poi arriva un altro passaggio decisivo, l’approdo degli esuli Giuliano Dalmati e Istriani, donne uomini che avevano perduto la loro terra e la casa ma non la dignità, né la volontà di ricominciare.
Anche allora non mancarono diffidenzei timori, incertezze, ed è naturale ogni cambiamento porta con sé una fase di resistenza, da una parte Alghero città antica con la sua identità forte e radicata, dall’altra Fertilia città giovane nata da un progetto trasformata dalla storia. Due realtà diverse chiamate a riconoscersi e crescere insieme. Eppure Alghero ha saputo accompagnare Fertilia nel suo sviluppo, valorizzando la propria identità e allo stesso tempo facendo sentire i suoi abitanti parte integrante di una comunità più ampia.
Le differenze sono a loro volta diventate ricchezze, le lingue e le tradizioni, le memorie non si sono annullate ma intrecciate proprio con i fili della memoria. Alghero e Fertilia sono diventate luogo di pace e di rispetto, dove ciascuno può essere se stesso, parlare la propria lingua, custodire la propria memoria, contribuendo a scrivere una storia comune. Ed è proprio da questa consapevolezza che nasce il nostro impegno come amministrazione. Quando abbiamo proclamato Alghero città della Pace, non abbiamo scelto uno slogan, abbiamo scelto la direzione, la pace che vogliamo e non è semplicemente il contrario della guerra, ma coltivare il dialogo nell’ascolto e nell’attenzione reciproca. È un percorso che si costruisce giorno dopo giorno nella quotidianità, Fertilia con la sua storia fatta di accoglienza integrazione e rinascita rappresenta la testimonianza più completa di questo impegno. La pace non è un concetto astratto, è convivenza reale, fra identità diverse che hanno imparato a riconoscersi, per questo sentiamo forte la responsabilità di tramandare alle nuove generazioni una luce sulla memoria, affinché non si affievolisca mai, e continui a illuminare il presente e il futuro.
La memoria è un esercizio impegnativo, talvolta faticoso perché ci obbliga a confrontarci con le pagine più buie della storia, ma proprio per questo non possiamo permetterci di abbassare la guardia, ricordare significa vigilare e interrogarsi scegliere ogni giorno da che parte stare, questo è prima di tutto una sfida culturale, ed è agendo sulle coscienze, sul singolo, che possiamo sperare di compiere una vera trasformazione.
Da questa convinzione nasce il nostro impegno quotidiano per fare di Alghero e di Fertilia una comunità solidale accogliente e aperta, una comunità che non esclude, che non discrimina, che non lascia indietro nessuno.
E in questo percorso che si inserisce anche l’inaugurazione dello scorso dicembre dell’opera Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto. E’ un’opera che parla di futuro, di comunità di responsabilità condivisa, il Terzo Paradiso trova casa nella nostra città grazie anche a un cammino collettivo, fatto di partecipazione, divisione e impegno civico, Fertilia si conferma così Laboratorio vivo di arte pubblica e rigenerazione urbana, un luogo in cui la memoria non è solo da costruire, ma da trasformare in energia creativa, e nuove possibilità per le generazioni che verranno. E questo è forse il messaggio più forte che oggi a novant’anni dalla Fondazione, possiamo consegnare al futuro, l’identità è consapevolezza, la memoria è responsabilità, la pace è una scelta quotidiana. Fertilia è nata da una visione, cresciuta attraverso il lavoro, si è consolidata grazie al coraggio di chi ha saputo trasformare la perdita in rinascita. Oggi celebriamo una comunità che ha saputo rendere fertile non soltanto la terra ma anche le relazioni, la convivenza, il senso di appartenenza. A noi spetta di continuare a coltivare questo terreno con attenzione concreta, con investimenti, con ascolto con presenza costante, perché le stesse generazioni possono trovare qui le stesse opportunità la stessa dignità, la stessa speranza. Con questa prospettiva la giornata di oggi rappresenta metaforicamente la terza rinascita di Fertilia, una opportunità straordinaria di futuro e di speranza.
Un discorso da leggere o ascoltare stando in apnea. Ogni frase insegue l’altra, alla ricerca continua di uno sviluppo del discorso mai scontato, mai banale. E’ stata la forza di rappresentare alla Presenza della Ministra Calderone, delle massime autorità civili e Militari, un sentire che rompe con il passato, si apre al futuro, con uno slancio e una apertura di credito mai sentiti prima. Ora il cammino da percorrere è di una intera comunità, che si ritrova, che vuole scommettere su un futuro migliore e possibile.








