Domenica 11 Ottobre, aggiornato alle 15:47

Caso RWM, Lettera aperta alla Presidente Todde: “i pareri tecnici non devono diventare alibi per le scelte politiche”

Caso RWM, Lettera aperta alla Presidente Todde: “i pareri tecnici non devono diventare alibi per le scelte politiche”

Caso RWM: i pareri tecnici non devono diventare alibi per le scelte politiche
Onorevole Presidente,
nel suo intervento alla Conferenza Euromediterranea per la pace “Nel Mare di Mezzo”,
organizzata dall’ARCI, Lei ha espresso l’intenzione della Giunta Regionale di approvare
l’ampliamento dello stabilimento RWM di Domusnovas-Iglesias, attualmente bloccato perché
realizzato in modo irregolare, come stabilito nel 2021 dal Consiglio di Stato.
Riteniamo che Lei debba necessariamente farsi carico della difesa dell’ambiente, della
sicurezza e della salute della popolazione di cui è responsabile.
Sa bene che rilasciare un’autorizzazione in queste condizioni significa, tra il resto, creare un
grave e pericoloso precedente, perché cancella la certezza del diritto di cui lei, in qualità di
Presidente della Regione, deve invece farsi garante.
Rilasciare un’autorizzazione in queste condizioni significa assicurare il via libera a una società
che è convinta di potersi muovere nella nostra isola senza ostacolo alcuno. Significa mettere una
pietra tombale sulla residua fiducia dei sardi verso le istituzioni che queste regole dovrebbero
garantire, in un periodo in cui la legittimità della classe politica è pressoché totalmente scaduta.
Lei ha deciso di assumersi un incarico di peso in un territorio difficile, martoriato da secoli di
assalti speculativi, in un periodo in cui è più che mai indispensabile una figura politica di alto
profilo in grado di opporsi alle pressanti e ossessive attenzioni di chi è convinto di poter barattare
la nostra terra e la nostra dignità con proposte offensive e umilianti; proposte che si trasformano
in minacce e imposizioni laddove non incontrano il favore delle nostre comunità e della classe
politica che ci dovrebbe rappresentare.
Finora a contestare l’ampliamento della RWM sono state soprattutto organizzazioni
ambientaliste, pacifiste e sindacali, che hanno portato la questione anche davanti ai tribunali. In
queste sedi la Regione Sardegna e i suoi legali si sono sempre schierati a favore dell’azienda e
delle sue richieste. Vorremmo che, per una volta, le cose andassero in modo diverso.
Nella recente istruttoria per la VIA ex-post per l’ampliamento RWM sono emerse enormi
problematiche: l’istruttoria è incompleta e vi sono evidenti irregolarità amministrative e violazioni
delle norme di tutela dell’ambiente e della sicurezza, problematiche illustrate nelle lettere e nella
documentazione che le organizzazioni impegnate a difendere l’ambiente, la salute e la sicurezza
della popolazione Le hanno indirizzato da settembre ad oggi.
In presenza di problemi così seri, la Giunta non può che esprimere un parere negativo
sull’ampliamento della fabbrica RWM. Le motivazioni che Lei ha indicato per giustificare un
eventuale parere positivo risultano deboli e non rispondenti al vero, e si riassumono così:
1. Se la giunta non deliberasse un parere positivo per l’ampliamento RWM, verrebbe
commissariata.
Non corrisponde a verità: la decisione è di esclusiva competenza della Giunta, che può
legittimamente deliberare sia in senso positivo che negativo. Il TAR non ha disposto un
eventuale commissariamento della Giunta, ma la nomina di un commissario ad acta con il
ìl mandato di decidere (in un senso o nell’altro) qualora la Giunta non assumesse una decisione
entro il 16 dicembre.
La giunta deve quindi deliberare sulla VIA per l’ampliamento, e per quanto detto, il parere finale
non può che essere negativo.
Ovviamente ci si può aspettare dalla RWM l’impugnazione della delibera davanti al TAR, ma
considerate le evidenti violazioni nella realizzazione dell’ampliamento, il giudizio del tribunale
dovrebbe confermare il parere negativo della Regione Sardegna.
Nel caso opposto, cioè se la Regione dovesse dare parere favorevole, sarebbe scontato un
ricorso al TAR da parte delle organizzazioni scriventi
2. Se gli uffici danno un parere positivo per l’ampliamento, la Giunta e la Presidenza
si devono necessariamente allineare.
Anche questo non corrisponde a verità, in quanto la responsabilità e le conseguenze della
decisione rimangono in capo alla Giunta; in ogni caso non sarebbe la prima volta che gli uffici
regionali conducono istruttorie parziali e forniscono pareri erronei. È già successo proprio con la
RWM, quando nel 2018 gli uffici regionali avevano suggerito, erroneamente, di esonerare gli
ampliamenti RWM dalla VIA, e la Giunta Pigliaru si era allineata a questi pareri, assumendo a
sua volta una decisione erronea, annullata tre anni dopo dai tribunali.
3. I lavoratori sono preoccupati per il posto di lavoro
Nella situazione presente, nessun posto di lavoro è a rischio, la situazione occupazionale attuale
non verrebbe per nulla influenzata da un eventuale diniego all’ampliamento: sostenere il
contrario sarebbe solo strumentale.
4. I rischi ambientali sono minimi
Parliamo di uno stabilimento classificato “ad alto rischio di incidente rilevante” realizzato
all’interno dell’area di rispetto di un corso d’acqua ad alto rischio di esondazione, come si può
parlare di bassi rischi ambientali?
5. Nella Sua comunicazione, inoltre, sembrano essere secondari gli aspetti etici e
politici legati alla produzione di armamenti
Il mondo si trova sul limite del baratro della guerra totale e siamo tutti chiamati ad impedire con
ogni mezzo che questo accada. Ognuno dalla posizione in cui trova e per quanto gli compete,
ma le Istituzioni hanno un ruolo cruciale. L’eventuale ampliamento porterà a triplicare la
produzione delle micidiali bombe per aereo della serie MK, un vanto della RWM, e ad aumentare
vertiginosamente la produzione di droni killer di brevetto israeliano, gli stessi utilizzati in molti
teatri di guerra, a guida autonoma e con licenza di uccidere in base ad algoritmi ed intelligenze
artificiali. Ha senso che tutto questo, oltre che motivo d’orgoglio per RWM, diventi una riga di
troppo nel Suo curriculum vitae, dato che Lei ha mostrato in diverse circostanze una sensibilità
spiccata nei confronti della pace? Nel qui ed ora potrebbe essere avviato un nuovo processo in
Sardegna, un progetto che la possa far diventare un ponte di pace nel Mediterraneo, un luogo di
coraggio e di reazione alla guerra.
La normativa assegna la decisione finale alla Giunta, proprio per una verifica della completezza
delle istruttorie e della correttezza dei pareri raggiunti. Non c’è alcun obbligo di allinearsi ai pareri
espressi dagli uffici, casomai il contrario.

Esortiamo quindi ciascun membro della Giunta e lei stessa a non utilizzare i pareri degli uffici
come schermo, ma ad assumersi la responsabilità politica della decisione finale, legittimamente
e sulla base di quanto emerso sino ad ora. La esortiamo, Presidente, a non farsi intimorire dalle
pressioni governative e dalle vane minacce di commissariamento o di ricorsi, e di deliberare in
tutta legittimità un parere negativo e ben motivato contro l’ampliamento della RWM. E, se non
dovesse riuscire da sola, investa allora di questa grande responsabilità il Consiglio Regionale
tutto, affinché ogni singolo consigliere rappresenti con chiarezza e senza filtri la propria
posizione di fronte ai sardi sulla questione specifica, ma anche sul più ampio tema di consegnare
la Sardegna ad un utilizzo bellico generalizzato: vogliamo essere la Terra che prepara le guerre
di tutto il mondo, presenti o future o quella che sa dare una storica sterzata verso la pace? Se ci
si esprime contro il genocidio palestinese con una mozione del Consiglio Regionale per il
cessate il fuoco a Gaza e il riconoscimento dello Stato di Palestina, sarebbe possibile per
esempio esprimere anche un giudizio politico di contrarietà alla presenza di questa società in
terra sarda e porre in essere ogni azione utile a impedire la realizzazione di materiale bellico e il
traffico sul nostro territorio e attraverso i nostri porti.
Ribadiamo che per quanto ci riguarda siamo pronti a difendere le ragioni del diniego
all’ampliamento anche nei tribunali, e le violazioni sono talmente evidenti che, come già
sottolineato, il giudizio non potrebbe che confermare il parere negativo della Regione Sardegna.
Sarebbe oltretutto un sollievo vedere i legali della Regione, per una volta, schierati a favore
dell’ambiente, della salute e della sicurezza dei sardi, aspetti che avrebbero ripercussioni sul
mondo intero.
Se invece, come purtroppo si prospetta, la Regione dovesse approvare l’ampliamento RWM,
saranno le organizzazioni da sempre impegnate, ancora una volta, a dover presentare ricorso al
TAR contro una scelta inaccettabile oltre che errata.
Un’eventuale decisione positiva, lo ripetiamo, consentirebbe infatti di ampliare il business di una
fabbrica che produce ordigni di tutti i tipi, persino Droni Killer israeliani, che esporta poi verso
paesi impegnati nelle guerre in corso, come l’Arabia Saudita, l’Ucraina, la Turchia.
Presidente Todde, la pace è la più grande opera di prevenzione delle catastrofi climatiche e della
perdita del senso di umanità, Le chiediamo di spendersi in questa direzione. Ci troverà al suo
fianco. C’è ancora un po’ di tempo, ci ripensi, non tradisca i suoi principi e quelli di chi ci ha
creduto dandole il voto, ma anche di chi, pur non avendola votata, è pronto a sostenere con lei
questa causa.
Cagliari 7 dicembre 2025
primi firmatari
Italia Nostra Sardegna, USB Sardegna, Comitato Riconversione RWM, WarFree – Lìberu dae sa
gherra, COBAS Cagliari, Cagliari Social Forum, Partito Comunista Italiano Sardegna, Su Entu
Nostu, Le Radici del Sindacato CGIL Sardegna,Rete Iside

 

Nella foto un presidio di Polizia davanti alla RWM


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