Il Direttivo del Centro Studi Agricoli ha deliberato ieri di presentare formale ricorso al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste in merito alle modifiche apportate al disciplinare del Pecorino Romano DOP, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale del 25 ottobre 2025, che non includono il vincolo delle razze ovine per la produzione del formaggio.
Una scelta – sottolinea il Centro Studi Agricoli – incoerente con quanto deciso dallo stesso Consorzio nel 2022, quando l’assemblea votò a favore dell’introduzione del vincolo che prevedeva l’utilizzo esclusivo di latte proveniente da pecore di razza Sarda e/o Nera di Arbus per quanto riguarda la produzione in Sardegna, lasciando invariate le disposizioni vigenti per il Lazio e la provincia di Viterbo.
Una decisione che due anni dopo, inspiegabilmente, è stata rimessa in votazione, con un esito contraddittorio che ha ribaltato la volontà espressa nel 2022.
Oggi, la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del nuovo disciplinare privo del vincolo sulle razze apre una finestra di 30 giorni per presentare osservazioni e ricorsi.
Il Centro Studi Agricoli, coerentemente con la linea portata avanti in questi anni, ritiene doveroso agire.
“Presenteremo ricorso al Ministero perché restiamo convinti che la produzione DOP del Pecorino Romano debba rappresentare identità, cultura e territorio”, dichiara Tore Piana, presidente del Centro Studi Agricoli.
“Privare il prodotto della sua riconoscibilità territoriale significa esporlo al rischio di una generalizzazione nel mercato globale, con possibili deprezzamenti nel medio periodo e, di conseguenza, una riduzione del prezzo del latte pagato ai pastori sardi. È questo che temiamo e vogliamo evitare.”
Il Centro Studi Agricoli ribadisce inoltre di non essere contrario a chi alleva in Sardegna pecore di altre razze, come Assaf o Lacaune.
“Anzi, riteniamo che facciano bene: in Sardegna si producono circa 100.000 quintali di formaggi pecorini non a marchio, ed è lì che il latte di queste razze può e deve essere destinato. Ma non per produrre Pecorino Romano DOP.”
Nello spirito di totale trasparenza, ieri – venerdì 14 novembre, a Tramatza – il Centro Studi Agricoli ha organizzato una riunione aperta a tutti sul tema.
Chi era presente si è espresso all’unanimità a favore della linea del CSA.
“Avremmo potuto procedere senza convocare alcuna riunione, perché la nostra posizione è sempre stata la stessa. Ma abbiamo voluto dare un segnale ulteriore di trasparenza e partecipazione”, aggiunge Piana.
Il Centro Studi Agricoli annuncia infine che i propri tecnici sono già al lavoro e che il ricorso sarà predisposto e inviato al Ministero entro il 24 novembre 2025.
Concludono
Tore Piana – Presidente Centro Studi Agricoli
Monica Pisanu – Centro Studi Agricoli








