Venerdì 9 Ottobre, aggiornato alle 19:52

Chessa (FI): “Incendi in Sardegna: dobbiamo solo ringraziare chi sta in prima linea”

Chessa (FI): “Incendi in Sardegna: dobbiamo solo ringraziare chi sta in prima linea”

In questi ultimi giorni in cui la Sardegna intera è piegata dagli incendi, da nord a sud, mi sento in dovere – prima ancora che come Consigliere regionale, come cittadino sardo – di esprimere un
sincero e doveroso ringraziamento al Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Sardegna, presidio fondamentale dei nostri boschi e del nostro patrimonio ambientale.

Un corpo, spesso dimenticato dalle istituzioni, ma che ha sempre operato con competenza e dedizione, ma che troppo spesso viene dimenticato persino nei ringraziamenti ufficiali di alcune istituzioni regionali.

In prima linea troviamo sempre anche i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile, i Barracelli e centinaia di volontari, che ogni giorno rischiano la vita per fronteggiare un disastro che, ancora una volta, mette in luce l’inadeguatezza di una macchina regionale lenta, disorganizzata e incapace di pianificare con lungimiranza.
A tutti loro va tutta la mia gratitudine e il mio personale rispetto, perché con coraggio e abnegazione stanno salvando vite umane, case, aziende agricole, animali e interi territori. Non reputo più accettabile affrontare ogni estate come se fosse un evento eccezionale e lasciare la prevenzione al caso o alle buone intenzioni. Serve, e serve subito, una nuova normativa regionale che metta al centro i territori e chi li abita. Certamente non è solo colpa di questa Giunta, questa è una responsabilità storica e trasversale, che affonda le radici in un sistema bloccato da burocrazie inutili e da un’assenza totale di pianificazione.

Serve fondamentalmente una compartecipazione attiva dei Comuni, che devono intervenire per tempo con ordinanze sindacali urgenti, per la pulizia delle carrarecce, delle cunette, delle fasce tagliafuoco, dei confini agricoli per il rispetto delle regole e pretendere azioni concrete, dai cantieri forestali agli accessi al mare, con la pulizia del sottobosco, l’eliminazione della seccaglia, la creazione di piazzole e delle zone di sosta sicure per i mezzi.

Fondamentale è anche l’attribuzione di maggiori competenze e più mezzi alle compagnie barracellari, affinché possano contribuire concretamente sia alla prevenzione che all’estinzione dei roghi, come anche il coinvolgimento, strutturato e non simbolico, degli agricoltori, degli allevatori, dei cacciatori e di tutti coloro che vivono e lavorano nel territorio, perché proprio da loro può
nascere una rete capillare di monitoraggio, intervento e prevenzione.

E’ troppo facile intervenire con la retorica post-incendio e fare le solite passerelle, i nostri territori e chi li difende meritano molto di più.


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