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CSA: “No all’abbattimento indiscriminato delle mandrie. Serve una deroga e un confronto diretto con gli allevatori sardi”

CSA: “No all’abbattimento indiscriminato delle mandrie. Serve una deroga e un confronto diretto con gli allevatori sardi”

Ozieri, 21 luglio 2025 – “Apprendiamo con grande preoccupazione che la linea operativa sembra essere quella di abbattere intere mandrie anche in assenza di capi infetti, qualora risultino sede di un focolaio. Una decisione che, in Sardegna, riteniamo non solo poco applicabile, ma del tutto inaccettabile, per le caratteristiche uniche del nostro territorio e del nostro sistema di allevamento.”

A dichiararlo è Tore Piana, presidente del Centro Studi Agricoli, che aggiunge:

“Chiediamo con fermezza alla Regione Sardegna di applicare la deroga prevista dai regolamenti comunitari, che consente di adottare misure più flessibili nei territori dove la gestione del bestiame è profondamente diversa rispetto ad altri contesti europei. La Sardegna non può essere trattata come una qualsiasi altra regione dell’UE.”

Sulle vaccinazioni obbligatorie, il Centro Studi Agricoli evidenzia ulteriori criticità:

“Molte delle mandrie sarde si trovano allo stato brado, in territori impervi, e risulta tecnicamente quasi impossibile radunare e contenere capo per capo per la somministrazione dei vaccini. Chi impone queste misure spesso non conosce la realtà della Sardegna, né le modalità tradizionali di allevamento.”

Serve  dichiarare se gli eventuali effetti collaterali verranno riconosciuti e indennizzati così come serve conoscere gli importi degli indennizzi da subito e non fra mesi e serve anche la tempistica dei pagamenti , come centro studi agricoli abbiamo da sempre richiesto il pagamento del 50% anticipato entro 10 giorni dalla presentazione delle domande, continua tore piana

Per questo, conclude Tore Piana:

“Chiediamo alla Regione di convocare urgentemente un tavolo di confronto diretto con gli allevatori, non solo con alcune associazioni. Escludere chi rappresenta una parte importante del settore è controproducente. Abbiamo formalmente invitato la Presidente della Regione a un incontro pubblico a Ozieri, per discutere insieme agli allevatori le reali soluzioni applicabili nel rispetto della sanità animale, ma anche della realtà territoriale e sociale sarda.”


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