Sabato 10 Ottobre, aggiornato alle 14:08

Un pezzo di centristi e Pd fa asse, ma se prendono fuoco “i cespugli” l’incendio non si controlla. Riunone di maggioranza a rischio?

Un pezzo di centristi e Pd fa asse, ma se prendono fuoco “i cespugli” l’incendio non si controlla. Riunone di maggioranza a rischio?

Se prendono fuoco i cespugli l’incendio non si controlla,  e cosa sono i cespugli se non degli alberi incolti, perché l’albero è un cespuglio corretto, ma il cespuglio da solo è sinonimo di libertà. Chiede  l’anonimato  il consigliere di maggioranza che commenta l’aperi-cena andato in scena ieri l’altro,  che ha visto insieme un pezzo di Partito Democratico è un pezzo di Noi Riformiamo Alghero, ritrovarsi intorno a un tavolo, alla vecchia, ma sempre attuale, maniera, che prevede strategie e indirizzi, condivisi soprattutto intorno a un piatto . Galeotto è stato poi un selfie uscito, o forse fatto uscire in maniera birichina, che ha sollevato non pochi malumori. E ancor di più ha provocato malumore il vezzeggiativo indirizzato agli altri partiti che compongono la maggioranza che sostiene il sindaco Raimondo Cacciotto definiti cespugli, da tenere  a bada e indirizzare. Come dire che chi si è ritrovato ha una linea, la traccia, chi non c’era si deve allineare, perché l’happening era fra alberi di alto fusto, mica fra cespugli.

Certo è che quello che doveva essere un momento conviviale, come tanti altri se ne fanno in maniera più o meno riservata (  e se ne fanno tanti), ha avuto il merito di scatenare il malumore in seno alla maggioranza, quel pezzo di maggioranza che è la sommatoria di tanti piccoli.

Le narrazioni, compresi i particolari di mezze frasi dette fra un boccone e un sorso di birra, raccontano di rievocazioni storiche,  che, neanche tanto tempo fa, hanno interessato il sindaco Stefano Lubrano. Frasi dette, fra un sorriso e una battuta, richiamando titoli ed esperienza maturata, pronta a mettersi in disponibilità, per puro senso di servizio e per il bene della città, che hanno letteralmente fatto prendere fuoco i cosiddetti cespugli. Frasi esternalizzate che in un battibaleno hanno fatto il giro delle sette chiese.
Con la premessa che certe cose, soprattutto a livello politico, mai si sono mai urlate alla luce del sole accompagnate da selfie, si sono fatte in maniera riservata, decisa e  chirurgica.

Ora ad appena un anno dalla vittoria alle elezioni, il Sindaco Cacciotto sente un pezzo della sua maggioranza, che prova a tessere una ragnatela che ha lo scopo di intrappolarlo. Troppo scontato, e lo è al punto tale che se qualcuno crede di ingabbiare il Sindaco, lo dovrà dire pubblicamente. Perché il gioco è stato scoperto, e a scoprirlo ancor di più sono stati gli stessi che a s’incontru hanno messo a punto una strategia che alla prova dei fatti altro non è stato che un calcio di rigore, calciato nella propria porta senza portiere che la difendesse. E con il cerino in mano chi è rimasto?

Enrico Daga, Luca Madau, Gabriella Esposito, Giovannni Idda,  Mario Bruno, rappresentavano il Pd monco per l’Assenza di Mimmo Pirisi e Pietro Sartore. Gianni Martinelli, Alberto Bamonti, Maria Grazia Salaris e Francesco Marinaro rappresentavano i centristi di Noi RiformiAmo Alghero, monco per l’Asseenza di Alessandro Loi ed Emiliano Piras. Ecco già questo è indicativo del fatto che fra gli alberi di alto fusto, non mancavano fronde secondarie, ma radici portanti.

E oggi in scena, secondo programmi, va la riunione di maggioranza. Quella programmata all’indomani della riunione dei capi gruppo che la compongono, che doveva sancire e cementare un patto di ferro dove tutti i partiti del “Progetto Alghero” dovevano fare ulteriormente gioco di squadra evitando personalismi, comprese le fughe in avanti, tutto finalizzato a sostenere l’azione dell’Amministrazione Cacciotto, e non a metterlo in difficoltà. Tutto sciolto come neve al sole. Ieri sono ripresi i contatti frenetici, le domande e le accuse, per cercare di capire se oggi andrà in scena l’immagine plastica di chi sostiene Cacciotto, o c’è il rischio di far uscire messaggi che devono essere letti in un solo modo e chiamati con un solo termine:  crisi.

E la crisi del primo anno, oggi può essere scongiurata solo con la presenza di tutti, alberi di alto fusto e cespugli, sino ad essere una ritrovata oasi botanica, dove le cimature e le potature le decide  solo il Sindaco, che, ed è qui il punto, lo si sottovaluta, relegandolo a un ruolo da tutelare, dimenticando che Raimondo Cacciotto oggi è la massima espressione possibile di tutta un’area, di sinistra-verdi e centro, che ha persino le necessarie coperture dal notevole peso politico sia a livello Provinciale che Regionale.  E oggi, ad Alghero come lui, politicamente parlando, non se ne trovano altri.

Ad Alghero, è cosa nota,  si replica lo schema di Sassari e lo schema che governa, sino ad oggi, la Regione Sardegna.


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