Domenica 11 Ottobre, aggiornato alle 15:47

La tomba di Papa Francesco e “Il Volto di Dio” di Salvatore Garau

La tomba di Papa Francesco e  “Il Volto di Dio” di Salvatore Garau

La tomba di Papa Francesco e  “Il Volto di Dio” di Salvatore Garau. Un incontro inatteso tra arte e spiritualità

Quando nel primo pomeriggio di giovedì 24 aprile la Sala Stampa della Santa Sede ha diffuso l’immagine della tomba voluta da Papa Bergoglio per la sua sepoltura nella Basilica di Santa Maria Maggiore, è apparsa la sorprendente assonanza di luce con l’opera di Salvatore Garau il Volto di Dio, custodita da tre anni nella Basilica Romanica di Santa Giusta (Oristano), paese natale dell’artista.

Come scrive Milo Goj lunedì 5 maggio su Affaritaliani.it (La luce nella tomba di Francesco e nel “Volto di Dio”), lo spazio memoriale di Papa Francesco in Santa Maria Maggiore, situato nei pressi dell’Altare di San Francesco, sembra dialogare con l’estetica rarefatta dell’opera di Garau. Se non fosse per la piccola croce pettorale posta in alto sulla tomba e l’iscrizione “Franciscus”, le due opere quasi si confonderebbero: la luce ovoidale della sepoltura e quella perfettamente circolare del Volto di Dio condividono la stessa intensità tenue, la stessa gamma calda, lo stesso perimetro sfumato.

“È la luce, con identica modalità e intenzione, a ‘dipingere’ il senso immateriale del Sacro e a farsi veicolo di misteri” – afferma Garau – “Nella luce impalpabile si coglie non solo l’impossibilità di rappresentare il volto di Dio, ma anche quella di racchiudere in un’immagine l’anima e la vita terrena di un uomo come Francesco.”

La scelta di ridurre tutto all’essenziale, eliminando ogni decorazione o forma esplicita, lascia spazio a una sacralità che non ha bisogno di parole. La purezza della luce sulla tomba di Papa Francesco e nell’opera di Salvatore Garau non descrive ma si fa “materia fisica”, densa di impalpabile spiritualità, in grado di esprimere un vuoto solo apparente.

“Proprio in questo vuoto solo apparente, perché in realtà vuoto non è” – precisa Salvatore Garau – “La vita non più terrena del Papa viene sublimata dall’assenza di materia, così come, allo stesso modo, l’assenza di materia sublima il Volto di Dio.”


Condividi: