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VIDEO – La Fc Alghero si è smarrita, non è questione di allenatore ma di giocatori. Si pensi al futuro da rifondare

  • In Sport
  • 3 Marzo 2025, 09:45
VIDEO – La Fc Alghero si è smarrita, non è questione di allenatore ma di giocatori. Si pensi al futuro da rifondare

Dopo l’ennesima sconfitta di ieri, sul campo amico, della Fc Alghero, la nona di questa travagliata stagione, sono d’obbligo alcune riflessioni.

Il calcio, più di tutti gli sport, è un gioco di squadra che si presta a molteplici interpretazioni, dove la visione degli eventi che maturano sul terreno di gioco, sono visti e giudicati in maniera diversa fra diversi osservatori. In tribuna siedono tanti allenatori quanti sono gli spettatori, e ognuno ha la propria soluzione a tutto: tattica, tecnica, schieramento in campo. Alla fine quello che unisce nella divisione, è sempre il risultato. Chi vince può aver avuto fortuna, chi perde è stato sfortunato. Ma se si ha  la volontà di uscire dallo schema semplificativo antinomico, si capisce che è un gioco che premia chi sbaglia di meno, nel gioco scontato di portare avanti, verso la porta avversaria la palla, in tutti i modi, e con tutte le parti del corpo, fuorchè con le mani. E allora si prende atto che la bravura di qualcuno è direttamente proporzionata agli errori dell’avversario, ed è bravo chi sfrutta gli errori, va in gol e vince la partita. Questo è il calcio, un gioco di mosse in campo, di destrezza, di invenzione e di corsa, che tende a far sbagliare l’avversario. E la sfortuna, quando viene chiamata in causa, è un pò la panacea di tutti i mali, quel velo che si stende, ma che fa filtrare tutto.

Se si perde per 9 volte, si pareggia per 4 e si vince solo 9 volte, si capisce che è il cammino normale di una squadra, che vivacchia senza ambizioni a centro classifica, Se si mettono a segno 25 reti su 22 partite giocate, collocando la media realizzativa fra le peggiori quattro dell’intero campionato, si deve ammettere che i programmi, e le ambizioni annunciate pubblicamente questa estate, sono diventatate una chimera.

Tutto queto per dire cosa? Per dire senza finzioni e mistificazioni, che la partita di ieri, persa in casa dalla Fc Alghero è una pietra miliare, un punto di partenza, l’ultimo possibile, per cominciare a ricostruire una squadra che ha toccato il punto più basso della stagione. E non è una questione di allenatore.

Il problema sono giocatori in campo. Uomini con i nervi a fior di pelle, con troppa pressione su di loro, dove il filo conduttore è stato vedere troppo spesso i giocatori in maglia giallo rossa protestare all’indirizzo di un arbitro, una giovane, chiamata a dirigere una partita complicata, che non è stata aiutata da nessuno, anzi è stata messa sotto pressione in maniera esagerata. Un arbitro, e lo sottolineiamo, che ha arbitrato in maniera onesta. E la dimostrazione di quanto stiamo affermando trova il suo culmine al minuto 92 quando annulla una rete per fallo dell’attaccante sul difensore, strattonato ( e lo testimonia le immagini che vi proponiamo).

Troppo nervosismo, la squadra che tutti abbiamo ammirato per fair play in campo, si è smarrita. Andare sotto di due reti, ha fatto saltare tutti i piani, ma, siamo sicuri,  che questa squadra,  che aveva a disposizione oltre 70 minuti di gioco, per ribaltare il risultato, se avesse scelto la strada della lotta e pressione in campo, dell’inseguimento costante del risultato, staremmo qui a parlare di altro.

Troppa fragilità, mischiata a un vittimismo esagerato, hanno fatto alzare ulteriormente lo stress in campo, con il risultato finale scontato, e si badi bene anche il pareggio sarebbe stato letto in maniera diversa.

Ecco da qui si parte, e chi deve osservare ( i tecnici) e chi deve ricostruire ( il Direttore generale), non può non incominciare a redigere  un piano, che preveda persino dismissioni nel rapporto di lavoro. Se è vero come pare che la Fc Alghero ha un progetto ( e prima o poi lo dirà apertamente) è anche vero che certi giocatori non possono essere le colonne portanti di questo progetto. Parlare e decidere sotto l’effetto della delusione non è suggeribile, ma è altrettanto vero che il rapporto fra giocatori e società, non può avere aperto il conto del credito sine die. Si cresce anche facendo leva sugli errori commessi, sulle scommesse tradite, ma si faccia molta attenzione a non far passare l’entusiasmo e la voglia di investire al patron di questa società. Il calcio a questi livelli  ha un costo, avere dietro grosse imprese, banche, e sponsor che spingono, è una fortuna che non si può dilapidare.

nella foto il fermo imagine dell’azione fallosa della rete contestata


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