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La Città Condivisa, quale responsabilità sociale d’impresa nella concessione del suolo pubblico?

La Città Condivisa, quale responsabilità sociale d’impresa nella concessione del suolo pubblico?

Il nuovo regolamento sull’occupazione del suolo pubblico saprà restituire veri spazi pubblici ai cittadini e alla socialità condivisa? Ridurrà le percentuali di suolo pubblico concedibile? Verrà ripristinata la proporzionalità tra il numero dei servizi igienici e il numero complessivo (interni/esterni) degli avventori? Saprà porre il tema della responsabilità sociale d’impresa e della giusta remunerazione del lavoro? Quale sarà la TOSAP, ossia il costo al metro quadrato all’anno, dell’occupazione del suolo pubblico? Quanto sarà in grado, con specifiche misure, di evitare la concorrenza sleale tra le stesse imprese, ovvero tra chi ha costi di gestione proporzionati ad una grande superficie del locale, funzionante tutto l’anno e che offre posti di lavoro a tempo indeterminato rispetto quelle attività che, al contrario, concretizzano prevalentemente l’utile d’impresa sui tavolini posti sul suolo pubblico perché dispongono di un locale di dimensioni minime, non dispone di servizi igieni proporzionati e restano aperte per brevi periodi (30-60 gg.)? Saprà mettere regole di decoro agli arredi? Saprà stabile regole chiare e adottare sistemi di controllo per farle rispettare da tutti facendo ritornare Alghero il salotto che un tempo è stato, facendo crescere la cultura d’impresa, la qualità della vita di residenti ed ospiti sapendo conciliare le esigenze di tutti?

Nei giorni scorsi si è svolto ad Alghero, presso il teatro civico, l’incontro intitolato “La città condivisa:spazi pubblici tra accessibilità e privatizzazione”, promosso dall’ Associazione Ginquetes, nell’ambito
della rassegna “Baralles”. Hanno relazionato Giuseppe Grezzi, urbanista italo-catalano, già assessore alla mobilità e agli spazi pubblici della città di Valencia; Paola Rizzi, direttrice Dipartimento di Urbanistica di Alghero; Sonia Borsato, storica dell’arte e Gavino Sini amministratore di Porto Conte Ricerche.
L’occasione ha posto all’attenzione il tema dell’importanza della socialità nelle aree pubbliche, già affrontato negli scorsi anni a Cagliari, dall’ urbanista Paolo Berdini che ha sostenuto le ragioni del comitato dei genitori e residenti sulla “restituzione” all’uso pubblico, alla socialità e al gioco dei bambini degli spazi della piazzetta San Sepolcro, zona accogliente e protetta dal traffico del quartiere di Marina nel cuore del
capoluogo sardo.
Nella città di Alghero il tema di un equilibrato utilizzo dei beni comuni, quale è il suolo pubblico, per una rigenerazione della qualità e della bellezza urbana evitando che gli spazi per la fruibilità collettiva risultino
preclusi alla socialità, al gioco dei bambini o alla visione degli edifici di pregio architettonico, è dibattuto da tempo da vari punti di vista. Nel febbraio 2016 ad Alghero, con l’organizzazione del dipartimento di Architettura dell’Università di Sassari, si è svolta la tappa conclusiva di “Habitat III” Conferenza promossa dalle Nazioni Unite. L’atto conclusivo si è tenuto nell’ottobre dello stesso anno, a San Francisco de Quito in Ecuador, occasione che ha riscritto l’ <<Agenda urbana>> siglata a Istanbul nel 1996. Già nel corso dei lavori svoltisi ad Alghero venne messo in luce che la bellezza dei luoghi porta a riconoscersi nel posto in cui si vive unito al piacere estetico che deriva dalla bellezza che produce identità: segno con il quale una comunità si riconosce e trova il piacere di stare insieme condividendo la bellezza dei luoghi. Nell’ottobre 2016, nel rendere conto della conferenza di San Francisco de Quito la giornalista Elena Comelli de Il Sole 24 Ore scrisse: “Nella capitale più alta del mondo, 193 governi hanno firmato questa settimana la Nuova Agenda Urbana, che delinea le strategie globali di urbanizzazione per i prossimi vent’anni, sotto l’egida delle Nazioni Unite. Il documento, approvato nella conferenza Habitat III dopo mesi di negoziati delinea una visione ambiziosa di città compatte, sviluppate lungo assi di trasporto pubblico sostenibile e umanizzate da una crescita policentrica, che cerca d’indirizzare il processo d’inurbamento lungo linee nuove, per evitare il sovraffollamento selvaggio delle megalopoli. Fra i punti centrali della Nuova Agenda Urbana c’è il cosiddetto diritto alla città – “Le città sono per la gente, non per il profitto -, un principio concepito per spingere i governi locali a una pianificazione che privilegi il pubblico sul privato”.
In tal senso, è significativo ricordare un esempio concreto di riconquista degli spazi pubblici della città di Alghero da parte dei cittadini: nell’estate 2016 la cantante Franca Masu, nella piazza Gallo, fruibile e libera dai tavolini, poté realizzare con la sua direzione artistica gli incontri del Festival “Més a prop, encontres amb l’art, la paraula i la música”. Insieme ai residenti del quartiere e tanti volontari, ripulì la piazza e mise a dimora le piante aromatiche della macchia mediterranea. Fu una manifestazione all’insegna della condivisione, della parola e delle emozioni. Alla piazza Pasqual Gallo “è stata restituita dignità e decoro” – affermò – il parroco della Cattedrale di Santa Maria don Angelo nel corso di una breve cerimonia di benedizione di quello spazio “messo a nuovo e ritrovato” nel cuore del centro storico. Seguì il primo appuntamento previsto dal calendario delle manifestazioni con l’intervento del giornalista Tonino Oppes che diede il benvenuto ai presenti e parlò dell’importanza della memoria e del recupero dei “luoghi del
cuore”. La rassegna “Més a prop” di Franca Masu riportò le persone in piazza per ripulirla, per riqualificarla e metterla al centro della socialità e fruibilità pubblica. Qualche anno dopo, altro esempio di socialità della piazza che ricordo, è stata la presentazione, insieme a Vicenzo Migaleddu, del libro del sociologo Bachisio Bandinu, “Noi non sapevamo”. Tale funzione di uso pubblico e di “agorà” della piazza, è stato mantenuto grazie all’intervento intelligente di riqualificazione urbanistica, effettuato decenni fa dall’architetto Tore Frulio, che ha saputo interpretare il “genius loci” del luogo mentendo la terra battura, quella “arena ludica” sulla quale generazioni di bambini hanno giocato.
Nel corso del dibatto promosso dall’Associazione Ginquetes, l’urbanista italo-catalano Giuseppe Grezzi
ha mostrato gli esiti della piazza del municipio di Valencia con la nuova pedonalizzazione, le limitazione
delle concessioni di suolo pubblico alle attività commerciali che ha consentito di restituire ai cittadini uno
spazio degno di questo nome; seppure non sono mancarti i conflitti con chi aveva da tempo maturato
posizioni di rendita. La città è il luogo dei conflitti, – ha affermato Grezzi -, ma la politica deve trovare la
giusta sintesi e fare le scelte privilegiando il bene comune, cioè l’interesse generale di tutta la comunità.
L’incontro promosso dall’Associazione Ginquetes è stato molto stimolante e come Comitato Suolo
Pubblico Bene Comune riteniamo che un ruolo importante deve essere svolto dai cittadini, uscendo dalle
sterili lamentazioni ma facendosi protagonisti, unendosi in massa critica per sostenere le proprie istanze e
confrontandosi con tutte le componenti scoiali. Partendo da tali presupposti poniamo, sin da ora, alla
Politica (Giunta e Consiglio Comunale) – che a breve adottarono il nuovo regolamento sulle concessioni
del suolo pubblico – alcune domande:
Esso sarà in grado di restituire veri spazi pubblici ai cittadini e alla socialità condivisa? Ridurrà le
percentuali di suolo pubblico concedibile? Verrà ripristinata la proporzionalità tra il numero dei servizi
igienici e il numero complessivo (interni/esterni) degli avventori? Saprà porre il tema della responsabilità
sociale d’impresa e della giusta remunerazione del lavoro? Quale sarà la TOSAP, ossia il costo al metro
quadrato all’anno, dell’occupazione del suolo pubblico? Quanto sarà in grado, con specifiche misure, di
evitare la concorrenza sleale tra le stesse imprese, ovvero tra chi ha costi di gestione proporzionati ad una
grande superficie del locale, aperta tutto l’anno e che offre posti di lavoro a tempo indeterminato rispetto
quelle attività che, al contrario, concretizzano prevalentemente l’utile d’impresa sui tavolini posti sul suolo
pubblico perché dispongono di un locale di dimensioni minime, non dispone di servizi igieni proporzionati
e restano aperte per brevi periodi (30-60 gg.)? Saprà mettere regole di decoro agli arredi? Saprà stabilire
regole chiare e adottare sistemi di controllo per farle rispettare da tutti facendo ritornare Alghero il salotto
che un tempo è stato, facendo crescere la cultura d’impresa, la qualità della vita di residenti ed ospiti
sapendo conciliando le esigenze di tutti?

Carmelo Spada
Portavoce Comitato Suolo Pubblico Bene Comune

Alghero, 9 dicembre 2024


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