di Caspa
Un bosco autoctono per le future generazioni in cui prevalga la conservazione della Natura
Grazie all’attuazione del Programma regionale Sardegna FESR 2021-2027 enti e amministrazioni pubbliche, compresi gli enti gestori di aree naturali protette potranno rafforzare la protezione e la preservazione della natura, la biodiversità e le infrastrutture verdi in presenza nel proprio territorio di competenza, di Siti della Rete Natura 2000 (SIC, ZSC e ZPS).
Questa è l’occasione che potrebbe portare ad acquisire da parte del comune di Alghero e del parco di Porto Conte i terreni privati della Società Borgosesia a Punta Giglio e Capo Caccia oggetto di contrattazione tra pubblico e privato.
Si tratta infatti di una foresta di circa 197 ettari, un’area di grande pregio naturale. Si può ricordare che il comprensorio di Punta Giglio, dal punto di visto della geomorfologia, è un comprensorio calcareo sovrastato da vegetazione spontanea mediterranea, già inserita nel Parco regionale di Porto Conte, vi sono anche delle aree pinetate impiantate dall’uomo. In particolare, nella località denominata “Bramassa”, si riscontra, oltre all’area pinetata che necessita di interventi di gestione forestale, il “bosco autoctono” di leccio, che costituisce uno dei nuclei di lecceta più antichi del Parco, e senz’altro il più esteso, sebbene si trovi a poca distanza dal mare. E’ auspicabile che la città di Alghero e il parco di Porto Conte acquisiscano finalmente queste aree ma con una precisa, inderogabile destinazione, con una specifico vincolo: quello della conservazione senza sè e senza ma.
La comunità regionale e comunale, investa denaro pubblico con l’obiettivo di consegnare alle future generazione questo patrimonio ambientale senza poterlo assoggettare a logiche di trasformazione, consumo o “messa a reddito”. In questo contesto prevalga la conservazione della Natura e della biodiversità.








