Sabato 10 Ottobre, aggiornato alle 16:23

Campo boe in AMP – Il Parco si difende e attacca: del progetto ne stiamo parlando da più di un anno e mezzo, approvato dall’Assemblea

Campo boe in AMP – Il Parco si difende e attacca: del progetto ne stiamo parlando da più di un anno e mezzo, approvato dall’Assemblea

L’Altro ieri si è tenuto un incontro pubblico al Quarter promosso dall’Amministrazione,  dove l’invito a partecipare era esteso alla cittadinanza, per dibattere  sul progetto riguardante lo specchio acqueo in Area Marina Protetta Capo Caccia – Isola Piana. La chiamata ha avuto notevole riscontro, la sala era piena come non mai.

Si cerca oggi,  in ritardo, di governare il l livello della polemica che contrappone sette Associazioni ambientaliste Algheresi e non , e il management del Parco di Porto Conte e l’AMP, sul tema del campo boe.

L’Azienda Speciale Parco di Porto Conte ottiene un finanziamento PNRR di 1,7 milioni di euro per implementare le boe di ormeggio all’interno della AMP Capo Caccia – Isola Piana e della ZSC. La proposta progettuale presentata dalla AMP ha come finalità, è stato ribadito più volte,  la tutela degli habitat marino costieri ed è rivolto in particolare alla conservazione diretta della locale prateria a Posidonia. In totale a fine progetto saranno  216  le  boe di ormeggio piazzate, e non sono sufficienti a detta del Direttore del Parco, e si dovrebbero prevederne almeno 500.

Nei giorni scorsi, i competenti uffici regionali dell’Assessorato Ambiente (Servizio V.I.A.), hanno proceduto alla pubblicazione di ulteriore documentazione tecnica a corredo della istruttoria in materia di valutazioni di incidenza ambientale (V.Inc.A) riguardante il progetto, presentato dalla Azienda Speciale Parco di Porto Conte, che ha anche comportato la ridefinizione della tempistica per la presentazione delle osservazioni da parte di tutti i possibili interessati ( 30 gg a decorrere dal 6 Settembre).

La convocazione di una assemblea pubblica, è stato’ il tentativo di spegnere la fiammata di polemiche, dopo il documento diramato alla stampa da 7 Associazioni Ambientaliste ovvero Italia Nostra, Lipu, SardegnAmbiente, Punta Giglio Libera-Ridiamo Vita al Parco, Earth Gardeners, Parco NordOvest Sardegna, Sardenya i Llibertat, che hanno denunciato tutta una serie di contraddizioni, compresa la poca trasparenza nella procedura che doveva prevedere il coinvolgimento della cittadinanza, in quell’attività di concertazione che ora è gestita e fatta propria dall’Amministrazione Comunale (LEGGI).

Quasi tre ore di dibattito, con il Parco AMP che ha voluto in sala i progettisti, in testa l’Ing Corrias il Dott De Luca, poi ancora il Responsabile dell’AMP Ruiu, il Direttore Mariani e due Assessori, uno con la delega al Parco , l’altro Roberto Corbia, che è quello che ad Alghero ha inaugurato, e prosegue, nella stagione del confronto, della partecipazione e condivisione, ove possibile, dei percorsi progettuali.

Risultato finale? Ognuno è rimasto sulle proprie posizioni. Chi è contrario alla presenza del campo boe in area marina da tutelare, che trasforma di fatto ambiente e contesti unici nella loro specificità, non ha arretrato di un millimetro, il Parco AMP si è difeso spiegando e documentando con il supporto di slide e filmati la bontà dell’intervento. Ed è emerso che specchi acquei interdetti alla pesca per molti mesi all’anno, ora si aprono alla sosta di imbarcazioni anche di grossa portata, introducendo e allargando divieti “ nuovi” previsti dalle norme, non solo alla pesca ma persino alla balneazione. Nessun beneficio previsto per i diportisti residenti, nessun ristoro per i pescatori.

Degli intervenuti in una sala colma di persone,  è stato un coro di dissenso. Interventi bollati di essere “politici” non sono stati degni di risposte, mentre chiarimenti hanno avuto coloro che obiettavano su particolarità, degne di nota ma girate alla politica che dovrà decidere. Il riferimento è ai ristori per i pescatori e allo sconto per i residenti diportisti.

Ma nelle risposte in sala, i bagliori sono arrivati in chiusura, quando il Direttore del Parco Mariani, accusato di poca trasparenza si è difeso attaccando.

La parola “Semi clandestinità”pronunciata dall’Architetto  Giovanni Oliva provoca nel Direttore una puntualizzazione successiva, una sottolineatura.

E proprio sulla trasparenza ha affermato:  “noi pubblichiamo e si costruiscono scoop e si strumentalizzano”. Il riferimento è ai contenuti dell’albo pretorio dell’Ente, pubblico, ma è difficile giustificare gli scoop e la definita “strumentalizzazione”. Un po come Parlare a nuora perché suocera intenda”. L’albo Pretorio contiene atti e procedure, difficile inventare, e piegare atti che si citano e si riportano in parte, sovente anche linkati.

Ma la bordata del Direttore agli oppositori, arriva subito dopo. E’ la certificazione che tutta la procedura ha il via libera della politica Algherese, ha il benestare dell’Assemblea, coincidente con il Consiglio Comunale. Lo dice, anche se alla fine di una lunga serata e a molti potrebbe essere sfuggito, e allora riportiamo integralmente le dichiarazioni del Direttore  Mariano Mariani che afferma:

“Dobbiamo migliorare tutti sul tema della trasparenza e della partecipazione, senza fare invasioni di campo, su una  partecipazione e trasparenza che dev’essere garantita da altri.

Proprio perché l’assemblea del Parco è il consiglio comunale, del progetto ne stiamo parlando da più di un anno e mezzo, è sempre stato portato all’attenzione dell’assemblea del Parco, nulla si fa, se gli atti fondamentali di programmazione e controllo non vengono votati in Assemblea. Poi si potrà dire che c’è un direttore che fa invasione di campo, che si mette a  fare polemica, possiamo dire tutto, però quel che conta è che non si fa un atto di tipo gestionale, che non sia approvato in termini di indirizzo programmatico e di controllo, dall’Assemblea del Parco, che corrisponde alla massima rappresentanza di questo territorio, il  Consiglio Comunale.  Quindi se qualcosa non è stata fatta io la palla la rimando alla politica che ha governato negli ultimi 5 anni l’Assemblea del Parco nel bene e nel male.

La politica sapeva, il Consiglio coincidente con l’Assemblea del Parco sapeva, tutti ne erano a conoscenza. Allora ci si deve interrogare del perché in aula, dove c’erano numerosi Consiglieri Comunali, molti dei quali presenti nella trascorsa legislatura, nessuno ha preso la parola per chiarire che forse in sala, al Quarter si stava consumando un paradosso, con le Associazioni ambientaliste rigide e contrarie sul tema campo boe, contrapposte duramente al management del Parco, ma che il progetto era conosciuto e avvallato dai rappresentanti del popolo?

Il dibattito attuale, il coinvolgimento di portatori di interesse e cittadini, di Associazioni ambentaliste, posto che non c’è unanimità, dove porterà?

 


Condividi: