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Quarta edizione del festival letterario “Forse alla Luna”

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  • 22 Giugno 2024, 16:16
Quarta edizione del festival letterario “Forse alla Luna”

“Affermare che un Festival che si chiama Forse alla Luna non sia nato sotto una buona stella è un gioco di parole a cui non avevamo mai pensato.

 

Eppure noi, in questi anni, con le parole, con tantissime parole ci abbiamo avuto a che fare, da “festival letterario di comunità” quale ci siamo sempre definiti.

Anche con le stelle ci abbiamo sicuramente avuto a che fare, nelle bellissime serate a Tamuli, a parlare di impegno civile con Domenico Iannacone, di antifascismo con Pippo Civati e Francesco Filippi, in quella meravigliosa location “lunare”, che se l’avessimo voluta disegnare come scenografia per la nostra manifestazione, non si sarebbe riusciti a realizzarla così, perfettamente a tema.

Pensiamo anche alle stelle che hanno illuminato lo scorso anno le note di Cristiano Godano a Bolotana, davanti a centinaia di persone, o quel bellissimo e variegatissimo pubblico per età, sotto la luna di Silanus, perché a parlare di giustizia, di diritti, di Costituzione con Gherardo Colombo non c’è una età minima o massima.

Diciamo allora, con sicurezza, che Forse alla Luna è un festival letterario “diversamente illuminato e protetto” dalle buone stelle, rappresentate da tutti coloro: pubblico, ospiti, operatori e organizzatori, che in questi quattro anni han fatto salti mortali perché il Festival sopravvivesse.

È successo però che in piena quarta edizione, mentre ci accingevamo a definire la promozione d un appuntamento a cui lavoriamo “da anni”, l’ennesimo appuntamento di parole e pensiero, su un libro che si chiama, pensate un po’, LA SCELTA, la Regione Sardegna settore Beni Librari, questa entità invisibile (nelle manifestazioni) che decide sulle risorse da destinare ai festival come il nostro, linfa imprescindibile per la sua tenuta in vita, decidesse di considerare questo progetto, per l’ennesimo anno, un festival inutile e prescindibile, relegando la manifestazione in una posizione di graduatoria talmente bassa che, a pensare uno scorrimento futuro di graduatoria, servirebbero i fondi di tre annualità per finanziare anche noi.

E sì che (anche) stavolta avevamo messo nomi importanti, anche in progetto, perché LA SCELTA l’ha scritto, per esempio, quel Sigfrido Ranucci che tutti conosciamo per quell’unica parte di TV che ha ancora senso guardare e di cui essere orgogliosi quando si parla di servizio pubblico e che sarà con noi il 24.07.

E sì che da sempre investiamo, come da dettami del bando, in novità editoriali e abbiamo anche la fortuna di ospitare vincitrici e vincitori di premi importantissimi, per il mondo letterario, come il Campiello (eh si, brutto spoilerarlo così, ma sarà nostra ospite a settembre anche Benedetta Tobagi), o selezionati per le fasi finali dello Strega (ma quanto sono stati interessanti e belli gli incontri con Valentina Mira e Rossella Scarponi?).

Contenuti: si ritiene per logica che in un Festival Letterario siano fondamentali e costituiscano l’ossatura del Festival, parrebbe invece non sia così.

Ah, ok, si tratta sicuramente di evitare di realizzare il festival nei grandi centri dell’isola, troppo facile concentrare il progetto nelle due grandi città, dove tutti passano prima o poi nei tour promozionali e dove hanno sede le principali strutture di divulgazione culturale: eh, ma noi, da sempre, concentriamo le nostre attività in un’area ben precisa, tra Macomer, Silanus e Bolotana. Quindi non si tratta manco di dislocazione territoriale.

Ci siamo: il progetto è fallace perché scritto male, organizzato peggio. Dietro Forse alla Luna ci sono però professionisti che hanno firmato in precedenza progetti ritenuti validissimi e finanziati addirittura nelle loro prime edizioni, quelle cosiddette impossibili da far finanziare.

Quindi, tutta questa premessa per essere chiari e trasparenti con chi ci ha sempre seguito, per dirvi che sul PERCHÉ abbiamo esaurito le idee, ma sappiamo che oramai c’è solo un COME, urgentissimo, per non buttare all’aria anni di idee, parole, sorrisi, energie mentali ed economiche.

Siamo qui a chiedere il vostro aiuto, per darci, se intendete, un’altra possibilità, dove in questi anni QUEL CHE È STATO È STATO (per noi e voi) E QUEL CHE È STATO NON È (per la politica), parafrasando una nota canzone e dandovi l’ennesimo spoiler su un altro appuntamento di questa estate.

Noi, da parte nostra, stiamo facendo tutto il possibile con quelle istituzioni locali (avremo la possibilità di dirvi quali) ritengono che Forse alla Luna abbia ancora un senso d’esistere, sia una piccola, imprescindibile, necessità, con l’idea che la citazione che ha generato il nostro nome, sia realmente riferibile a ciascuno di noi/voi:

Nelle città senza mare, chissà a cosa si rivolge la gente per ritrovare il proprio equilibrio? Forse alla Luna”.


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