Martedì 21 Maggio, aggiornato alle 7:57

Dializzato dista 400 metri dall’Ospedale, ambulanza per il trasporto, di Olmedo, sino al 15 Settembre. Ad Alghero non se ne trova una disponibile

Dializzato dista 400 metri dall’Ospedale, ambulanza per il trasporto, di Olmedo, sino al 15 Settembre.  Ad Alghero non se ne trova una disponibile

Una di quelle storie  a metà strada fra il surreale e la realtà dei fatti. Un uomo, giovane, ha una patologia che lo obbliga alla dialisi, ma non è autosufficiente, dev’essere trasportato. Non un trasporto qualunque, ma specifico, soffrendo di altra patologia, c’è bisogno di una barella a cucchiaio, poi il trasporto verso il reparto dell’Ospedale Civile, dove il Servizio di dialisi per lui è a disposizione tutto il giorno. Una distanza da colmare di circa 400 metri, tale è la distanza dalla sua abitazione di residenza e il Reparto Ospedaliero. Poche centinaia di metri che diventano un calvario, con un problema che stavolta non riguarda la sanità che fa audience, i servizi mancanti, i reparti sguarniti, le lunghe attese ai pronto soccorso, niente di tutto questo, stavolta afferisce al trasporto, al mezzo che dovrebbe farsi carico del trasporto, una ambulanza per intenderci, che ad Alghero non si trova.

E prima di affidarci al racconto, del caso che ci fornisce il volontario, che bene conosce la realtà del giovane, il grande tema del trasporto si sottovaluta e, anzi, sino ad oggi non ha avuto il necessario risalto. E non è cosa di poco conto, e per capire la portata di questo buco nella gestione della persone ospedalizzata e de ospedalizzata, basta chiedere a chi ha dovuto fra fronte questo tipo di problematica. Una tragedia. La persona da dimettere, non solo da un reparto, ma persino dalla astanteria di un pronto soccorso, per liberare un posto letto, dopo la diagnosi e la stabilizzazione, deve tornare a casa. E come? Con una ambulanza che sovente si prenota, in assenza della quale, il ritorno a casa avviene addirittura chiamando da Sassari un mezzo che, essendo privato, si paga con un corrispettivo determinato da chiamata + chilometraggio del luogo da raggiungere. E’ o no un problema?

Ora, e ancora, c’è il problema che riguarda un giovane da trasportare poiché dializzato (LEGGI), in tutto 400 metri da percorrere. F. ha 26 anni e il trattamento  in ospedale è di tre volte la settimana – ci dice il volontario che lo segue.
Dal 18 giugno all’8 luglio è stato trasportato, dalla sua abitazione al reparto, con un’ambulanza di Sandalia Soccorso di Sassari che ha poi chiuso la sua attività su Alghero.
Fino al 15 settembre farà i 400 metri che lo separano da casa all’ospedale con un’ambulanza di Olmedo emergenza, unica associazione che si è resa disponibile a fare questo servizio. Purtroppo a metà mese questa disponibilità verrà interrotta visto che avevano deciso da tempo di rinnovare parco macchine e tipologia dei mezzi.
Non si riesce a trovare chi possa trasportare questo ragazzo che, tra l’altro, ha un femore fratturato e necessita dell’utilizzo della barella a cucchiaio , risiede al 1° piano e ha una corporatura esile.
Il reparto dialisi dell’ospedale civile si è reso disponibile ad effettuare  la turnazione del paziente in base all’esigenza dell’associazione che dovesse prenderlo in carico senza alcun problema.
Sono stati contattati sia la direzione sanitaria dell’ospedale civile che i servizi sociali del comune di Alghero ma non è stato possibile trovare una soluzione”, conclude il volontario che allarga le braccia sconsolato.

Una situazione paradossale, forse unica nella sua complessità ad Alghero, ma che non si può certo tollerare. E’ un problema che afferisce la sfera sanitaria e sociale, perché una famiglia non può essere lasciata sola a gestire una problematica di tale complessità. L’accompagnamento del giovane in reparto, non può solo essere considerato oneroso nell’attività programmata dalle associazioni che operano nel nostro territorio. Consegnarlo al reparto e programmare il rientro a casa, è non solo possibile ma anche dovuto. Ma ad oggi, il futuro per questo giovane paziente è  davvero  tinto di nero.

Si muovono le associazioni di ex militari in congedo, tanti cittadini sono persino pronti alla promozione di una giornata votata al reperimento di risorse, ma è chiaro, ad oggi non è un problema di risorse, ma un problema di mezzo, di una ambulanza e personale che si prenda carico di un caso che ora ha bisogno di essere seguito, perché Alghero, la comunità algherese non può far finta di niente e voltare la faccia dal altra parte.

 


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