Martedì 31 Gennaio, aggiornato alle 23:09

Rilevamento nucleare a Capo Caccia, la stazione prevista sin dal mese di Marzo nel Piano Nazionale delle emergenze

Rilevamento nucleare a Capo Caccia, la stazione prevista sin dal mese di Marzo nel Piano Nazionale delle emergenze

L’ex Sindaco di Alghero Mario Bruno posta la foto di oggi dell’Unione Sarda che in prima titola “Allarmi Nucleari, la centrale nell’isola” e parte il dibattito. La base, e qui sta il sunto, si realizzerà a Capo Caccia, dentro l’area militare, proprio fronte l’isola della Foradada.

Per quale motivo è stato deciso di installare una centrale di monitoraggio radioattivo proprio a Capo Caccia? Se lo chiede oggi l’Unione Sarda. Ce lo chiediamo anche noi. Attendiamo risposte”, scrive Mario Bruno e tanto basta per accendere il dibattito.

Un centro di rilevamento, in una zona militare, che guarda naturalmente a Ovest e a Nord Ovest, ma anche a Sud, nel punto più alto della costa di Alghero, nel massiccio carsico di Capo Caccia a quasi 190 metri dal livello del mare.

La mente corre, si pensa a tutto. Si pensa a cosa capitò durante il disastro di Cernobyl, si fa riferimento alla guerra in corso, con il rischio ( mai tanto vicino) di attacco alla centrale nucleare di Zaporizhzhia in Ucraina , dai risvolti, anche per noi inimmaginabili.

E poi in ultimo, il venticello del dubbio, si infila, pensando a un sito di stoccaggio di scorie radioattive nazionali, ai porti sardi che potrebbero accogliere navi pericolose, insomma  a rischio ci sarebbe la Sardegna nuclear free, mettendo persino in dubbio il deliberato della Regione Sardegna (LEGGI) .

Ma tutto ha un senso, qualunque ipotesi, tutto è fortemente plausibile, persino giustificabile: il monitoraggio è necessario.

Perché è anche vero che non abbiamo  in Italia, centrali nucleari,  ma siamo circondati comunque da queste, si pensi alle centrali Francesi e a quelle Spagnole.

Ma perché proprio in questo momento ci si è allarmati nell’apprendere che ad Alghero, nel sito di Capo Caccia ci sarà una stazione di rilevamento di particolato nucleare? Emerge ancora una volta il ruolo del maggior Quotidiano Sardo l’UNIONE SARDA, che è quello di sentinella, di quello che vede, che ipotizza, che pone i problemi. Uno su tutti – secondo il quotidiano –  la secretazione del  del Bando pubblicato dall’Agenzia Governativa Invitalia.

Un dubbio, o forse di più. E se ne parla, aspettando che a farlo possa essere con autorevolezza la politica cittadina, sebbene non si voglia obiettare sul diritto di tenere “riservate” le procedure in ambiti militari, in un momento di grandi tensione internazionali, con scenari di guerra che sono alla porta dell’Europa.

Che ad Alghero dovesse essere installata una base di rilevamento della radioattività era cosa nota da mesi. In un documento pubblico, disponibile per chi lo vollesse, si rileva il nome del sito nel “Piano Nazionale per la gestione delle emergenze radiologiche e nucleari, datato 9 Marzo 2022. Secondo quanto previsto dall’art. 182, c. 2, del d.lgs. 101/2020. E non c’è nessun segreto.

Il Piano nazionale per la gestione delle emergenze radiologiche e nucleari individua e disciplina le misure necessarie a fronteggiare le conseguenze di incidenti in impianti nucleari di potenza ubicati “oltre frontiera”, ossia impianti prossimi al confine nazionale, in Europa e in paesi extraeuropei, tali da richiedere azioni d’intervento a livello nazionale e che non rientrino tra i presupposti per l’attivazione delle misure di Difesa Civile, di competenza del Ministero dell’Interno. Il Piano definisce le procedure operative per la gestione del flusso delle informazioni tra i diversi soggetti coinvolti, l’attivazione e il coordinamento delle principali componenti del Servizio Nazionale della Protezione Civile (SNPC), e descrive il modello organizzativo per la gestione dell’emergenza, con l’indicazione degli interventi prioritari da disporre, a livello nazionale, ai fini della massima riduzione degli effetti indotti sullapopolazione e sull’ambiente. Gli obiettivi e le azioni da porre in essere per la gestione dell’emergenza non sono da considerarsi esclusive ed esaustivi, in quanto l’evoluzione degli eventi può determinare, ulteriori attività per far fronte alle esigenze operative, ma è tutto previsto, nel dettaglio.

Un piano di circa 82 cartelle, e alla pagina 13 di questo si legge : Le stazioni della rete REMRAD sono poste in località scelte per coprire le più probabili vie d’ingresso nel territorio nazionale della radioattività eventualmente rilasciata nel corso di un incidente a carico di una centrale nucleare europea. Le località sono:

  • i “teleposti” dell’Aeronautica Militare di Bric della Croce (TO), Capo Caccia (SS),

Monte Cimone (MO), e Monte Sant’Angelo (FG);

  • l’Istituto Nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale di Sgonico (TS).

La REMRAD (citata dall’UNIONE SARDA) per intendere  è la Rete di Monitoraggio Automatico della Radioattività Ambientale.

Non c’è altro da aggiungere il sito di Capo Caccia è un Tele posto previsto nel piano già da Marzo. E non andiamo oltre nell’affermare che le altre reti rivelatori che sono ben descritte nel piano di abbiamo accennato, con tutti gli apparati militari coinvoilti, comprese, per qualcuno di questi, anche le caserme

Alghero, e il sito di Capo Caccia è uno, di una rete molto articolata di monitoraggio e rilevamento nazionali.

Ora è plausibile che si possa dubitare del perché la scelta sia caduta su Capo Caccia? La risposta per noi è si . E’ il tentativo di voler capire di più, per fugare ogni dubbio, e restituire serenità alla collettività.

Un amministratore della cosa pubblica, e Mario Bruno lo è stato da Consigliere Regionale, da Sindaco e lo è oggi da Consigliere Comunale,  dove poter pretendere le dovute informazioni che possano fugare ogni dubbio su quello che più che paura incute terrore. Le radiazioni nucleari non sono amiche di nessuno, sono nemiche di tutta l’umanità, anche in questo nostro piccolo microcosmo locale.

La chiusura dell’articolo sull’UNIONE a firma di Mauro Pili è di quelle che impongono seria riflessione, perché contiene un monito: “il pericolo che qualcuno stia pianificando e anticipando scelte nefaste per la Sardegna non solo non può essere scartato, ma, alla luce di questo appalto, deve essere seriamente preso in considerazione. I sardi sono avvisati”.

E allora attendiamo che a fugare tutti i dubbi sia il Sindaco di Alghero, come è solito fare quando si tratta di problematiche di grande  portata e notevole impatto emotivo per la collettività.

nella foto di copertina il sito di Capo Caccia, la parte più alta ospiterà il tele posto della rete REMRAD

 

 

 

 


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