Domenica 11 Ottobre, aggiornato alle 19:42

Il Piano del Parco senza condivisione agita le Borgate. Mimmo Pirisi: non può bastare un seduta in Commissione”

Il Piano del Parco senza condivisione agita le Borgate. Mimmo Pirisi: non può bastare un seduta in Commissione”

Si è acceso il dibattito sul Piano del Parco. E’ bastato mettere in risalto due convocazioni quasi simultanee, da parte del Presidente della Commissione Consiliare Christian Mulas e da parte del Presidente del Parco Parco Raimondo Tilloca, che si sono accesi i riflettori su un atto di fondamentale importanza per la programmazione urbanistica del territorio. E insospettisce persino la velocità con la quale si potrebbe portare a votazione l’atto senza un coinvolgimento degli attori sul territorio, in un percorso che non può prescindere dalla loro compartecipazione alla stesura del Piano del Parco. Ieri l’intervento durissimo del CdQ di Fertilia-Arenosu, oggi si registra la presa di posizione del Gruppo consiliare del PD. Ma pare che sul piede di guerra ci sia tutto l’agro interessato e ricadente nell’area Parco. Le Borgate di Maristella, di Guardia Grande sino ad arrivare a Santa Maria La Palma e Sa Segada sono dentro l’area e il Piano non può non interessarli, anzi.

Ora l’intervento del Gruppo consiliare del Pd dove si legge:

“Dopo anni di solleciti, finalmente, il Presidente della commissione Ambiente decide di mettere al primo punto dell’Agenda della Commissione il “Piano del Parco”. Uno strumento urbanistico necessario per la crescita, sviluppo ed elemento indispensabile per il proseguo delle attività del Parco che, in assenza di questo, continua ad esercitare le varie attività in deroga, senza una visione complessiva. Deroghe non più accettabili.

Certamente – continua il Consigliere Comunale del  PD Mimmo Pirisi – il percorso non si potrà concludere in una seduta di Commissione, in quanto dovrà essere aperto un dibattito, un confronto e una condivisione ampia,  non solo con il Consiglio Comunale . Si auspica con l’intero Consiglio Comunale e non con una minima parte come sta accadendo da un po’ di tempo a questa parte riguardo molte delle decisioni assunte dall’Assemblea del  Parco.  Ma deve essere coinvolto anche  il territorio, le associazioni di categoria, comitati di borgata e portatori di interesse, al fine di creare, tutti insieme, uno strumento pianificatore, un piccolo Puc,  dell’area Parco utile a tutti e indispensabile per la crescita sostenibile dell’intero Parco e delle zone limitrofe nel solco delle linee di indirizzo originarie”, conclude Mimmo Pirisi consigliere Comunale del PD.

E linee di indirizzo furono stilate nel lontano 2015, con confronti serrati con portatori di interesse nell’agro, e finirono in un cassetto. Indubbio che il Piano si deve aggiornare e adeguare ai nuovi piani di gestione nell’area Parco.

Ora c’è una accelerata  che insospettisce: perché tutta questa fretta? Chi vuole che il Piano del Parco si approvi senza il coinvolgimento della collettività che vuole essere parte attiva e partecipe di questo strumento?


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