Domenica 11 Ottobre, aggiornato alle 19:42

Non protestare, ci dobbiamo indignare! I rifiuti a montagne erano scomparsi. Si invocano i controlli

Non protestare,  ci dobbiamo indignare! I rifiuti a montagne erano scomparsi. Si invocano i controlli

Cassonetto per vetro, umido, indifferenziato e secco, plastica, carta, vetro.  Nell’Oasi ecologica  lungo la strada di Valverde strada di Sant’Efis, creata ad hoc dall’amministrazione comunale, era tutto previsto e l’obiettivo dichiarato era quello di evitare per sempre, i cumuli che restituivano un’immagine della zona di degrado totale. E’ bastata alle oltre 200 famiglie servite, che da mesi conferivano i loro rifiuti differenziandoli, con grande soddisfazione per il risultato conseguito.

Oggi  nel vedere il sito, per usare un eufemismo, c’è da dire che qualcosa che non va.

Una montagna, letteralmente parlando, di rifiuti di ogni genere. Stoffa, pezzi di materasso, ceramiche, indifferenziato di ogni genere, scarti edili. Tutti   accatastato da creare non pochi disagi a chi con la riconosciuta puntualità è arrivato intorno a mezzogiorno a prelevare i rifiuti, che i residenti nella zona dovevano conferire.

Ma la montagna generata non era il conferimento di soli residenti, c’era dell’altro, e di altri, oltre ogni ragionevole giustificazione.

Gli operatori ecologici, visibilmente contrariati hanno capito che ad Alghero, in questi giorni  c’è qualcosa che non va. L’equilibrio delle buone pratiche si è rotto e imperversa il disordine e cattiva educazione. A mezzogiorno in punto erano sul posto con due mezzi e hanno dovuto( loro) diversificare i contenuti sparsi in maniera disordinata sulla strada, una montagna! Un lavoro immane per restituire decoro all’area ( foto).

Troppa gente  si permette di conferire non osservando le prescrizioni dell’amministrazione comunale. Autentici zozzoni, gente con scarso senso civico che trova nei punti raccolta in periferia, oggi sulla strada di Valverde, un sito dove poter lasciare tutto. Senza pagare pegno.

E allora ci sono da fare almeno  due considerazioni. Una di queste è se sia mai possibile prevedere che in situ ci sia una persona, deputata al controllo di chi conferisce questo tipo di pattume in maniera anomala e scriteriata. Non è pensabile, alla prova ei fatti,  non prevedere che qualcuno controlli chi e cosa si conferisca e soprattutto da dove provenga questo.

E’ un passo dovuto che l’amministrazione deve fare per evitare che passi il postulato che in questa città tutto si possa fare, considerato che non ci sono occhi discreti che controllano. Viene vanificato lo sforzo dell’Amministrazione che con una campagna di informazione meticolosa ha reso pubblici modalità e tempistica dei conferimenti tramite una App e la presenza di un sito “http://www.differenziamoalghero.it/“. Si legge  che “amare la nostra Città vuol dire anche prendersene cura attraverso i gesti semplici e quotidiani della raccolta differenziata. Per garantire maggiore pulizia e decoro, rispettare l’ambiente e salvaguardare il nostro territorio è necessario che ognuno faccia la sua parte”. E siamo tutti d’accordo!
Ma allo sconcio delle nostre periferie a nord e a sud della città, si deve porre fine.
A poco serve che siano state assunte ulteriori unità operative stagionali all’interno della società che gestisce la raccolta, se poi si deve fronteggiare questo tipo di emergenza. Allora non rimane che avere il coraggio di predisporre un servizio di controllo che sanzioni in maniera esemplare coloro che irresponsabilmente e con scarso senso civico si rendono protagonisti di creare un ricettacolo d’immondizia  di queste proporzioni, proprio laddove l’amministrazione aveva previsto tutt’altro. Perchè è anche giusto interrogarsi persino di chi sia la colpa, se una città è sporca, e i cumuli fanno capolino un pò ovunque.

 


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