Domenica 11 Ottobre, aggiornato alle 19:42

I Consorzi di Bonifica della Sardegna all’Assemblea Nazionale Anbi

I Consorzi di Bonifica della Sardegna all’Assemblea Nazionale Anbi

i Consorzi di Bonifica della Sardegna all’assemblea nazionale Anbi. Siccità e cambiamenti climatici al centro dei lavori che si sono svolti a Roma il 5 e 6 luglio.

 

 

I sette Consorzi di bonifica della Sardegna hanno partecipato all’Assemblea nazionale Anbi che si è svolta a Roma il 5 e 6 luglio, nella sala congressi dello Sheraton Golf Parco Dè Medici.

Due giorni di dibattito sui temi legati all’acqua con il contributo di tecnici, politici, associazioni e ricercatori.

In particolare si è affrontato il problema dell’impatto dei cambiamenti climatici che si riflette, quest’anno più che mai, in un crisi idrica importante per tutto il Paese.

Il ruolo centrale di Anbi (l’associazione che rappresenta e tutela i Consorzi di bonifica) nella gestione delle acque irrigue è stato l’argomento al centro dei lavori. <Grazie alle opere idrauliche realizzate nel passato dai Consorzi di bonifica, la Sardegna riuscirà ad affrontare senza troppi disagi la condizione di siccità che sta interessando l’intero Paese>, ha detto Gavino Zirattu, presidente di Anbi Sardegna.

Mentre il resto dell’Italia sta soffrendo la sete, la fotografia idrica dell’Isola mostra una situazione ancora sotto controllo per gli agricoltori serviti dalle reti dei Consorzi di bonifica. La campagna irrigua per quest’estate dovrebbe andare avanti senza limitazioni e che con le adeguate correzioni alle normi attuali e con i giusti finanziamenti si potrebbero perseguire degli ottimi margini di miglioramento, estendendo in alcune zone i territori attrezzati e di conseguenza incrementando le superfici irrigabili.

In questo modo si darebbero risposte alla crescente richiesta degli agricoltori che si trovano fuori dai comprensori consortili.

Attualmente in Sardegna vengono invasati complessivamente circa un miliardo e 950milioni di metri cubi. 750milioni l’anno vengono utilizzati tra idropotabile (uso civile), agricoltura e industria. Le campagne assorbono 450 milioni di metri cubi.

<Il problema non è comunque superato, – avverte Zirattu – le condotte sono obsolete ed è necessario completare i collegamenti tra i bacini con le interconnessioni>.

 

 


Condividi: