I primi a essere sospesi – aveva spiegato il commissario straordinario di Ares Ats Sardegna, Massimo Temussi – saranno i dipendenti “no vax” che lavorano nelle strutture sanitarie del nord Sardegna: sono già pronte le prime lettere di sospensione dal servizio, di cui 17 destinate ai camici bianchi dipendenti di Ats Sardegna». Le altre lettere sono destinate a 8 medici convenzionati e 32 lavoratori dell’Aou di Sassari. «Per il personale che non si farà vaccinare, con la sola esclusione di quelli a cui non è possibile effettuarlo per specifici motivi sanitari, scatterà la sospensione immediata dello stipendio – conferma il commissario dell’azienda ospedaliero universitaria Antonio Lorenzo Spano – e i trasgressori saranno sottoposti anche a possibili sanzioni ancora più pesanti se dovessimo accertare che questa loro decisione possa determinare dei cluster all’interno dei nostri ospedali.
Ieri la sorpresa per molti assistiti, che fuori dalla porta, affisso in vetrata, nell’ambulatorio del loro medico di base c’era un cartello eloquente: “chiuso per sospensione dall’ esercizio delle professioni sanitarie”.
Un medico, che alla base della sua formazione aveva messo la scienza, la ricerca, l’uso dei farmaci per contrastare le malattie, di colpo lo si scopre avversario dell’unica arma oggi a disposizione dell’uomo per contrastare la Pandemia, il vaccino.
Una assurdità, che non può trovare giustificazione, ma siccome alle convinzioni di taluni, non si può incidere, sarebbe interessante sapere come ha fatto fronte sino ad oggi questo medico, per curare i suoi pazienti: avrà usato farmaci o si sarà affidato alle orazioni e all’acqua miracolosa?
Che solo a leggere un bugiardino di un semplice antiacido, che si assume per contrastare l’acidità di stomaco, o un anti infiammatorio per abbattere i dolori della quotidianità, c’è da rimanere solo distesi a letto e aspettare serenamente, senza ansia e angoscia, che passi il taxi che conduce a bassa velocità, al più grande condominio della città.








