Di seguito l’intervento di Nina Ansini ( Udc) medico di professione, tenuto in occasione del Consiglio Comunale aperto di sei giorni fa. Parla della Medicina del territorio, interno all’organizzazione Distrettuale. Evidenzia come , erroneamente, il focus di molti osservatori sia sugli Ospedali, mentre è il Territorio che deve dare le prime risposte all’interno di un percorso codificato, ma spesso non percorribile per mancanza di risorse umane.
“In questo particolare periodo,quando si parla di problematiche che riguardano il comparto sanitario ,a tutti i livelli (Tv -Stampa…)si fa riferimento soprattutto alle criticità legate alle prestazioni nelle strutture ospedaliere.
Io come MMG,in attività fino allo scorso anno,vorrei spostare l’attenzione sulla Medicina del Territorio che con i suoi Servizi, se funzionanti,porterebbe ad un alleggerimento del carico e delle pressioni sulle strutture ospedaliere. Ho predisposto una breve relazione ,che vado a leggere per informare l’aula sulle funzioni di questi servizi , in particolare PUA ed ADI, pregiudicati purtroppo da grave carenza di figure professionali operanti al loro interno. ( Medici, infermieri, assistenti sociali,amministrativi).
Il PUA -Punto unico di accesso- del Distretto di via degli Orti è il servizio con il quale l’Azienda Sanitaria assicura la valutazione e la presa in carico delle persone che a questo inoltrano richiesta,persone con problemi sanitari e socio-sanitari complessi Nasce come obiettivo dell’Azienda del raggiungimento di un nuovo modello di assistenza( i cosiddetti Servizi alla persona) basato sul principio di prendersi cura dei soggetti più deboli e fragili,nella complessità e globalità dei bisogni,con attenzione particolare anche al contesto familiare o di riferimento, il che comporta una integrazione tra interventi sanitari e sociali.
Nel momento in cui arriva la richiesta di assistenza,a seguito del contatto con chi l’ha formulata,questa viene verificata e valutata dal Servizio che trova la soluzione più adatta.Gli interventi possono essere fatti in autonomia se il bisogno è di bassa intensità,a fronte di bisogni più complessi interviene l’equipe interdiscilinare della UVT (Unità di valutazione territoriale) sempre di concerto con la persona e la famiglia).L’UVT è composta da un nucleo base -Medico di Assistenza distrettuale,operatore sociale dell’ASL o del Comune,che si avvalgono della collaborazione del Medico di Medicina generale o del Pediatra di libera scelta del paziente;da uno Psicologo che valuta i bisogni psichici e favorisce la comunicazione tra paziente ed operatori;da un Operatore sanitario specializzato nella tipologia del paziente. Dopo la valutazione questo gruppo stabilisce il percorso terapeutico personalizzato concordandolo con assistito e famiglia. Il PUA accoglie tutte le richieste per inserimento in RSA( residenze sanitarie assistite), Comunità integrate, trattamenti riabilitativi neurologici ed ortopedici,,trattamenti dei bambini con gravi disabilità intellettive e motorie ed autorizza il pagamento delle prestazioni alle strutture, effettuando cosi il controllo della spesa, necessario nel contesto della gestione aziendale.
Purtroppo la grave carenza di personale per l’espletamento di detto servizio porterà ad un ritardo nelle valutazioni delle persone più fragili , ad un ritardo nella predisposizione dei percorsi più idonei per assisterli ed ad un ritardo/blocco dei pagamenti alle strutture che gestiscono questi pazienti con gravi ed immaginabili conseguenze.
All’interno del PUA lavora anche L’ADI -Servizio di assistenza domiciliare integrata- il cui scopo è quello di ridurre i lunghi ricoveri ospedalieri e di erogare cure e prestazioni sanitarie terapeutiche o riabilitative a domicilio,con frequenza quotidiana o bi-tri settimanale, a pazienti non autosufficienti o terminali con interventi infermieristico-medico anche di tipo specialistico.
L’attivazione di questo servizio viene fatta solitamente dal MMG che la inoltra all’Unità di valutazione multidimensionale (UVM) cioè ad un equipe medica che valuta ,approfondendolo, il quadro clinico e redige un PAI (Piano assistenziale individuale).
Si fa presente che l’ADI nel Distretto movimenta 250/300 pazienti al giorno.
Tutto ciò detto e dando per scontato che l’Azienda abbia verificato e valutato la situazione,chiedo quali soluzioni siano state individuate o ,meglio, quali interventi siano stati programmati , a breve termine, per porre fine a questo stato di cose ed assicurare cosi la giusta ed adeguata assistenza a chi è già penalizzato da una triste sorte.








