Lunedì 23 Maggio, aggiornato alle 23:22

L’Opinione di Giovanni Spano e Antonio Delrio: “il fascismo non ha fatto cose buone”. A Punta Giglio un errore.

L’Opinione di Giovanni Spano e Antonio Delrio: “il fascismo non ha fatto cose buone”. A Punta Giglio un errore.

il fascismo non è minestra riscaldata ma attuale con la sostituzione di alcuni ingredienti.

Credendo si trattasse di puro qualunquismo social, tollerabile ancorché prodotto da esponenti più o meo attivi politicamente, il gruppo che rappresento non aveva intenzione di esprimersi sul “revisionismo” algherese degli anni del Regime. Tuttavia quando questi concetti vengono pubblicati su testate, necessita esprimere delle argomentate ragioni contrarie.

Considerando una sciocchezza assoluta la devastazione delle vestigia storiche, anche quelle più discutibili, resta da sottolineare come una discussione seria sul tema del fascismo, non possa passare da altri versanti se non quelli che concernono i disastri che questa “ideologia” liberticida produsse. Non è serio qualsiasi discorso che inizi “ma ha fatto anche cose buone”. Il Fascismo non ha fatto cose buone! Esiste un’architettura del regime, si può essere; merita di essere distrutta? No ovviamente, al pari dell’assurdo cambiamento della toponomastica o dello spostamento di statue più volte proposto dagli “indipendentisti” sardi, in merito a casa Savoia. La testimonianza storica non può e non deve essere cancellata in base al gradire o meno dei contemporanei, tuttavia per il sotteso utile restauro delle scritte eseguito nei fabbricati di Punta Giglio il discorso è diverso. Una parte significativa di cittadini lo considera un errore, partendo da tante considerazioni diverse. Personalmente credo che lo sia. Le scritte andavano salvaguardate come erano, sbiadite dal tempo e danneggiate dal passare delle genti. Perché credo questo? Cosa cambia nei fatti? Cambia assolutamente l’approccio del visitatore, che spesso è immaturo dal punto di vista storico per capire di cosa realmente si tratti, figuriamoci consumando un aperitivo al loro cospetto. Si sprecheranno gli stupidi selfie e quel luogo non lo merita. Molti militari destinati a quell’avamposto avevano combattuto in altri teatri di guerra o lo fecero dopo e in quelle scritte vedevano l’ipocrisia del sacrificio richiesto a loro e ai commilitoni catturati o uccisi. Una violenza nella violenza, sapendo quanto erano vuoti e folli quegli slogan che avevano buttato l’Italia in una carneficina, eterodiretta da Berlino. Quei luoghi dove ora si pasteggia e si può soggiornare hanno conosciuto la fame dei soldati, che spesso aggiungevano qualcosa al rancio buttano una bomba a mano in acqua. Tutto questo può essere compreso da chi prende in quel luogo l’aperitivo? No, non credo. Può essere compresa l’atrocità del Fascismo da chi magari in posa si fa ritrarre con quegli slogan dietro? No, non credo. Il sito doveva essere recuperato e da molto tempo ma come luogo esclusivamente museale. Il Fascismo che ora alcuni cercano di sdoganare come un semplice periodo storico non è stato costruttore ma principalmente distruttore. Distruttore della libertà alla sua nascita, tramite l’uso sistematico della violenza contro gli avversari politici. Distruttore dell’unitarietà delle genti italiche cercando dei distinguo in un paese che è stato un crogiuolo di civiltà, attraverso decine di provvedimenti razzisti. Distruttore di persone, con la guerra e collaborando con crimini dei campi di sterminio nazisti. Quanti architetti sono stati uccisi dopo la tappa nella strada della morte che dalla risiera di San Saba portava ad Aushwitz? Quanti ingegneri? Quanti scienziati? Quanti cittadini italiani che avrebbero potuto lasciare ancor più di ciò che fu fatto da un regime totalitario? Tutto questo emerge chiaro a chi si reca in quel luogo? No e non credo lo sia anche per questi personaggi algheresi che si improvvisano storici.

Il piccone del costruttore fascista ha abbattuto tanto rispetto a quello che fu costruito, ad esempio il viale per l’impero di cartapesta ha visto la devastazione di costruzioni ed antichità o il palazzo Bianchi della stazione Termini, poi non riedificata dai fascisti poiché erano già direzionati verso la guerra. Il fascismo ha prodotto gli eventi che hanno portato al bombardamento delle nostre città e permesso di scorrazzare nello stivale ai criminali discendenti di Alarico! Questo è, prima di ogni altra cosa il fascismo, lo stesso i cui vertici si misero in fuga con l’oro della patria! Tolto alle donne a cui avevano strappato già i figli e i mariti!

Il restauro operato sui manufatti di Punta Giglio ancorché lecito e legittimo, resta comunque inopportuno, non solo per le scritte riproposte in maniera pacchiana. Resta comunque un precedente che temo si riproporrà in altri luoghi del Parco di Porto Conte, stante la vecchia politica (bipartisan) al potere nella città.

Sembra quasi assurdo come quella zona di tutela integrale abbia visto lavori ed usi che quasi quasi il resto della bonifica storica non può fare; ma questa è un’altra storia.

Le considerazioni espresse credo siano doverose ed importanti, poiché il revisionismo storico di questi tempi, sul defunto periodo fascista, può servire come base d’appoggio ai fascisti del terzo millennio, che conditi con ingredienti diversi esprimono il medesimo fetore liberticida, pur avendo l’ardire di invocare la libertà come un loro slogan” Dott. SPANO Giovanni Baldassarre e Antonio DELRIO, gruppo Poder Popular per Alghero.

Nella foto Giovanni Spano


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