Oggi mercoledì, 22 settembre, si terrà l’assemblea pubblica del comitato “Punta Giglio Libera“, nello spazio esterno davanti al ResPublica in piazza Pino Piras.
L’assemblea si svolgerà a partire dalle ore 18.30, all’aperto e nel rispetto delle disposizioni anticovid per garantire la sicurezza dei partecipanti, e vedrà la partecipazione di rappresentanti del comitato, delle associazioni ambientaliste e culturali algheresi, e delle cittadine e dei cittadini che sostengono la mobilitazione.
L’incontro è aperto a tutte le persone interessate a collaborare e partecipare alla causa in difesa di Punta Giglio, per richiedere il blocco immediato dei lavori del progetto “Rifugio di Mare”, iniziati lo scorso marzo nelle strutture della ex Batteria SR413 situate all’interno di una zona a tutela assoluta, con vincoli speciali ambientali SIC (Sito di Importanza Comunitaria) e ZPS (Zone Speciali di Conservazione) della rete ecologica europea Natura2000.
In allegato alla comunicazione c’è il testo dell’appassionata lettera all’attenzione personale del Vescovo letta dall’architetto e poeta Joan Oliva in occasione della XVI “Giornata per la custodia del Creato – Transizione ecologica e nuovi stili di vita” che si è tenuta sabato scorso a Casa Gioiosa, la sede dell’ente Parco di Porto Conte, per segnalargli quello che sta succedendo nel Parco di Porto Conte, sempre più oggetto di mire speculative privatistiche, in particolare nel sito di Punta Giglio, e chiedergli di prestare attenzione e di farsi portavoce delle preoccupazioni e degli scrupoli delle migliaia di cittadini che si stanno mobilitando per liberare e salvare quest’angolo di eccezionale valore ambientale e culturale prima che diventi definitivamente un “paradiso perduto”.
Da parte del Comitato si segnala “che lo scorso fine settimana è stato riaperto a sorpresa il compendio del sentiero di Punta Giglio fino al cantiere in cima – che naturalmente è ancora chiuso al pubblico e all’attenzione dei curiosi – dove proseguono ancora adesso i lavori, con l’anomalia dei soci della cooperativa che chiedevano all’ingresso i nominativi dei cittadini che sono entrati nel sito passando dall’ingresso principale. Ci chiediamo quanto sia normale e lecito chiedere i nominativi a chi entra in un parco naturale regionale pubblico e chi abbia autorizzato la cooperativa a identificare e richiedere le generalità ai cittadini. Ma ormai non ci stupiamo più di nulla e qualsiasi cosa in questa vicenda sembra consentita, perchè da mesi l’area di Punta Giglio è diventata zona franca dove è concesso tutto e il contrario di tutto, in barba alle regole e alle leggi che valgono per chiunque al di fuori2, conclude la nota del Comitato Punta Giglio Libera.
Foto d’archivio di Assemblea del Comitato in Piazza Pino Piras








