Nel giorno in cui una delegazione del PD sta per far vista all’ex compendio militar di Punta Giglio, Giovanni Oliva, l’Architetto attivista nel Comitato che si oppone ai lavori che si stanno effettuando nell’ex batteria, pubblica un post sul suo profilo, che aggiunge di colpo una novità assoluta nella querelle fra Comitato per Punta Giglio e attuale Amministrazione. Giovanni Oliva chiama in causa pesantemente l’attuale Sindaco, Mario Conoci.
La storia dell’iter amministrativo si complica ogni giorno di più e ogni giorno si trovano nuovi elementi che chiamano in causa gli amministratori in carica. Oliva cita il Protocollo d’intesa sottoscritta fra Agenzia del Demanio Direzione Regionale della Sardegna e Comune di Alghero. Evidenzia quanto scritto, le date, e le scadenze. Si parla di accordi, di atti, formali sottoscritti.
Afferma Oliva “Il Protocollo d’Intesa fra il Comune e l’Agenzia del Territorio lo ha rinnovato lui in extremis? Ci faccia capire.
“La durata del presente Protocollo è stabilita in anni 3 (tre), decorrenti dalla data di sottoscrizione, rinnovabili su accordo delle Parti.” Così si legge nel documento sottoscritto il 12.07.2017 dall’ex sindaco Mario Bruno per il Comune di Alghero e dal vice direttore regionale Gianluca Palla per l’Agenzia del Demanio.
Quindi quel Protocollo d’Intesa sarebbe di fatto scaduto il 12.07.2020 quando i lavori relativi al progetto per l’albergo sulla falesia di Punta Giglio in questione, non solo non erano ancora stati avviati, non solo non era stato ancora autorizzato il progetto, ma l’iter della pratica era stato protocollato appena da poche ore!
Il sindaco in carica Mario Conoci ha quindi rinnovato il Protocollo d’Intesa con un suo atto formale? In che data?
Domande che non sono semplici dissertazioni sul social, che di colpo imprimono alla disputa fra ambientalisti e amministrazione, una virata, citando atti e date, visibili e consultabili da tutti. Il Protocollo d’intesa, alla data citata in scadenza da Giovanni Oliva, doveva essere rinnovato? Con ulteriore atto formale? Sono queste le domande, ulteriori, che da oggi irrompono nella disputa, e le risposte potrebbero essere contenute anch’esse nell’art.6 ( disposizioni finali) del Protocollo d’intesa.








