Ieri il Comitato per Punta Giglio è sceso in piazza. Dalle ore 18,30 dal Colle del Balaguer è partito un corteo, che ha attraversato la città, sino a raggiungere Piazza Pino Piras, nel cuore della città vecchia, ormai assunta ad Agorà algherese. La giornata torrida non ha fermato organizzatori e attivisti, e alla sfilata hanno aderito centinaia e centinaia di persone, ben più di quanto alla vigilia si attendesse. Striscioni, cartelli, slogan gridati con un megafono, hanno fatto sapere, se del caso, a chi in città si è distratto, che la rifunzionalizzazione casermetta di Punta Giglio nel cuore del Parco di Porto Conte, è oggetto di duro scontro.
E vedere tanta gente, sfilare, in una manifestazione di dissenso ordinata, aggiunge ancora e ulteriormente un messaggio verso la classe politica che non può pensare che sia solo l’iniziativa goliardica di quattro disperati. Per le vie, tantissima gente si è fermata di lato ed ha applaudito i manifestanti, persino dalle finestre sono arrivati loro attestati di sostegno.
“Quel che il Comitato Punta Giglio Libera chiede, insieme a una frangia sempre più numerosa della popolazione (non solo algherese) è il blocco immediato dei lavori per la costruzione del “Rifugio di Mare”: un albergo da 20 posti letto con bagno in camera, ristorante da 80 coperti (30 dei quali esterni) e piscina da 18 mt, a causa dei quali si sta intervenendo con mezzi pesanti che fanno uso di martelli demolitori idraulici, in un’area a tutela assoluta, SIC (Sito di Interesse Comunitario) e ZPS (Zona Protezione Speciale), scavando una conduttura fognaria per la lunghezza di 3,5 Km lungo un sentiero naturalistico tra i più belli d’Europa, nonché modificando l’assetto originario della ex-Batteria SR-413 tutelato da vincoli archeologico-paesaggistici. Dal 31 maggio, l’intera area di Punta Giglio, compresa l’amata spiaggia della Bramassa, è inaccessibile al pubblico”- hanno ribadito i manifestanti.
Una situazione paradossale, dove si contesta l’iter autorizzativo, che a leggere gli atti, i verbali della conferenza di servizi, permette interventi che, a detta degli oppositori, non si potevano fare.
E il livello dello scontro si è ulteriormente elevato, da quando in azione sulla stradina di Punta Giglio, sono entrati i Caterpilar. Un affronto alla sensibilità di tutti coloro che pretendono che a Punta Giglio la natura e il suo habitat vengano rispettati.
Una brutta pagina nella storia dell’ambientalismo algherese, dove caso unico e raro, gli ambientalisti che si sono battuti per la creazione e la nascita del Parco, sono oggi gli avversari più agguerriti degli Amministratori pro tempore del Parco stesso.
Come finirà questa storia, oggi, nessuno è in grado di dirlo. Quel che è certo, è che dopo la manifestazione di ieri, fatta di grande partecipazione, unica nella storia di Alghero, non si può continuare a ignorare che ci sia un problema di comunicazione fra Ente e cittadini. Il Sindaco di Alghero, compirebbe un gesto di rispetto verso tutti, favorevoli e contrari, se si rendesse protagonista di costruire un ponte di dialogo fra due parti che si combattono a distanza. La città su questo tema si è inchiodata, fossilizzata, e incapace di trovare, con uno scatto di reni, una via d’uscita che non sia solo giudiziaria. Perché la via giudiziaria, auspicata da tanti, è la certificazione del fallimento della politica.








