Lunedì 12 Ottobre, aggiornato alle 20:15

Punta Giglio, Giovanni Oliva si rivolge alla Soprintendenza: “Ci costringete a scendere in piazza a manifestare, a protestare per strada”

Punta Giglio, Giovanni Oliva si rivolge alla Soprintendenza: “Ci costringete a scendere in piazza a manifestare, a protestare per strada”

“Carissimi colleghi architetti Daniela Scudino e Bruno Billeci della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Sassari e Nuoro” – scrive Giovanni Oliva in un post sul suo profilo Fb. Ancora, e soprattutto nel giorno in cui il Comitato per Punta Giglio scende in Piazza, per sfilare, in una maniera mai vista prima d’ora dagli ambientalisti nostrani, per alzare il volume delle proprie richieste, che sono prima di tutto, fermare i lavori dei tre caterpillar sulla stradina che sta conducendo alla sommità del promontorio. Una situazione incredibile, che sta catalizzato l’attenzione di tutti i media su una problematica che imbarazza e non poco la politica a livello locale, management del Parco di Porto Conte compreso. E Giovanni Oliva, ancora, si rivolge a due dirigenti della Soprintendenza scrivendo:

“scusate l’irrituale mia insistenza, ma non riesco a immaginare che voi non vi sentiate come me turbati nel constatare con quali modalità sciagurate e con quali effetti disastrosi, i privati, cui avete autorizzato gli interventi a Punta Giglio, li stiano realizzando.

Fin dai primi giorni dell’ “accantieramento” hanno iniziato in maniera sbrigativa, segando alberi, abbattendo siepi, devastando cespugli anche di piante protette, aprendo e allargando sentieri (in evidente difformità alle vostre stesse prescrizioni). Sarebbero bastati quei primi atti sconsiderati per aver sufficienti motivi per fermarli!

Ora con una modalità devastatrice, utilizzando ben tre caterpillar muniti di martellone, hanno squassato la stradella rendendola ormai irriconoscibile e tutto questo per realizzare, in fretta e furia (e senza scrupolo per i danni causati al delicato contesto naturalistico) quella che nelle contestabili autorizzazioni sarebbe dovuta essere una canaletta a sezione obbligata lunga 3,5 km circa, di soli 20cm di larghezza per 50cm di profondità. Hanno provocato danni e alterazioni dei luoghi difficilmente ripristinabili (in evidente difformità alle vostre prescrizioni).

Avevate promesso l’alta vigilanza sui lavori, un attento monitoraggio al fine di ridurre l’impatto sull’ambito di tutela e sulle specie tutelate.

E’ possibile che neanche ora interveniate con l’opportuna severità richiesta dal caso che è davanti agli occhi di tutti coloro che amano il nostro patrimonio collettivo naturale, paesaggistico e storico e che sono sgomenti nel vedere ciò che sta accadendo a Punta Giglio!

Ci costringete a scendere in piazza a manifestare, a protestare per strada per chiedere che vengano rispettate le norme di tutela?

Vi prego, siate responsabili e all’altezza dei vostri compiti!

FERMATE QUEI LAVORI! – conclude Giovanni Oliva.

Foto dal profilo Fb di Giovanni Oliva

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