E così ora, e di pià, si è presa coscienza che Punta Giglio è proprietà privata, in gran parte. Quegli 11 blocchi di cemento da 3,5 metri cadauno, sistemati proprio alla base del promontorio, sono la prima testimonianza. Piccoli cartelli sono presenti “ proprietà Privata” si legge. C’è oggi, come ieri, di prima mattina, un via vai di persone a piedi che, come solito, procedono verso i luoghi frequentati da una vita.
La vettura dove si parcheggia? La disperazione di tanti , poi la sistemazione sulla strada provinciale, altri più attenti si spingono sino a Porto Conte, di lato al MASE. C’è chi arriva a piedi, e chi è costretto fare marcia indietro per l’impossibilità di parcheggiare. Evitiamo di accennare ai commenti che si registrano e neanche sommessamente.
Solo i ciclisti hanno via libera. Ma il bello deve ancora arrivare.
All’altezza dello svincolo per la Bramassa, la strada è chiusa. Chiusa, interdetta, e non delimitata, ma chiusa da una recinzione metallica di tipo
L’Accesso al mare, al mare della Bramassa, alla scogliera frequentata da una vita, non è possibile. Altro che cemento armato che si trova ai piedi del promontorio, che si scavalca e si procede, qui per procedere, per andare al mare della Bramassa bisogna scavalcare un recinzione metallica, con tutti i rischi insiti in tale “avventura”.
E’ la guerra in corso fra la proprietà dei Terreni, la Borgosesia Spa, e la Regione Sardegna ed Ente Parco dall’altra.
Si usa il termine “guerra” non a sproposito, perché si tratta di una prova di forza da parte di chi, da una parte, possiede quasi 300 ettari di terreno contiguo all’area oggi Parco, e volendo disfarsene, lo vorrebbe cedere al Demanio Regionale in cambio di una permuta. O meglio, trattandosi di un terreno, in una zona dove praticamente è impossibile realizzare alcunchè, si chiami business o speculazione, si è da tempo cercata una interlocuzione con gli Enti Regionali, che a compromessi sino ad ora non sono scesi. Ai proprietari privati, del terreno non è rimasto altro che recintare l’area di pertinenza. Quindi off limits l’area di sosta i piedi del promontorio, chiuso l’accesso alla Bramassa, l’accerchiamento del bene a fruizione pubblica, oggi gestita dell’Ente Parco di Porto Conte, si sta portando a completamento.
La Borgosesia Spa è una holding quotata in borsa. Oltre al 75% di Punta Giglio, detiene anche una vasta area tra Cala Dragunara a Pischina Salida. Il restante 25% la possiede la stessa società in comproprietà indivisa con la Regione Sardegna.
Dopo questo passo, la classe politica locale, che amministra pro tempore, non può più far finta di niente, deve trovare il tempo e la volontà di affrontare un problema , non voltando le spalle e prendendo tempo, ma trovando soluzioni e percorsi che conducano alla soluzione di una tematica che rischia di offuscare la funzione – fruizione del Parco Regionale di Porto Conte, che a vedere le carte sembra quasi un intruso in casa propria. Ed è qui che la politica deve intervenire ed esporsi, , perché il suo ruolo le impone una presa di posizione chiara e una decisione inequivocabile.
Corre l’obbligo ricordare, per dovere di cronaca, che nel corso della mattinata la recinzione è stata rimossa, aperta al transito. Non è dato sapere chi abbia rimosso l’interdizione, peraltro senza cartello informativo, ma come si vede dalla foto il transito è possibile. Quindi la zona è interdetta, forse, anzi no, per ora.







