Lunedì 12 Ottobre, aggiornato alle 22:57

Alghero, cala il sipario sul Mare Llengua Festival: quattro giorni di lingue, musica e identità, bilancio molto positivo

Alghero, cala il sipario sul Mare Llengua Festival: quattro giorni di lingue, musica e identità, bilancio molto positivo

 

Alghero – Si è chiuso con un lungo applauso finale  al Teatro Civico il Mare Llengua Festival, quattro giornate che dall’8 all’11 ottobre hanno trasformato Alghero nella capitale europea delle lingue minoritarie. Un successo andato oltre le aspettative per presenze, qualità artistica e partecipazione.

Promosso dall’Associazione Culturale Cabirol ha visto la partecipazione di  Omnium Cultural, Obra Cultural e Società Umanitaria con la conduzione di Rachele Falchi e Giovanni Chessa , il festival ha diffuso il suo programma in tutta la città: Teatro Civico, Lo Quarter, Sala San Francesco, Auditorium I.T.C. Roth. Formula vincente quella del doppio binario: la mattina l’approfondimento istituzionale con punti stampa delle 12.00 a Lo Quarter, la sera la festa popolare e dopofestival open mic che hanno tenuto vivo Lo Quarter fino a tarda notte.

Momento molto partecipato il convegno inaugurale di giovedì 8 ottobre nella Sala San Francesco: “Le minoranze linguistiche in Italia, quale futuro?”. Attorno allo stesso tavolo Piana degli Albanesi, l’Istituto Ladino di Fassa e l’Associazione Articolo 6, che riunisce le 12 minoranze storiche tutelate dalla Legge 482/1999. Un confronto schietto sul rischio di folclorizzazione e sulla necessità di politiche concrete per la scuola e i media.

Da lì in poi, il programma è stato un crescendo.

Giovedì sera l’emozione dello spettacolo corale in algherese “Les veus de Garulè”, quaranta voci sul palco del Civico. Venerdì spazio al cinema con i documentari su lingua occitana e bretone e poi il concerto di Agathe Catel con Antonio Fortunato e Gianluca Porcu, Nunc Duo e Joan Peiró Aznar.

Il clou sabato 10 ottobre con l’ospite d’onore Lluís Llach. Alle 18.00 al Quarter l’incontro affollato “Lluís Llach i la revolució de la llengua en la Nova Cançó”, alle 21.00 al Teatro Civico la serata di premiazione dedicata alla canzone in catalano, nei dialetti e nelle lingue minoritarie, con un omaggio sentitissimo alla canzone catalana e algherese. Con ovazione al monumetale Lluis Llac che ha deliziato i presenti con un fuoriprogramma dal palco.

Ieri, domenica 11 ottobre, la chiusura con il concerto del Sandra Bautista Trio, la proiezione de “L’architetto di canzoni” di Claudia Crabuzza e la serata finale “La vida, amic, és l’art de l’encontre”, dedicata a Sergio Secondiano Sacchi, che ha visto sfilare sul palco del Civico artisti in tutte le lingue minoritarie del festival.

Teatro Civico sempre pieno, Lo Quarter vissuto da tante persone, studiosi e turisti. Ma soprattutto, Alghero ha confermato la sua vocazione naturale: non solo vetrina, ma laboratorio vivo dove l’algherese dialoga con l’arbëreshë, il ladino, l’occitano e il bretone.

“Il Mare Llengua ha dimostrato che le lingue minoritarie non sono un patrimonio da museo, ma materia viva che produce cultura contemporanea”, è stato il commento degli organizzatori a fine festival.

Appuntamento già fissato: il festival tornerà nel 2027.

Nella foto Joan Peiró Aznar e Yasmine Bradi

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