Martedì 13 Ottobre, aggiornato alle 22:57

Punta Giglio – la Segreteria del Ministro Franceschini: é un intervento per incoraggiare il turismo di qualità.

Punta Giglio – la Segreteria del Ministro Franceschini: é un intervento per incoraggiare il turismo di qualità.

Di seguito la risposta della Segreteria Particolare del Ministro Franceschini, che risponde alla richiesta fatta da Maria Antonietta Alivesi a nome del Comitato  Punta Giglio Libera, perché intervenisse nel fermare i lavori.

“Il Ministro Franceschini ringrazia per la fiducia accordata e per la passione civica  che dimostrate, ma tiene a precisare che mai può esserci una decisione politica su questioni puramente tecniche come quella del progetto che interessa all’ex caserma di Punta Giglio ad Alghero,  il ruolo di un Ministro infatti è l’indirizzo politico e il suo operato non interferisce in alcun modo con lo svolgimento dell’attività tecnico – amministrativa.

Ciò premesso- si legge nella nota pervenuta dalla segreteria particolare del ministro della cultura Franceschini,  vi invitiamo ad avere fiducia nel fatto che saranno espletate tutte le attività di controllo previste dalla normativa, confidando nella preparazione e capacità tecniche dei nostri funzionari che sin dall’inizio hanno dato la massima attenzione a questo intervento il progetto autorizzato , è la rielaborazione di una prima proposta respinta dalla soprintendenza perché l’ampliamento previsto della casermette principale e dei numerosi annessi, avrebbe alterato non solo le caratteristiche del complesso architettonico ma anche le valenze paesaggistiche dell’area. Il progetto approvato invece è frutto di numerosi sopralluoghi e riunioni con i progettisti e rappresentanti del demanio dello Stato, dell’Ufficio a Tutela del Paesaggio Regionale e dell’ente Parco ed è improntato al restauro conservativo delle architetture militari ,che saranno  valorizzate in un percorso espositivo e naturalistico capace di evocare la memoria storica del luogo.

 In particolare il recupero dell’edificio principale, che già in origine ospitava il dormitorio dei militari i servizi igienici la cucina la mensa, sarà destinato a struttura ricettiva secondo la formula del rifugio di mare, attraverso limitatissimi interventi volti a preservare tutte le finiture originarie ,come i pavimenti e le superfici , sulle quali sono presenti iscrizioni i disegni dei militari risalenti alla seconda guerra mondiale. La struttura –prosegue la nota- sarà composta da sei stanze da letto triple con bagno e una stanza doppia con bagno per disabili oltre alla sala cucina pranzo i servizi igienici e il deposito saranno realizzati utilizzando i vuoti interrati delle vecchie cisterne.

Non è più prevista la piscina ma una semplice vasca di limitata ampiezza e profondità, da ricavare all’interno di una delle cisterne esistenti con la sola modifica della lastra di copertura . Il sistema di illuminazione esterna sarà costituito unicamente da elementi segnapasso di minima altezza con luce proiettata verso il piano di calpestio e sarà limitato al numero di elementi illuminati strettamente necessario per la sicurezza lungo i percorsi principali di accesso alla casermette , e negli spazi di immediata pertinenza. Infine la trincea della fognatura sarà scavata nella sede del tracciato stradale esistente sotto la sorveglianza di un archeologo.

Dopo anni di abbandono quindi questo luogo riprenderà vita grazie al recupero architettonico del manufatto militare nel pieno rispetto della memoria e della dignità storiografica del posto e in accordo con lo spirito della legge in cui si inquadra l’intervento quello di incoraggiare il turismo di qualità.

Nel precisare che le procedure di assegnazione della struttura sono di competenza del demanio, informiamo infine che la questione sarà argomento della risposta all’atto di sindacato ispettivo ( Interrogazione ) presentato recentemente alla Camera. In  quella sede questa Amministrazione fornirà eventuali ulteriori informazioni ricordiamo conclude la nota che la soprintendenza ed ha sempre impegnata nel perseguire il vostro stesso obiettivo di salvaguardia del paesaggio e della sua storia”.

Una risposta stupefacente. che di fatto non aggiunge alcunchè in termini di novità rispetto a quanto da tempo asseriscono gli attori della vicenda, Soprintendenza, Parco, Amministrazione. Se si legge la nota, mai una sola volta si trova l’area dove insiste l’intervento. Non si rileva nella nota che l’area è nel  Parco  Naturale,  zona ZPS e area SIC. E stupisce che si faccia riferimento allo spirito della legge in cui si inquadra l’intervento, quello di incoraggiare il turismo di qualità. Da chi ha proposto l’intervento, da chi lo ha autorizzato avevamo capito altra cosa, che con il turismo di qualità, se non elitario, aveva poco da condividere.


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