Giovedì 13 Maggio, aggiornato alle 10:47

Meteo ad Alghero: Meteo Alghero

Punta Giglio, salta la mediazione con la Borgosesia Spa, Antonio Pala: non c’è nessun intento speculativo

Punta Giglio, salta la mediazione con la Borgosesia Spa, Antonio Pala: non c’è nessun intento speculativo

L’incontro di ieri fra Parco di Porto Conte e la Società Borgosesia, è andato deserto. In una lettera di preavviso fatta un’ora prima il Parco lo aveva comunicato. L’incontro fra le parti rappresentava un passaggio obbligato nell’ambito dell’azione civile intentata dalla società per rientrare in possesso dell’area dopo che ogni tentativo di accordo dal 2019 a oggi è stato vano. Lo scorso anno fra Ente Parco e società Borgosesia si sottoscrisse un comodato d’uso gratuito, allo scadere del quale la proprietà, in assenza di accordo, deve ritornare ai legittimi proprietari.

Lo stupore in seno alla Borgosesia SPA è tanto, non fosse altro che davvero, in questi giorni si erano create le premesse perché la vicenda trovasse una soluzione, con soddisfazione da parte di tutti: da una parte l’Ente Parco avrebbe acquisito un patrimonio di 300 ettari, e la società privata avrebbe ottenuto una controparte, di fatto una permuta.
Noi non abbiamo assolutamente nessun intento speculativo, e siamo anche convinti e certi che tutto quel patrimonio, è giusto che torni ad essere patrimonio pubblico” afferma Antonio Pala, l’uomo che funge da referente della società Borgosesia. Da tre anni cerca di trovare una via d’uscita, ma ad oggi non si riesce a chiudere un accordo.
“Abbiamo proposto un’azione civile nei confronti dell’Ente Parco per rientrare in possesso dei terreni di Punta Giglio di proprietà esclusiva della della Borgosesia S.p.A.. ed è nostro intendimento entrare in possesso di questi terreni perché ad oggi vengono utilizzati in maniera indebita. È scaduto il contratto di comodato che era stato siglato con l’Ente Parco, a dicembre, e ci sono responsabilità civili e penali che restano in capo alla società Borgosesia per quanto riguarda il comprensorio. Entrarne in possesso per la conseguente manutenzione, tenuta in sicurezza, vigilanza ecc.
La mediazione prevista ieri – continua Antonio Pala – era una mediazione obbligatoria, contemplata quando si va in sede giudiziale, nel procedimento civile, e credevamo che dopo le affermazioni pubbliche dei due assessori regionali, quello dell’ Ambiente Gianni Lampis e quello al Demanio Quirico Sanna, dove sì faceva espresso riferimento alla volontà di acquisire questo patrimonio privato, come bene pubblico, si pensasse alla mediazione, con l’ente Parco delegato dalla regione.

In sostanza non aveva senso andare in tribunale per rientrare nel possesso, perché c’era la ferma volontà di acquisirlo al patrimonio pubblico.
Nessuno ha intenti speculatori, nessuno vuole approfittare della situazione, qua bisogna soltanto risolvere una questione che ha del grottesco” puntualizza Antonio Pala.
L’ente Parco per far accedere all’area, come noto, fa pagare un biglietto, compresi i diritti di immagini contenuti in un disciplinare per chi vuole effettuare riprese a fini commerciali nell’area del Parco stesso. E’ un patrimonio privato, quindi non lo si può rappresentare come un bene pubblico.
E’ giusto che rientri nel possesso della collettività – afferma Antonio Pala – non dimentichiamo che la Borgosesia è una società per azioni, peraltro quotata in borsa, che ha dei soci, pertanto il valore dei terreni va messo a bilancio, qualcosa la si deve riconoscere.
È stato presentato dalla Borgosesia un ATP, ovvero un Accertamento Tecnico Preventivo, presso il tribunale di Sassari, il quale nomina un perito super partes che attrubuisce un valore ai terreni.
Una situazione grottesca dove c’è un privato che possiede i terreni in proprietà esclusiva, sui quali oggi insistono parcheggi, servizi, luce acqua. Una delimitazione con divieto di accesso al Parco e ai suoi fruitori, farebbe scoppiare un caso. Per intenderci questi terreni la società potrebbe metterli in vendita nel mercato internazionale, cederli, con tutti i rischi che ciò comporta.
Ma a preoccupare sono persino le responsabilità civili e penali in capo alla proprietà. E oggi in capo a chi sono le responsabilità?
Una storia che si aggiunge oggi di un altro capitolo,ma la parola fine dev’essere ancora scritta.


Condividi:


Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi