La campagna di screening ‘Sardi e sicuri’, nel nord dell’Isola, si chiude con un totale di 28.892 test eseguiti nelle giornate di sabato (dove i tamponi antigenici effettuati sono stati14.492) e domenica (14.400). Quindici i comuni del sassarese, inclusa la città di Sassari, che nel fine settimana hanno partecipato al progetto della Regione.
Lo screening anti-Covid, il più importante mai realizzato in Sardegna, proseguirà fino alla copertura dell’intero territorio regionale. Dall’inizio della campagna hanno aderito all’attività di contrasto al virus poco più della metà dei comuni della Sardegna (190) e sono stati effettuati circa 290 mila test per la rilevazione del virus.
Oggi però, sul test c’è una stroncatura:”Test antigenici rapidi non rilevano varianti”.
Secondo lo studio “Emersione di varianti genetiche dell’antigene N SarsCoV-2”, pubblicato in questi giorni su medRxiv dai ricercatori del Dipartimento di Medicina Molecolare di Padova e condotto dal virologo Andrea Crisanti, i Test antigenici non rivelerebbero le varianti genetiche compromettendo quindi la capacità di utilizzare i test antigenici sia per la diagnosi che per i test di massa volti a controllare la trasmissione del virus.
Sono il risultato degli studi da parte di un team di lavoro, con il noto virologo che ha coordinato i lavori, dove Andrea Crisanti afferma: “Si ipotizza, quindi, che l’utilizzo di massa dei test antigenici rapidi possa involontariamente favorire la diffusione di varianti virali non rilevabili da parte di questi test contribuendo, così, alla loro libera circolazione e all’inefficacia del loro contenimento”.
Questi risultati – è stato detto – forniscono una prima prova che l’utilizzo di massa dei test antigenici per bloccare la trasmissione del virus, favorisce la diffusione di varianti non rilevabili del virus come conseguenza della pressione di selezione esercitata dal test stesso. Questa conoscenza, mentre espande la nostra comprensione della plasticità del virus, fornirà il fondamento per implementare approcci migliori e più informati nell’utilizzo di test antigeni sia per la diagnosi che per gli approcci di controllo”.
Questo studio, che risale alla fine di MARZO , getta un profondo dubbio sul valore che questo screening possa avere in Sardegna. Si tenga nella debita considerazione che questo tipo di screening ha bisogno di personale sanitario e parasanitario, che giocoforza, si toglie da altri e più pressanti impegni, si pensi uno per tutti all’attività vaccinale.
Questa attività è prevista ad Alghero nel fine settimana, ed è stato reso pubblico da giorni che “Sabato 17 aprile e domenica 18 aprile la campagna di screening Sardi e Sicuri, promossa dalla Regione Sardegna e realizzata da ARES – ATS Sardegna, arriva nei Distretti di Alghero e Ozieri: durante il fine settimana tutti i cittadini possono effettuare il tampone naso-faringeo per la rilevazione del Coronavirus.
E la domanda è quasi scontata: E’ solo spreco di risorse ed energie?








