Entro 24, massimo 48 ore, il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas dovrebbe adottare i provvedimenti annunciati ieri per frenare la salita della curva dei contagi, e cioè uno “Stop&Go” di 15 giorni per le principali attività, con contestuale chiusura di porti e aeroporti per limitare in modo rapido ed incisivo la circolazione delle persone e, con esse, del virus. Si parla di fine settimana e di inizio della prossima.
Ci si interroga sullo stop&go annunciato ieri. La Sardegna si chiude totalmente come a Marzo, o c’è la possibilità solo di un coprifuoco come quello che altre regioni stanno adottando?
Qualunque cosa si faccia fra la popolazione, da ieri, dopo l’annuncio, c’è stata una presa di coscienza che la situazione è grave.
E sono i numeri a preoccupare. Di per se ieri la curva dei contagi resi noti dalla Regione non erano in assoluto i peggiori, ma sono altri numeri che destano molta preoccupazione.
Il problema di queste ore è cercare la via d’uscita a un collo di bottiglia dove la Regione rischia di essersi infilata. Tutto a causa di una programmazione estiva vicinissima a zero, eppure anche in estate non si è mai smesso di parlare di fase due, di posti letto in terapia intensiva da creare, di prevedere scenari e programmare le contromisure. Niente! E’ ora che la macchina del SSR gioca una partita contro il tempo, mettendo sotto stress tutti: operatori sanitari e fruitori del sistema. I primi in pressione costante, negli ospedali, i secondi costretti a rinviare prestazioni e interventi programmati. Tutto perché negli ospedali i pazienti Covid stanno per mandare in saturazione il sistema.
Ed è qui che si gioca la corsa contro il tempo di Christian Solinas e del Comitato Tecnico Scientifico,aggiungiamo pure la politica, per cercare strategie condivise bipartisan.
E’ noto che in Sardegna i posti letto in terapia intensiva sono intorno ai 150. Per non mandare in tilt il sistema, non si deve superare la soglia di 1/3 di posti letto occupati. Si parla di una soglia sotto i 50, per consentire al sistema sanitario di destinare i restanti posti letto alla cura delle altre patologie che non mancano, come ovvio e acclarato. Ieri la Regione ha reso noto che sono 36 (+2 rispetto a ieri l’altro) il numero dei pazienti in terapia intensiva. Roba da far tremare i polsi, perché siamo vicinissimi alla soglia dei 40 che fa scattare l’allarme. Si tenga in mente anche l’altro dato ovvero 236 i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (+10 rispetto al dato dell’altro ieri) si capisce che sono numeri che impongono decisione rapide. Non osiamo pensare cosa possa capitare se dei 236 pazienti ricoverati per alcuni di loro si rendesse necessario il ricovero in T.I.
Altro che virus che aveva perso potenza! ( Zangrillo). Sul tavolo c’è una chiusura per la Sardegna compresi porti e aeroporti.
Ieri Christian Solinas aveva affermato “Siamo pronti, se nelle prossime ore i numeri dei ricoveri continueranno a salire con il trend attuale, ad intervenire in maniera radicale per invertire questa tendenza e tutelare al meglio la salute di tutti i sardi. Ciò significa, d’intesa con il Ministro della Salute ed con l’ausilio del nostro Comitato Tecnico Scientifico, applicare in Sardegna uno “Stop&Go” di 15 giorni per le principali attività, con contestuale chiusura di porti e aeroporti per limitare in modo rapido ed incisivo la circolazione delle persone e, con esse, del virus”. Proprio così ha detto d’intesa con il Ministro della Salute, a segnare una giornata spartiacque nel rapporto Regione – Governo -Ministero della Salute, farcita con la chiamata a responsabilità delle forze di opposizione in Consiglio Regionale. Una genialata politica, indubbiamente per dividere con tutti, ora, gli oneri che a portare da soli, sarebbero troppo pesanti.







