Sabato 20 Luglio, aggiornato alle 11:02

La storia di Ousman Fall, il migrante integrato grazie al rugby

La storia di Ousman Fall, il migrante integrato grazie al rugby

Ousman Fall, il senegalese classe’86 che si è fatto voler bene da tutti e che è riuscito a farsi apprezzare per la sua educazione e onestà.

L’integrazione passa anche dalla palla ovale. Il rugby è stato per Ousman Fall una sorta di ancora di salvezza. Uno sport che dapprima lo ha incuriosito, poi appassionato sempre di più e attraverso il quale ha trovato una grande famiglia. Ousman, senegalese classe ’86, come tanti altri, è arrivato in Italia, a Messina, via mare nel Novembre del 2014 da Tripoli e un mese dopo ha raggiunto la Sardegna.  In Senegal non ritorna dal 2012.

E la storia di questo ragazzo, “montagna di muscoli” sembra uscita da un libro dei sogni, diventati realtà.

Dal Vell Marì a Fertilia dove risiedeva, in bicicletta raggiungeva il campo di Maria Pia quasi tutti i pomeriggi solo per osservare gli allenamenti dell’Amatori Rugby Alghero, squadra della serie B nazionale.  Lui che si è fatto voler bene da tutti e che è riuscito a farsi apprezzare per la sua educazione e onestà tanto da avere presto, intorno a sé, una bella cerchia di amici. Ad iniziare dall’allenatore dell’Amatori Rugby Alghero, Marco Anversa, uno dei suoi primi e più grandi amici qui ad Alghero. Passando per la dirigenza, il presidente Franco Badessi, e tutti i compagni di squadra.  Ousman ha anche trovato un’occupazione visto che attualmente lavora nel ristorante di Alessandro e Daniele Pesapane, rispettivamente vice presidente e giocatore dell’Amatori Rugby Alghero.

La sua tenacia e voglia di mettersi alla prova gli ha permesso di partecipare agli allenamenti, guadagnarsi un posto in panchina e poi, finalmente, essere un giocatore  e di poter scendere in campo nelle gare ufficiali. Ora Ousman non è più un “ragazzo di colore arrivato da lontano” ma uno come tanti che nella nostra Alghero ma soprattutto nell’Amatori e nel rugby ha trovato, finalmente, un punto fermo della sua vita.

E sorride sempre, dal carattere buono, si capisce che la sua vita è cambiata radicalmente. Ora è un giocatore e un lavoratore, si è integrato, grazie allo sport, una rivincita che gli permette di stare in un contesto assolutamente pulito e dove la stretta di mano ancora vale.

si ringrazia Dolores Serra

 


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