Cici Peis. La Sardegna, l’Impegno, l’Arte
Quattro giorni per ricordare l’uomo e l’artista attraverso alcune delle sue opere più significative che lo hanno fatto conoscere in tutta l’Isola.
La mostra, ospitata nella Torre di Sulis, aprirà le porte venerdì 28 aprile alle 18.30 e continuerà sino al 1° maggio con orari dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 18.00 alle 20.00.
Si curo che quattro giorni sono pochi per ricordare un uomo con la Sardegna nel cuore, la politica come impegno, l’arte come strumento di comunicazione.
Siamo alla commemorazine di un uomo, che si capisce ha lasciato un vuoto enorme.
L’esposizione farà da cornice alle testimonianze di coloro che hanno percorso un pezzo di strada insieme.
Venerdì, alle 18.30, l’inaugurazione della mostra a cui seguirà la proiezione del video “Donne e bambine nella miniera di Montevecchio” della sorella Iride.
A seguire la testimonianza della Rete delle Donne, con la presidente Speranza Piredda e Graziella Massi che racconteranno il rapporto che legava l’associazione a Cici. La serata si concluderà con le testimonianze del Collettivo di pittori Algheresi, che insieme Cici, ha contribuito ad animare tante serate algheresi.
Sabato 29 aprile – alle 18.30 – L’impegno tra sindacato e politica, con i contributi di alcuni suoi compagni di strada del sindacato e la politica.
La Mostra è organizzata da Bruna, Silvio, Andrea e dalla Fondazione Renzo Laconi con la collaborazione della Rete delle Donne di Alghero e del Partito Democratico di Alghero.
informazioni pubbliche
Dove: Alghero – Torre di Sulis
Quando: dal 28 aprile al 1° maggio, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 18.00 alle 20.00
Archivio anno 2017 – “Parlare di Cici Peis non è facile, un personaggio nel panorama artistico algherese dalle mille sfaccettature, un po’ snob un po’ Naïf. Una persona formatasi attraverso un percorso sia di lavoro che culturale. Cicci Peis è stato un operaio, un sindacalista e da tanto un militante politico. Si capisce bene che quando si intende parlare di questi personaggi, la cautela non è mai troppa, perché si rischia di finire nelle ovvietà e negli stereotipi. Ma per chi conosce quest’uomo, come noi, sin da quando nei ritagli di tempo si dedicava a una sua grande passione, ovvero fare il portiere di una squadra di calcio amatoriale algherese, e il dover parlare di lui per le sue capacità artistiche, espressive, pittoriche, ci impone una severa riflessione. Non prima di avergli chiesto scusa per tutte le inesattezze che in queste righe saranno contenute. L’idea di parlar dell’artista Cici Peis nasce solo dopo aver osservato attentamente le sue opere pittoriche, dapprima esposte nelle torri cittadine o in gallerie private, poi attraverso il suo profilo Facebook , che regala perle di indubbia capacità espressiva. Cici non è solo un pittore rinchiuso nelle mura cittadine, lo conoscono bene aldilà, in Sardegna è conosciutissimo, in continente è apprezzato più di quanto si possa immaginare . La sua formazione scolastica post liceale lo porta a frequentare la facoltà di ingegneria a Cagliari che purtroppo non porta a compimento. Ma il suo estro la sua capacità se le porta dentro e comincia un lungo percorso che lo induce ad essere uno spirito irrequieto, che sulla tela trova il modo per comunicare, sopratutto la sua sardità. Qualcuno di Cici Peis ha descritto il suo “mal di Sardegna”, un qualche cosa che si porta dentro viscerale che lo porta più che a dire, a fare, per la sua terra natia. E sui suoi quadri si vedono figure di maschere, ritratti, paesaggi che riconducono sempre e comunque al paesaggio ancestrale sardo. Quasi a mostrare la sua identità che rappresenta sempre con grande orgoglio e fierezza“.
Correva l’anno 2017, oggi parlarne in termini commemorativi, rimanda all’assurdo della nostra vita quotidiana. C’è chi parte e chi rimane, costretto dalla forza dei fatti, a ricordare in maniera indelebile, un uomo, il suo vissuto, il suo modo di essere, le sue idee, la sua fermezza e la sua bontà, dove su tutto è rimasta impressa la sua voce rauca e dalla cadenza tipicamente sarda, del capo di sotto








